Politica - 31 ottobre 2026, 07:05

Sanità, Ioculano attacca il centrodestra: "Scajola ha ragione, ma con un anno di ritardo. Il silenzio ha avuto un costo"

Il consigliere regionale del PD: "Avevamo denunciato per tempo i rischi della riforma. Nell'imperiese è mancata una mobilitazione dei sindaci, mentre a Savona il territorio ha saputo farsi sentire"

Sanità, Ioculano attacca il centrodestra: "Scajola ha ragione, ma con un anno di ritardo. Il silenzio ha avuto un costo"

Le critiche di Claudio Scajola alla riforma sanitaria regionale sono fondate, ma arrivano con un anno di ritardo. È questa la posizione espressa dal consigliere regionale del Partito Democratico Enrico Ioculano, che interviene nel dibattito sulla riorganizzazione della sanità ligure, sottolineando come le criticità oggi sollevate da esponenti del centrodestra fossero già state evidenziate dall'opposizione quando c'erano ancora i margini per intervenire e correggere le scelte della Regione.

"Le critiche di Scajola alla riforma sanitaria sono fondate. Arrivano però con un anno di ritardo", esordisce Ioculano, ricordando le battaglie portate avanti dal PD contro alcuni aspetti dell'impianto organizzativo voluto dalla Giunta regionale. Nel mirino, in particolare, l'accentramento delle decisioni a Genova e la riduzione dell'autonomia delle aziende sanitarie territoriali. "Le stesse cose le abbiamo denunciate noi, per tempo, quando la riforma si poteva ancora correggere: l'accentramento a Genova, un direttore generale che deve chiedere il permesso persino per spostare un dipendente".

Secondo il consigliere dem, le osservazioni dell'opposizione sarebbero state sistematicamente respinte dall'assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò e dal presidente della Regione Marco Bucci, che le avrebbero liquidate come pretestuose. Oggi, invece, le contestazioni arrivano anche da esponenti dello stesso schieramento politico che sostiene la Giunta regionale. Una circostanza che, per Ioculano, conferma la fondatezza delle preoccupazioni espresse in precedenza. "Non eravamo allarmisti, avevamo ragione. Ma darci ragione a danni fatti, a cosa serve?", attacca.

Il consigliere regionale sposta poi l'attenzione sulle conseguenze della riorganizzazione sanitaria nel Ponente ligure e, in particolare, sulla mancata presa di posizione degli amministratori del territorio imperiese. Un primo esempio riguarda l'accorpamento del servizio 118, sul quale, secondo Ioculano, non sarebbe arrivata una posizione sufficientemente netta da parte dei Comuni della provincia, compreso il capoluogo. Una situazione ben diversa da quella registrata nel Savonese, dove i sindaci si sono mobilitati per manifestare le proprie contrarietà.

Un discorso analogo viene fatto per i piani organizzativi aziendali. Anche in questo caso, Ioculano evidenzia la differenza tra i due territori: a Savona, la posizione assunta dal sindaco sarebbe stata particolarmente dura e la questione è ancora aperta, mentre nell'Imperiese non si sarebbe registrata una mobilitazione altrettanto incisiva. Una mancanza di iniziativa politica che, secondo il rappresentante del PD, ha lasciato il territorio senza una voce sufficientemente forte nel confronto con la Regione.

Tra le questioni più delicate viene citato anche l'accorpamento della psichiatria tra Ventimiglia e Sanremo, un'ipotesi che, secondo Ioculano, rischierebbe di penalizzare soprattutto il comprensorio intemelio. Sul tema si sono espressi il Comune di Sanremo, il vicesindaco di Bordighera Trucchi e altri amministratori locali. A mancare, invece, sarebbe stata proprio la presa di posizione di Ventimiglia, Comune capofila del distretto sociosanitario. "Dal Comune di Ventimiglia, capofila del distretto, silenzio totale", sottolinea il consigliere regionale.

Da qui l'affondo sulle responsabilità politiche degli amministratori che non avrebbero fatto sentire la propria voce nel momento in cui le decisioni venivano assunte. "Chi ha taciuto quando si decideva ha una responsabilità politica, e una denuncia tardiva non la cancella", afferma Ioculano, aggiungendo un ulteriore elemento di valutazione: il silenzio non sarebbe stato privo di conseguenze anche sul piano delle risorse e dei rapporti politici con la Regione.

Il riferimento è alla distribuzione delle risorse del Fondo strategico regionale da parte della Giunta Bucci, avvenuta mentre le criticità della riforma sanitaria non trovavano, secondo il consigliere dem, una contestazione altrettanto incisiva da parte degli amministratori imperiesi. Un passaggio sul quale Ioculano chiede un approfondimento politico puntuale, ritenendo necessario chiarire il peso delle scelte compiute e delle mancate prese di posizione.

La conclusione è un nuovo richiamo alla responsabilità degli amministratori locali e alla necessità di difendere con tempestività i servizi sanitari del territorio. "La sanità non aveva bisogno di denunce a posteriori, ma di amministratori che alzassero la voce quando le decisioni venivano prese", conclude Ioculano, tornando così sul ritardo delle contestazioni e sulla necessità di una maggiore capacità di rappresentanza delle esigenze del Ponente ligure.

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