Politica - 30 ottobre 2026, 13:27

Salari e tasse sui grandi patrimoni, il Senatore Gianni Berrino (FdI): "Servono risorse certe"

Il senatore interviene sulle rivendicazioni sindacali, dai 2.000 euro netti al mese alla tassazione dei grandi patrimoni, e mette in discussione la credibilità di Landini

Salari e tasse sui grandi patrimoni, il Senatore Gianni Berrino (FdI): "Servono risorse certe"

Il senatore Gianni Berrino interviene sulle rivendicazioni sindacali relative all'aumento degli stipendi, al miglioramento dei servizi pubblici e all'introduzione di nuove imposte sui grandi patrimoni. Pur riconoscendo l'importanza degli obiettivi indicati, il parlamentare esprime forti perplessità sulla sostenibilità economica delle proposte e solleva alcune obiezioni sulla posizione della CGIL e del suo segretario generale Maurizio Landini.

"Fa sempre piacere vedere qualcuno scendere in piazza per chiedere stipendi più alti, una sanità migliore, una scuola più efficiente e una vita dignitosa. Sono obiettivi che condividiamo tutti. Il problema è che governare un Paese non significa stilare un elenco di buone intenzioni e trasformarlo in uno slogan da corteo.

Partiamo dai famosi 2.000 euro netti al mese. Chi non vorrebbe guadagnarli? Ma qualcuno può spiegare concretamente come si pensa di arrivarci? Con quali risorse e a carico di chi? E soprattutto, come si pensa di aumentare i salari senza creare nuove disparità tra lavoratori, senza scaricare ulteriori costi sulle imprese e senza compromettere l'occupazione? Servono produttività, competitività e risorse certe. Altrimenti sono soltanto promesse elettorali mascherate da rivendicazioni sindacali.

Anche sulla proposta di tassare dell'1% i patrimoni superiori ai due milioni di euro sarebbe interessante andare oltre lo slogan. Quanto si pensa di incassare realmente? Come si evitano fughe di capitali e penalizzazioni per chi ha risparmiato e investito in Italia? La progressività fiscale è già prevista dalla Costituzione e il nostro sistema tributario prevede aliquote progressive. Non basta invocare nuove tasse sui ricchi per trovare magicamente i soldi necessari a tutto.

E veniamo alla coerenza politica e sindacale. Dove erano tutte queste voci quando al Governo c'erano il Partito Democratico e gli esecutivi della stessa area politica? I problemi degli stipendi e del costo della vita non sono nati ieri.

E soprattutto, viene da chiedersi con quale credibilità Maurizio Landini e la CGIL salgano oggi in cattedra per impartire lezioni sui salari, dopo aver sottoscritto nel tempo rinnovi contrattuali con aumenti che molti lavoratori hanno giudicato del tutto insufficienti. Non si può firmare contratti al ribasso e poi presentarsi in piazza come i salvatori dei lavoratori. Prima di dettare l'agenda politica agli altri, sarebbe opportuno fare un esame di coscienza sul proprio operato. La tutela dei lavoratori si dimostra ai tavoli contrattuali, non soltanto con un megafono in mano.

Questo Governo può essere criticato, come qualsiasi Governo democraticamente eletto. Ma le critiche devono essere accompagnate da proposte serie, numeri e coperture economiche.

Meno propaganda, meno ipocrisia e più serietà. Perché promettere 2.000 euro a tutti è facile. Spiegare come pagarli, garantendo lavoro, imprese e sostenibilità economica, è tutta un'altra storia", conclude il senatore Gianni Berrino.

Redazione

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