È stata Sanremo ad aprire questa mattina le celebrazioni del 4 Novembre in provincia di Imperia, con la tradizionale cerimonia dell'Alzabandiera al Monumento ai Caduti di corso Mombello e la successiva deposizione di una corona al Sacrario del Cimitero Monumentale. Anche quest'anno la città dei fiori ha reso omaggio al Giorno dell'Unità Nazionale e alla Giornata delle Forze Armate, una ricorrenza che richiama il valore della memoria, il sacrificio di quanti hanno perso la vita nei conflitti e l'impegno degli uomini e delle donne che, in uniforme, hanno servito e continuano a servire il Paese. Una giornata che ha visto la partecipazione delle istituzioni, delle associazioni combattentistiche e d'arma e della cittadinanza, con diversi momenti di raccoglimento e commemorazione.
Il programma sanremese era iniziato già nella serata di ieri, con la Santa Messa nella chiesa di Santo Stefano, in piazza Cassini, celebrata dal vescovo Antonio Suetta e accompagnata dal coro del Liceo Musicale Cassini. Questa mattina, alle 8.30, il primo appuntamento ufficiale con l'Alzabandiera in corso Mombello, seguito alle 9 dalla deposizione di una corona al Sacrario del Cimitero Monumentale. Nel pomeriggio le celebrazioni sono proseguite alla presenza del sindaco Alessandro Mager e delle principali autorità civili, militari e religiose. Dopo l'omaggio al Monumento ai Caduti di tutte le guerre in largo Ruffini e quello al Monumento alle Medaglie d'Oro, le condizioni meteorologiche hanno imposto alcune modifiche al programma, con le orazioni ufficiali delle 15.45 trasferite nell'androne del Palafiori, al riparo dalla pioggia.
Nel corso della cerimonia il sindaco Alessandro Mager ha pronunciato un discorso incentrato sul valore della pace, sulla memoria storica e sul ruolo delle Forze Armate. Prima di entrare nel merito della ricorrenza, il primo cittadino ha voluto ricordare quattro militari caduti in Bosnia, pronunciando i nomi. A loro ha rivolto un deferente omaggio, accompagnato dalle condoglianze alle famiglie. Mager ha quindi ricordato il significato del 4 Novembre, sottolineando come sia una giornata nella quale l'Italia celebra la propria unità nazionale e rende omaggio a quanti hanno sacrificato la vita per la libertà, l'indipendenza e la dignità del Paese. "Il 4 Novembre rappresenta una data di profondo significato per la storia del nostro Paese. È una giornata nella quale celebriamo l'Unità nazionale e rendiamo omaggio alle donne e agli uomini delle Forze Armate, rinnovando il ricordo di quanti hanno sacrificato la vita per la libertà, l'indipendenza e la dignità dell'Italia", ha dichiarato il sindaco. Un passaggio nel quale ha voluto richiamare anche l'importanza di custodire i valori sui quali si fonda la Repubblica, nata dal sacrificio di generazioni che hanno conosciuto il dramma della guerra e che hanno saputo trasformare quella sofferenza in un progetto di pace, democrazia e convivenza civile.
Ampio spazio nel discorso è stato dedicato allo scenario internazionale, con i conflitti che continuano a interessare diverse aree del mondo. Dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente, passando per le crisi che attraversano il continente africano, Mager ha evidenziato quanto siano fragili gli equilibri internazionali e quanto sia preziosa la pace. "Assistiamo a un tempo nel quale il diritto internazionale, il dialogo tra le Nazioni e il rispetto della dignità umana sono messi quotidianamente alla prova", ha osservato, richiamando le immagini delle città distrutte, delle popolazioni costrette ad abbandonare le proprie case e dei bambini privati di un futuro. Di fronte a questo quadro, secondo il sindaco, l'Italia è chiamata a svolgere un ruolo responsabile, nel solco dei principi costituzionali, contribuendo alla sicurezza collettiva, alla cooperazione internazionale e alle iniziative di pace.
Il primo cittadino ha quindi sottolineato il ruolo delle Forze Armate, definite uno strumento fondamentale al servizio della Repubblica, anche attraverso le missioni internazionali e le attività di stabilizzazione e assistenza alle popolazioni. Un passaggio importante è stato dedicato anche alle famiglie dei militari, che condividono sacrifici, distanze e preoccupazioni, sostenendo il servizio dei propri cari. Mager ha rivolto un saluto alle associazioni combattentistiche e d'arma, ai reduci e ai familiari dei Caduti, definendo il loro lavoro un patrimonio prezioso per la città e per le giovani generazioni. Proprio ai ragazzi ha rivolto un invito a conoscere la storia e a custodirne la memoria, senza considerare mai scontati la libertà, la democrazia e i diritti di cui oggi godiamo. "L'Unità nazionale è un valore da costruire ogni giorno, anche attraverso la partecipazione, la solidarietà e il rispetto reciproco", ha concluso, prima di rivolgere il ringraziamento dell'amministrazione alle donne e agli uomini delle Forze Armate.

Un messaggio di pace è arrivato anche dall'Anpi, presente alla commemorazione con la presidente Amelia Narciso. L'associazione ha scelto di esporre uno striscione con una delle frasi più significative del presidente della Repubblica Sandro Pertini: "Si svuotino gli arsenali, si riempiano i granai". Un messaggio che, secondo Narciso, conserva una straordinaria attualità, soprattutto alla luce del clima internazionale e del continuo ricorso al linguaggio della guerra. "La frase di Pertini mi sembra la più pertinente, nonostante siano passati quasi 50 anni. Nei giorni nostri, più che mai, nel clima che stiamo respirando di guerra, dove il linguaggio parla solo di guerra", ha dichiarato la presidente dell'Anpi. Narciso ha voluto sottolineare come, a suo giudizio, siano stati progressivamente messi in discussione gli accordi, le convenzioni e le norme internazionali nate dopo la Seconda guerra mondiale proprio per evitare nuovi conflitti. L'Anpi, ha spiegato, vuole ricordare non soltanto i militari caduti, ma anche i partigiani della Resistenza e i civili che hanno subito le conseguenze delle guerre. Un richiamo alla memoria che diventa soprattutto un'invocazione alla pace. La presidente ha ricordato anche le parole pronunciate dal vescovo Suetta in occasione della commemorazione dei militari morti in Bosnia, definiti "seminatori di pace". Un'espressione che, secondo Narciso, restituisce il senso del sacrificio di chi ha perso la vita e la speranza di un futuro diverso.

"Ci auguriamo che in queste occasioni sia sempre più forte la parola pace che la parola guerra", ha aggiunto, invitando a riflettere sul prezzo dei conflitti e su chi, concretamente, ne paga le conseguenze. Un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni, che non devono sentirsi sole in un periodo storico segnato da tensioni e guerre. Per l'Anpi, il ricordo dei Caduti deve tradursi in un impegno concreto a favore della pace, dei diritti e della convivenza tra i popoli.
Alla commemorazione, oltre al sindaco Alessandro Mager, erano presenti il vicesindaco Fulvio Fellegara, l'assessore Massimo Donzella, il presidente del Consiglio comunale Alessandro Il Grande e i consiglieri Balestra, Consiglio, Di Meco, Toesca e Negri. Presente anche la rappresentanza del Consiglio comunale dei ragazzi Lucia Berto, oltre alle associazioni d'arma e le massime autorità militari cittadine. Il corteo cittadino, accompagnato dalle note della Banda Musicale Città di Sanremo, ha attraversato il centro nell'ambito delle celebrazioni ufficiali, con il ritorno in corso Mombello per la deposizione e la benedizione della corona al Monumento ai Caduti. La giornata è proseguita con il corteo nelle strade di Sanremo e si concluderà alle 18 con l'ammainabandiera. Un 4 Novembre che, tra memoria, riconoscenza e richiami all'attualità, ha riportato al centro il significato di una ricorrenza che non riguarda soltanto il passato, ma anche la responsabilità di costruire un futuro di pace.








































































