Attualità - 30 ottobre 2026, 07:21

Riva Ligure, iniziati i lavori alla condotta sottomarina del depuratore: dopo quattro mesi si interviene sul guasto

Le operazioni davanti alla località Prati arrivano dopo la riparazione provvisoria eseguita l'11 agosto. L'intervento procederà parallelamente ai lavori sulla condotta fognaria di Taggia, ma i due cantieri non sono collegati. Dalla prima segnalazione di giugno alle verifiche della Capitaneria: la ricostruzione di una vicenda che ha segnato l'estate del Ponente

Quattro mesi dopo le prime segnalazioni, e a quasi tre dalla riparazione provvisoria eseguita in piena estate, sono iniziati i lavori sulla condotta sottomarina di scarico del depuratore di Riva Ligure. L'intervento interessa lo specchio acqueo antistante la località Prati e riguarda la tubazione danneggiata che, dalla fine di giugno, è al centro di una vicenda ambientale e amministrativa accompagnata da interrogazioni consiliari, accertamenti della Guardia Costiera e richieste di chiarimento sulla gestione del guasto.

Le operazioni, condotte nell'ambito degli interventi predisposti da Rivieracqua, sono finalizzate al superamento della soluzione provvisoria adottata l'11 agosto e al ripristino del tratto danneggiato.

Un passaggio atteso, dopo che la necessità di sostituire una porzione della condotta era stata individuata già durante le prime verifiche tecniche effettuate all'inizio dell'estate.

I lavori procederanno nello stesso periodo di quelli previsti a Taggia per la condotta fognaria che attraverserà il torrente Argentina. Si tratta, tuttavia, di due interventi distinti, che non devono essere confusi: il primo interessa lo scarico a mare dei reflui trattati dal depuratore di Riva Ligure, il secondo il collegamento fognario sulla terraferma, per il quale è stata confermata la soluzione di attraversamento sotto l'alveo del torrente.

Dal 23 giugno all'11 agosto: una perdita conosciuta prima dell'emergenza balneazione. La cronologia del guasto è stata progressivamente ricostruita attraverso le comunicazioni di Rivieracqua, gli atti acquisiti dalla Provincia e le successive verifiche della Capitaneria di Porto.

La prima segnalazione risale al 23 giugno, quando un addetto del Comune di Riva Ligure comunicò informalmente al responsabile dell'impianto la possibile presenza di una perdita lungo la condotta sottomarina.

Il 25 e 26 giugno furono effettuate le prime ispezioni subacquee, dopo una ricognizione dell'area interessata. Gli accertamenti permisero di individuare un danneggiamento significativo della tubazione, realizzata nel 1987 e destinata a convogliare al largo i reflui trattati dal depuratore. La relazione tecnica del 30 giugno indicò la necessità di sostituire almeno 12 metri di condotta.

L'intervento non venne però eseguito immediatamente. Secondo quanto successivamente comunicato da Rivieracqua, la sostituzione del tratto danneggiato avrebbe richiesto la temporanea disattivazione del depuratore e degli impianti di sollevamento fognario a monte, con il rischio di provocare scarichi di reflui non trattati nel torrente Argentina.

Una prospettiva che, durante la stagione balneare, portò il gestore a rinviare l'operazione strutturale, individuando nel frattempo una soluzione temporanea per contenere la perdita.

La riparazione provvisoria venne eseguita l'11 agosto, quando il problema era ormai conosciuto da circa cinquanta giorni. Secondo quanto riferito dal gestore, quell'intervento consentì di ridurre sensibilmente la fuoriuscita, senza rappresentare però la sostituzione del tratto danneggiato.

Il divieto di balneazione e gli accertamenti della Capitaneria. Nel frattempo, la vicenda aveva assunto una dimensione più ampia. Il 4 agosto, infatti, le analisi sulle acque di balneazione avevano evidenziato una non conformità ad Arma di Taggia. Un successivo campionamento del 6 agosto aveva confermato le criticità, prima del ritorno alla conformità rilevato l'8 agosto.

Il danneggiamento della condotta del depuratore era diventato uno degli elementi al centro degli interrogativi sulle condizioni del mare e sulle possibili cause dei valori riscontrati.

A fornire ulteriori elementi è stata la comunicazione della Capitaneria di Porto di Imperia del 21 agosto, successivamente acquisita agli atti del Comune di Taggia. Le verifiche effettuate dalla Guardia Costiera avevano individuato una rottura della condotta a circa 200 metri dalla battigia. Una parte dei reflui depurati veniva quindi immessa in mare molto prima del punto di scarico autorizzato, situato a circa 1.200 metri dalla costa e a una profondità di una quarantina di metri.

La distanza non rappresenta un dettaglio secondario: lo scarico al largo è previsto proprio per consentire la dispersione dei reflui trattati nelle condizioni individuate per il funzionamento dell'infrastruttura.

La relazione della Capitaneria aveva inoltre riportato il risultato di un campionamento sui reflui in uscita dall'impianto, con una concentrazione di Escherichia coli pari a 28mila UFC per 100 millilitri.

Un dato che richiede una distinzione fondamentale: il campione riguardava i reflui trattati dal depuratore, non l'acqua marina prelevata in un punto di balneazione. Gli accertatori avevano prospettato la possibilità che il danneggiamento della tubazione, insieme alle caratteristiche dello scarico e all'andamento delle correnti, avesse contribuito alle criticità registrate ad Arma di Taggia.

Le comunicazioni tardive e l'intervento della Provincia. La gestione della vicenda aveva aperto anche un secondo fronte, quello dei rapporti tra Rivieracqua, i Comuni interessati e gli enti chiamati a vigilare sul servizio idrico.

Il 14 agosto, attraverso una comunicazione indirizzata al Comune di Taggia e all'EGATO Ovest Imperiese, Rivieracqua aveva ricostruito le prime fasi del guasto e spiegato le ragioni del rinvio dell'intervento definitivo.

Una ricostruzione che aveva sollevato le contestazioni del consigliere comunale di Taggia Gabriele Cascino, intervenuto più volte sulla questione per chiedere quando l'amministrazione fosse stata informata del danneggiamento e quali iniziative fossero state intraprese.

Il sindaco Mario Conio aveva spiegato di essere venuto a conoscenza della situazione attraverso un video ricevuto nei primi giorni di agosto, disponendo successivamente l'invio di richieste formali agli enti competenti.

La questione era approdata anche in Provincia. Durante il confronto del 29 settembre, il consigliere provinciale Za Garibaldi aveva ricostruito le informazioni acquisite dall'ente, evidenziando come la gestione iniziale del problema fosse stata caratterizzata da comunicazioni informali e da un coinvolgimento tardivo delle istituzioni.

La Provincia aveva inoltre contestato la scelta del gestore di programmare autonomamente il rinvio della riparazione definitiva, senza una preventiva condivisione dell'intervento con tutti i soggetti istituzionali interessati. Da qui la richiesta di una programmazione coordinata, accompagnata da misure di sicurezza e controlli durante l'esecuzione dei lavori.

Il cantiere davanti alla località Prati. L'avvio delle operazioni arriva dopo l'ordinanza numero 94 dell'8 ottobre 2026 della Capitaneria di Porto di Imperia, che ha disciplinato le attività subacquee nello specchio acqueo antistante la località Prati, nel Comune di Riva Ligure.

L'apertura del cantiere in mare coincide con un altro intervento infrastrutturale atteso nel territorio di Taggia. Si tratta dei lavori sulla condotta fognaria in corrispondenza del torrente Argentina, la cui sistemazione è legata alla demolizione del vecchio ponte e alla necessità di assicurare il collegamento tra le reti fognarie dei Comuni interessati e il sistema di depurazione.

Nel corso dell'ultimo Consiglio comunale di Taggia, il sindaco Mario Conio ha confermato che la soluzione individuata prevede il passaggio della tubazione sotto l'alveo del torrente, con lavori programmati a novembre. Anche su questo intervento si è sviluppato un confronto politico, con Cascino che ha chiesto chiarimenti sul progetto, sui monitoraggi idraulici e sul cronoprogramma.

La contemporaneità delle lavorazioni non deve però indurre a considerarle parti di un unico cantiere. La condotta sottomarina di Riva Ligure serve a scaricare in mare i reflui già trattati dal depuratore; quella di Taggia riguarda invece il trasporto delle acque reflue verso il sistema di trattamento. Due infrastrutture differenti, entrambe rilevanti per il funzionamento della rete fognaria e depurativa del comprensorio.

Dopo la riparazione provvisoria, la verifica del ripristino. L'inizio dei lavori sulla condotta sottomarina segna un passaggio concreto in una vicenda che, dalla fine di giugno, ha attraversato l'intera stagione estiva.

Prima la segnalazione della perdita, poi le verifiche tecniche, la decisione di rinviare la sostituzione, il tamponamento provvisorio dell'11 agosto e, infine, gli accertamenti della Capitaneria e il confronto tra gli enti sulla gestione delle informazioni.

La fase attuale riguarda il ripristino dell'infrastruttura. Sarà l'esito delle lavorazioni, insieme alle successive verifiche tecniche, a stabilire se la condotta potrà tornare a funzionare nella configurazione prevista, con lo scarico dei reflui trattati nel punto autorizzato al largo della costa.

Resta distinto il capitolo degli accertamenti ambientali e amministrativi relativi a quanto accaduto durante l'estate, sul quale l'avvio del cantiere non rappresenta, da solo, una conclusione. Dopo mesi di interrogativi, l'attenzione si sposta dunque sull'esecuzione dei lavori e sulla verifica del risultato: il passaggio necessario per chiudere la criticità tecnica, mentre restano da chiarire gli eventuali ulteriori sviluppi della vicenda.

Andrea Musacchio

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