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Politica | 31 ottobre 2026, 11:58

Sanità imperiese, FP CGIL e UIL FP all'attacco della riforma regionale: "Servizi in difficoltà e personale senza tutele"

I sindacati denunciano carenze di organico, problemi logistici e disservizi per i cittadini. Nel mirino anche la chiusura temporanea dell'Ospedale di Comunità di Imperia e l'accorpamento della Centrale Operativa 118

Sanità imperiese, FP CGIL e UIL FP all'attacco della riforma regionale: "Servizi in difficoltà e personale senza tutele"

La riforma sanitaria regionale finisce nuovamente nel mirino delle organizzazioni sindacali. FP CGIL Imperia e UIL FP Ponente Ligure confermano la propria contrarietà alla riorganizzazione della sanità ligure, denunciando una situazione di crescente difficoltà nella gestione dei servizi sul territorio imperiese, con ripercussioni sia sulle condizioni di lavoro degli operatori sia sulla tutela della salute dei cittadini. Secondo le due sigle, dietro le dichiarazioni d'intenti e il formale rispetto dei parametri previsti dal DM 77 si nasconderebbe un quadro caratterizzato da "grave confusione organizzativa, precarietà logistica e costante sacrificio dei diritti di lavoratrici e lavoratori".

Tra gli esempi indicati dai sindacati c'è la vicenda dell'Ospedale di Comunità di Imperia, inaugurato pochi mesi fa e successivamente chiuso temporaneamente a causa di carenze strutturali. Criticità che, secondo FP CGIL e UIL FP, sarebbero state già segnalate nel 2025, prima ancora dell'apertura della struttura. La riattivazione del servizio sarebbe stata rinviata all'inizio di gennaio 2027. Per le organizzazioni sindacali si tratta di un caso emblematico di una gestione basata su "aperture lampo", finalizzate più a esigenze di immagine politica che alla garanzia di servizi assistenziali solidi e continuativi.

Le contestazioni riguardano anche la gestione del personale sanitario, che secondo i rappresentanti dei lavoratori sarebbe caratterizzata da continui spostamenti da un servizio all'altro in occasione delle inaugurazioni delle nuove strutture, senza un'adeguata programmazione assistenziale. Una modalità che, denunciano le sigle, finirebbe per impoverire i servizi di provenienza, compromettendone progressivamente l'operatività. A questo si aggiungerebbero carenze logistiche e materiali che renderebbero particolarmente difficili le condizioni quotidiane degli operatori.

Tra le situazioni segnalate viene evidenziata la mancanza di vetture aziendali, che costringerebbe il personale sanitario a utilizzare i propri mezzi privati per gli spostamenti di servizio tra Bordighera e Ventimiglia, sostenendone direttamente i costi. A Ventimiglia, inoltre, continuerebbero a mancare spazi adeguati da destinare agli spogliatoi del personale, mentre sarebbe stato segnalato anche il malfunzionamento dell'impianto di riscaldamento. Condizioni che, secondo FP CGIL e UIL FP, metterebbero i lavoratori in una situazione inaccettabile, con l'erogazione delle prestazioni sanitarie affidata troppo spesso alla loro disponibilità e al senso di responsabilità individuale, chiamati a compensare le carenze organizzative aziendali.

Le criticità, secondo i sindacati, si ripercuotono inevitabilmente anche sui cittadini, che incontrerebbero ostacoli sempre maggiori nell'accesso alle cure e agli esami diagnostici sul territorio dell'ATSL Imperiese. Particolarmente delicata la questione delle liste d'attesa: le organizzazioni denunciano quello che definiscono un paradosso, con la governance regionale che parla di presunti esuberi di personale mentre le strutture territoriali soffrono una grave carenza di amministrativi incaricati di gestire le chiamate, prenotare gli appuntamenti e aggiornare i registri. Una situazione che, a loro giudizio, rallenterebbe l'erogazione delle prestazioni pubbliche, favorendo indirettamente il ricorso alla sanità privata.

Nel comunicato viene inoltre richiamata la situazione conseguente all'accorpamento della Centrale Operativa 118, che avrebbe provocato, secondo le sigle sindacali, importanti difficoltà nella gestione dei trasporti secondari e delle dimissioni protette lungo il territorio compreso tra Ventimiglia e Cervo. Le conseguenze sarebbero attese prolungate nei reparti ospedalieri o direttamente al domicilio dei pazienti, in attesa della disponibilità dei mezzi delle Pubbliche Assistenze, con ulteriori difficoltà organizzative per l'ufficio trasporti di Bussana. A preoccupare ulteriormente FP CGIL e UIL FP è anche l'orientamento della Direzione ATS di procedere alle imminenti chiusure delle centrali operative di Savona e La Spezia.

Le due organizzazioni sindacali contestano apertamente il modello gestionale adottato dalla governance aziendale di ATS Liguria, ritenendo che le scelte compiute rischino di sacrificare sia la dignità del lavoro sia il diritto alla salute. Nel documento viene espressa la preoccupazione che le difficoltà del servizio pubblico possano aprire ulteriori spazi alla sanità privata. "Non intendiamo più tollerare che la salute pubblica e la dignità del lavoro vengano sacrificate per esigenze di propaganda politica o per far fronte a inefficienze imposte dalla Direzione di ATS Liguria", sottolineano le sigle, chiedendo risorse adeguate e piena operatività per i servizi che operano nei territori più disagiati, come quello imperiese.

Le richieste avanzate sono precise: un piano straordinario di assunzioni stabili per il personale sanitario, socio-sanitario e amministrativo; la fornitura immediata di vetture aziendali, eliminando le spese di servizio attualmente sostenute dai dipendenti; la messa a norma e l'efficientamento delle strutture territoriali e delle Case di Comunità. I sindacati chiedono inoltre di ripristinare una politica sanitaria che riporti realmente al centro il cittadino e i suoi bisogni, potenziando soprattutto le aree più decentrate della Regione, da tempo penalizzate, secondo la loro denuncia, dalla carenza di risorse economiche e umane.

FP CGIL Imperia e UIL FP Ponente Ligure ribadiscono infine la propria contrarietà agli accorpamenti di reparti e servizi e chiedono garanzie concrete sulla tutela del diritto alla salute di ogni cittadino della provincia. La mobilitazione, annunciano, proseguirà in tutte le sedi fino a quando non saranno assicurate tutele reali per lavoratrici e lavoratori e il pieno rispetto del diritto alla salute per l'intera comunità ligure.

Carlo Alessi

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