Il trasporto pubblico locale della provincia di Imperia è stato al centro del Consiglio provinciale di ieri sera, con il confronto sulla mozione presentata dal consigliere Cacino per la creazione di un bacino unico regionale del trasporto pubblico. Al termine della seduta, il consigliere provinciale Gabriele Amarella ha illustrato il risultato del confronto, sottolineando come l'obiettivo non sia stato accantonato, ma debba essere affrontato attraverso un percorso condiviso e con i necessari approfondimenti. "Questa sera in Consiglio provinciale abbiamo trasformato una mozione del collega Cacino in un atto di inizio", ha spiegato Amarella, precisando che l'ipotesi di un bacino unico non viene esclusa per il futuro, ma che "i tempi sono prematuri". Prima di procedere sarà necessario convocare un tavolo di confronto tra le Province della Spezia, Imperia e Savona e la Città Metropolitana di Genova, coinvolgendo anche l'Autorità di regolazione dei trasporti per acquisire un parere.
Un altro tema centrale affrontato durante la seduta ha riguardato la ripartizione delle risorse economiche destinate al trasporto pubblico locale. Amarella ha ricordato come, sulla base dei fondi regionali e ministeriali, il territorio imperiese fosse inizialmente quello maggiormente penalizzato, con una quota pari all'8,9% delle risorse complessive. Una situazione che, secondo il consigliere, non teneva sufficientemente conto delle caratteristiche del territorio, della sua estensione, dei chilometri di strade da servire e soprattutto del numero dei Comuni. "Grazie al presidente Scajola e a tutti gli uffici della Provincia abbiamo chiesto di compensare questo squilibrio, evidenziando l'estensione del nostro territorio provinciale, i tanti chilometri di strade e soprattutto i 66 Comuni che dobbiamo servire", ha dichiarato. Un lavoro che ha portato a un incremento della quota assegnata alla provincia di Imperia, passata dall'8,9% al 9,4%.
Un risultato che rappresenta un passo avanti, ma che non viene considerato sufficiente per rispondere a tutte le necessità del territorio. "Abbiamo ricevuto risorse ulteriori, passando dall'8,9% al 9,4%, ma ancora adesso non bastano per garantire un servizio pubblico degno di tutta la provincia", ha sottolineato Amarella. Restano infatti diverse criticità, a partire dalla carenza di autisti, una problematica che riguarda il settore e che, secondo il consigliere, è legata anche alla minore attrattività del contratto nazionale di lavoro rispetto al passato. Una situazione che rende più complessa la gestione quotidiana del servizio, soprattutto in una provincia caratterizzata da un territorio ampio, numerosi centri abitati e collegamenti spesso difficili da garantire.
Nel suo intervento Amarella ha voluto anche ripercorrere il percorso compiuto negli ultimi anni da Riviera Trasporti, ricordando le condizioni particolarmente difficili da cui l'azienda era partita. "Non dobbiamo dimenticare da dove siamo partiti: una società che era sull'orlo del fallimento e con alcuni autobus che circolavano", ha affermato. Da allora, la Provincia avrebbe lavorato per reperire nuove risorse economiche attraverso diversi canali, coinvolgendo anche i Comuni e rivedendo gli accordi di programma, fermi al 2014. A questo si è aggiunto un contributo una tantum stanziato direttamente dalla Provincia, oltre alla richiesta di maggiori finanziamenti regionali, che ha consentito di ottenere l'incremento della quota destinata al territorio imperiese.
Amarella non ha nascosto che la strada per arrivare a un servizio pienamente efficiente sia ancora lunga, ma ha rivendicato i miglioramenti registrati rispetto al passato. "Abbiamo tante criticità, è vero, ma è palese ed evidente a tutti che le cose sono abbastanza migliorate", ha concluso il consigliere provinciale, rivolgendo un ringraziamento al presidente Claudio Scajola, agli uffici provinciali che si occupano di trasporto pubblico locale e alla governance di Riviera Trasporti. Il confronto sul futuro del TPL resta quindi aperto: da una parte la prospettiva di una riorganizzazione su scala regionale, dall'altra la necessità immediata di ottenere risorse adeguate e affrontare le carenze del servizio, affinché anche i Comuni più periferici della provincia possano contare su collegamenti pubblici efficienti e affidabili.





