Unire le forze per dare vita a un unico Comune, con l'obiettivo di rafforzare i servizi, le attività sul territorio e le prospettive di sviluppo. Badalucco e Montalto Carpasio avviano il percorso preparatorio per una possibile fusione amministrativa, un progetto che potrebbe portare alla nascita di un nuovo ente locale con un territorio complessivo di circa 32 chilometri quadrati. La novità è stata comunicata dal sindaco di Badalucco, Matteo Orengo, durante il Consiglio comunale del 28 ottobre, attraverso una comunicazione ufficiale inserita nel verbale della seduta.
Le prime interlocuzioni con l'Amministrazione comunale di Montalto Carpasio sono già state avviate e rappresentano il primo passo di un percorso che, nelle intenzioni dei due Comuni, dovrà essere sviluppato attraverso una serie di approfondimenti e passaggi istituzionali. Non si tratta ancora di una decisione definitiva sulla fusione, ma dell'avvio di un iter preparatorio per valutarne concretamente le possibilità, le modalità e le conseguenze amministrative. Il prossimo passaggio sarà una delibera della Giunta comunale di Badalucco, con la quale verrà formalizzato l'indirizzo per affidare ad ANCI Liguria l'incarico di predisporre uno studio preparatorio. Un analogo provvedimento sarà adottato anche dalla Giunta di Montalto Carpasio.
Tra gli elementi che rendono particolarmente significativo il progetto c'è anche l'aspetto economico. Come illustrato dal sindaco Orengo ai consiglieri, la fusione consentirebbe di ottenere un contributo statale aggiuntivo di circa 430mila euro all'anno, per i successivi diciassette anni. Una risorsa importante, che potrebbe garantire al futuro Comune un sostegno finanziario significativo per programmare e sviluppare le attività sul territorio, considerando anche l'estensione complessiva dell'ente che nascerebbe dall'unione delle due realtà amministrative.
Il percorso non sarà comunque limitato agli aspetti tecnici e finanziari. L'intenzione delle Amministrazioni è infatti quella di coinvolgere direttamente i cittadini di entrambi i Comuni, attraverso incontri pubblici e assemblee con le rispettive popolazioni, durante i quali saranno illustrate le caratteristiche del progetto, le opportunità e le eventuali criticità. Un passaggio fondamentale sarà rappresentato dalla consultazione referendaria, che dovrà essere effettuata in entrambi i Comuni. Sarà proprio l'esito del referendum a rappresentare un elemento decisivo per stabilire se procedere effettivamente verso la nascita del nuovo ente.
Per quanto riguarda le tempistiche, nel documento illustrato in Consiglio comunale vengono indicate due possibili date per la conclusione del percorso: il 31 dicembre 2027 oppure il 31 dicembre 2028, in coincidenza con la conclusione del mandato delle attuali Amministrazioni comunali. In caso di esito favorevole della consultazione referendaria e di completamento dell'iter, dal successivo 1° gennaio si insedierebbe un commissario prefettizio in entrambi i Comuni, con il compito di gestire la fase di transizione amministrativa.
Successivamente, nella primavera seguente, si svolgerebbero le elezioni amministrative per scegliere la nuova Amministrazione del Comune nato dalla fusione. Un passaggio che segnerebbe concretamente l'avvio della nuova realtà istituzionale, con un'unica struttura amministrativa chiamata a gestire i territori oggi appartenenti a Badalucco e Montalto Carpasio.
La comunicazione del sindaco Orengo è stata formalizzata durante la seduta consiliare affinché tutti i componenti del Consiglio fossero informati del progetto e del percorso che le due Amministrazioni si preparano ad avviare. Il Consiglio comunale ha preso atto della relazione del primo cittadino, senza assumere in questa fase una decisione definitiva sulla fusione.
Si apre dunque una fase di approfondimento che coinvolgerà le due Amministrazioni, ANCI Liguria e soprattutto le rispettive comunità. La prospettiva è quella di verificare se l'unione possa rappresentare una concreta opportunità per il futuro dei due territori, mettendo insieme risorse, competenze e possibilità di investimento. La parola finale, al termine del percorso, spetterà ai cittadini attraverso il referendum.





