Un riconoscimento al valore della ricerca archeologica e a due figure che hanno lasciato un segno importante nella conoscenza della Tana Bertrand. La Giunta comunale di Badalucco ha approvato l'intitolazione del nuovo museo archeologico dedicato alla cavità rupestre alla memoria di Grace Mary Crowfoot e Angelo Saglietto, conosciuto con il soprannome di Sofo. La decisione è contenuta nella deliberazione numero 68 del 15 ottobre 2026, approvata all'unanimità dall'esecutivo guidato dal sindaco Matteo Orengo. Il nuovo spazio espositivo, già ultimato e destinato ad aprire al pubblico nei prossimi mesi, si trova lungo la Passeggiata Lungo Fiume. La denominazione ufficiale proposta è "Museo Archeologico Tana Bertran – Grace Mary Crowfoot e Angelo Saglietto (Sofo)", con l'obiettivo di valorizzare non soltanto il sito, ma anche le persone che hanno contribuito alla sua scoperta, allo studio dei reperti e alla ricostruzione del suo significato storico e culturale.
La scelta dell'amministrazione comunale nasce dalla volontà di riconoscere formalmente il contributo dei due studiosi alle ricerche condotte nella grotta, considerata uno dei luoghi più caratteristici del patrimonio archeologico del Ponente ligure. Come si legge nella deliberazione, l'intitolazione vuole valorizzare l'identità culturale del territorio attraverso il ricordo di personalità che hanno contribuito in maniera significativa alla ricerca, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico e archeologico locale. La Tana Bertrand rappresenta infatti un luogo di particolare interesse per la conoscenza delle frequentazioni preistoriche del territorio e per le interpretazioni che, nel corso del tempo, sono state sviluppate a partire dai reperti rinvenuti. Il museo, una volta aperto, offrirà un ulteriore strumento per avvicinare cittadini e visitatori alla storia del sito e alle vicende di chi se ne è occupato, restituendo visibilità a un patrimonio di ricerche che ha coinvolto studiosi e appassionati anche al di fuori della Liguria.
Grace Mary Crowfoot, la studiosa inglese che scoprì i resti nella grotta
La prima figura alla quale sarà dedicato il museo è Grace Mary Crowfoot, nata nel 1877 a Nettleham, nella contea inglese del Lincolnshire, e morta nel 1957 a Geldeston, nel Regno Unito. Conosciuta in famiglia come Molly, proveniva da un ambiente ricco di interessi culturali e fin da giovane sviluppò una particolare curiosità per l'archeologia, favorita anche dai contatti con studiosi e collezionisti di antichità. La sua storia si intreccia con quella della Riviera quando, a causa della salute cagionevole della madre, iniziò a trascorrere gli inverni a Sanremo, nella villa di famiglia chiamata Lincolnia. Fu proprio durante uno dei soggiorni nella città dei fiori che, partecipando a un'escursione con un gruppo di amici naturalisti, si imbatté casualmente in resti umani all'interno della Tana Bertrand. Da quella scoperta prese avvio il suo interesse per la cavità e per le ricerche archeologiche che sarebbero proseguite negli anni successivi.
L'attività di Crowfoot non si limitò all'esperienza ligure. Nel corso della sua vita, trascorsa tra l'Inghilterra e diversi Paesi, coltivò interessi che spaziavano dall'archeologia alla fotografia, dalla botanica allo studio delle tecniche tessili tradizionali. Nel 1908 incontrò l'archeologo John Winter Crowfoot, che sposò, seguendolo poi nei suoi incarichi in Egitto, Sudan e Gerusalemme. In questi contesti partecipò al lavoro scientifico, contribuendo alla documentazione delle ricerche, alla compilazione dei diari di scavo e all'organizzazione dei materiali. Si distinse inoltre per l'impegno sociale e umanitario, per l'attenzione all'istruzione femminile e per il sostegno ai diritti delle donne. In Sudan contribuì alla nascita di una scuola di ostetricia e alla formazione di infermiere. Una personalità poliedrica, dunque, il cui legame con il Ponente ligure è legato in modo particolare alla scoperta della Tana Bertrand e alle prime indagini sulla cavità.
Angelo Saglietto, il "Sofo" che interpretò i reperti
Accanto a Crowfoot, la nuova intitolazione renderà omaggio ad Angelo Saglietto, nato a Porto Maurizio nel 1888 e morto nel 1978, conosciuto nell'ambiente culturale con il soprannome di Sofo, termine che richiama la figura del sapiente. Figlio di piccoli armatori, conseguì il diploma di capitano all'istituto nautico, ma dedicò gran parte della propria vita allo studio di discipline diverse, dalla filosofia alla storia delle religioni, dall'esoterismo al simbolismo, fino all'archeologia. Il suo lavoro nella Tana Bertrand si sviluppò in continuità con le prime ricerche di Crowfoot e assunse un ruolo importante soprattutto nelle campagne di scavo degli anni Trenta. Secondo la relazione storico-biografica allegata alla delibera, Saglietto si occupò direttamente della ricerca archeologica, dei rilievi, delle misurazioni e dei disegni della cavità, contribuendo anche al rinvenimento di nuovi reperti. Il suo approccio, tuttavia, non si fermava alla descrizione degli oggetti: cercava di ricostruirne la funzione e di comprenderne il possibile significato antropologico, filosofico e spirituale.
La relazione allegata alla deliberazione sottolinea anche un aspetto particolare della vicenda degli scavi. La campagna ufficiale iniziata nel 1930 viene tradizionalmente ricordata come quella degli "scavi Gentile", dal nome di Carlo Gentile, direttore dell'Osservatorio meteo-sismico di Imperia e responsabile della spedizione. Il documento evidenzia però il contributo materiale di Saglietto e degli alpinisti Riccardo Parodi, Maurizio Bruno e G.B. Domoro, che avrebbero condotto gran parte delle operazioni e partecipato al rinvenimento dei reperti, pur senza trovare adeguato spazio nelle relazioni ufficiali dell'epoca. Tra gli elementi citati figura anche il rilievo della tana firmato "Cap. Saglietto", nel quale sono rappresentati la cavità, le sezioni degli scavi effettuati e quelle ancora da esplorare. Un lavoro che testimonia il contributo concreto di Sofo e che contribuisce a spiegare la volontà dell'amministrazione di riconoscergli un posto nella memoria pubblica del territorio.
La procedura per l'intitolazione e i prossimi passaggi
La Giunta ha dato il via libera alla denominazione del museo e alla relazione storico-biografica, insieme alla planimetria dell'immobile, entrambe inserite come parti integranti dell'atto. Il provvedimento prevede inoltre la trasmissione della documentazione alla Prefettura di Imperia – Ufficio territoriale del Governo, alla quale viene richiesta l'autorizzazione prescritta dalla legge per l'intitolazione, e alla competente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. La procedura tiene conto delle disposizioni che regolano la dedicazione di monumenti e luoghi pubblici alla memoria di persone decedute, compresa la normativa che prevede, in via generale, il decorso di dieci anni dalla morte, fatte salve le deroghe autorizzate dalle autorità competenti. La delibera è stata approvata all'unanimità dai tre componenti della Giunta presenti, il sindaco Matteo Orengo e gli assessori Daniele Prevosto e Giovanna Sabrina Brezzo, ed è stata dichiarata immediatamente eseguibile. L'intitolazione dovrà quindi completare l'iter autorizzativo previsto, mentre per l'apertura al pubblico del museo si guarda ai prossimi mesi.
L'iniziativa rappresenta un passaggio significativo nel percorso di valorizzazione della Tana Bertrand e della sua storia. Il nuovo museo non sarà soltanto uno spazio dedicato ai reperti e alle testimonianze archeologiche, ma anche un luogo in cui ricostruire le vicende umane e scientifiche che hanno accompagnato la scoperta e lo studio della cavità. La scelta di ricordare insieme Grace Mary Crowfoot e Angelo Saglietto mette in evidenza due percorsi differenti, accomunati dalla passione per la ricerca e dal contributo offerto alla conoscenza del sito. Per Badalucco, il progetto costituisce un'occasione per rafforzare il legame tra patrimonio archeologico, identità locale e divulgazione culturale, restituendo il giusto rilievo a studiosi che hanno contribuito a far conoscere un luogo di grande interesse per la storia del Ponente ligure.





