Un mese fa la richiesta di fermarsi, valutare possibili alternative alla vendita e approfondire la documentazione tecnica. Giovedì sera, invece, il via libera del Consiglio comunale. A Ospedaletti torna al centro del confronto politico l'eredità di Danilo Gazzano, con la modifica al Documento unico di programmazione 2026-2028 e la conseguente variazione di bilancio che confermano la previsione di alienare nel 2027 l'alloggio di piazza San Giovanni Battista e il box di via Papa Giovanni XXIII, per un valore complessivo aggiornato a 230mila euro.
La pratica, ritirata nella seduta del 24 settembre dopo le contestazioni della minoranza, è stata questa volta approvata. A favore la maggioranza e il consigliere Giorgio Boeri, del gruppo Ospedaletti Rinasce. Contrari i consiglieri di Ospedaletti Insieme, che hanno ribadito le proprie perplessità sia sulla vendita degli immobili sia sulle modalità con cui l'amministrazione ha gestito le richieste di documentazione.
Il confronto si è concentrato soprattutto su quest'ultimo aspetto, dando vita a un lungo botta e risposta tra la capogruppo Valentina Lugarà, il sindaco Daniele Cimiotti, il consigliere Rodriguez e il segretario comunale Marcello Prata.
La pratica torna in aula: vendita nel 2027 e nuova valutazione da 230mila euro. A illustrare il provvedimento è stato il segretario comunale Marcello Prata, che ha ripercorso le modifiche previste dal DUP e dalla variazione di bilancio.
Tra queste figura lo spostamento al 2027 della vendita degli immobili ricevuti dal Comune attraverso il lascito testamentario di Danilo Gazzano, con la conferma della nuova valutazione economica di 230mila euro.
La vicenda era già stata affrontata nel precedente Consiglio comunale. Nel 2025 l'immobile era stato messo all'asta a 275mila euro, senza ricevere offerte. Anche il secondo tentativo, con un ribasso del 10% e un prezzo di 247.500 euro, era andato deserto. Una successiva perizia aveva quindi portato la valutazione a 230mila euro.
Durante la presentazione sono state illustrate anche altre operazioni contenute nella variazione.
Tra queste, una proposta di permuta avanzata da un privato e riguardante terreni individuati attraverso i mappali 762, 763 e 765, con un valore indicato di circa 6mila euro per i due terreni interessati. Un'operazione che, secondo quanto spiegato in aula, risulterebbe utile al Comune anche per ragioni di sicurezza.
Sul piano contabile, Prata ha richiamato diverse maggiori entrate, tra cui circa 23mila euro, ulteriori contributi per 1.796,23 euro, 70mila euro di proventi della farmacia, 8mila euro di rimborsi ASL relativi ai ticket sui medicinali e 18mila euro di canoni demaniali.
Tra le variazioni figurano inoltre risorse destinate alle manifestazioni, con un incremento della spesa di circa 21mila euro, di cui 11mila provenienti dal bilancio comunale. Nel quadro dei finanziamenti è stato richiamato anche il bando Natale in Liguria, al quale il Comune ha partecipato.
Lugarà: "Abbiamo rinviato la pratica per approfondire, ma i documenti non sono arrivati". Prima di entrare nel merito della vendita, la capogruppo di Ospedaletti Insieme ha sollevato una questione procedurale, denunciando le difficoltà incontrate nell'ottenere la documentazione necessaria per valutare possibili alternative all'alienazione.
"Noi abbiamo una questione collegata a questo argomento, una problematica che si ripete e che riguarda la possibilità di avere i documenti richiesti", ha esordito Lugarà.
La consigliera ha ricordato quanto accaduto nella precedente seduta, quando la minoranza aveva presentato un emendamento per stralciare gli immobili dal Piano delle alienazioni e mantenerli nel patrimonio comunale.
"L'altra volta ci siamo lasciati chiedendo di rinviare l'argomento per avere la possibilità di valutare differenti utilizzi del bene. Erano valutazioni che dovevano essere fatte anche rispetto agli aspetti economici, ai preventivi e ai costi di ristrutturazione".
Secondo quanto riferito dalla capogruppo, il gruppo avrebbe presentato richieste agli uffici nei giorni immediatamente precedenti e successivi al Consiglio di settembre, reiterandole senza ottenere tutta la documentazione necessaria.
"Abbiamo richiesto i documenti, abbiamo sollecitato, ma non abbiamo ricevuto nulla. Come dobbiamo fare noi consiglieri per vedere rispettato il nostro diritto e adempiere al nostro mandato? Dobbiamo intasare gli uffici? Dobbiamo venire personalmente per qualsiasi cosa? Come facciamo?".
Lugarà ha quindi sottolineato che la questione non riguardava soltanto la pratica in discussione. "Questo è un discorso di metodo. Un mese fa abbiamo rinviato per fare approfondimenti. Non so se voi li avete fatti, ma noi non abbiamo potuto avere i documenti per poterli fare. Quali sono le procedure che dobbiamo mettere in atto? Come ci garantite questa possibilità? Non è la prima volta che succede".
La consigliera ha contestato anche i tempi a disposizione della minoranza dopo la nuova convocazione. "Quando sappiamo che questo argomento viene riportato all'ordine del giorno, non possiamo pensare di cambiare le cose in tre giorni. È un discorso di metodo".
Rodriguez: "Non credo sia stata una mancanza voluta". Prata: "Vi avevo scritto per incontrarci". Alle osservazioni di Lugarà ha replicato il consigliere Rodriguez, escludendo che la mancata trasmissione degli atti fosse frutto di una scelta intenzionale.
"Non credo che questa mancanza sia un atto voluto", ha osservato, richiamando anche il ruolo del segretario comunale nel favorire la trasmissione della documentazione richiesta.
Lugarà ha ribadito che la questione non poteva essere risolta limitandosi al singolo episodio."Quello che chiediamo è il metodo. Se io chiedo un documento, devo sapere come fare per ottenerlo".
È quindi intervenuto il segretario Marcello Prata, che ha ricordato di aver proposto un incontro per affrontare le difficoltà segnalate dalla minoranza. "Per quanto riguarda le modalità, io vi ho mandato una mail per chiedere un incontro, alla quale nessuno ha risposto, proprio per capire le problematiche e superarle".
Prata ha inoltre precisato di non essere stato a conoscenza delle specifiche richieste documentali avanzate in relazione alla pratica. Una ricostruzione alla quale hanno replicato i consiglieri di opposizione. "Noi parliamo di metodo. Quello che possiamo fare è intasare gli uffici", ha osservato Alessandro Goso.
Lugarà ha quindi insistito sulle prerogative riconosciute ai consiglieri comunali. "I consiglieri non hanno bisogno di formalismi. Noi lo abbiamo tirato fuori oggi, ma sono tre anni che parliamo delle stesse cose".
Il confronto è proseguito con un nuovo scambio tra Rodriguez e la capogruppo. Il consigliere di maggioranza ha definito la discussione una "polemica inutile", richiamando nuovamente la comunicazione inviata dal segretario e rimasta senza risposta.
"Il segretario parlava di altro", ha ribattuto Lugarà. "Ma quante volte non abbiamo ottenuto risposta noi? Ci sono una serie di problematiche. In questo caso ho dovuto tirarle fuori perché si tratta di un argomento che abbiamo già discusso un mese fa".
Per la minoranza, il punto resta la possibilità di accedere agli elementi tecnici ed economici prima della votazione, così da formulare proposte alternative che possano essere effettivamente valutate dal Consiglio.
Cimiotti: "Avete mai chiesto di vedere l'appartamento?". Nel corso della discussione è intervenuto anche il sindaco Daniele Cimiotti, che ha invitato i consiglieri di opposizione a effettuare un sopralluogo negli immobili oggetto della prevista alienazione.
"Avete mai chiesto di andare a vedere questo appartamento? Vi consiglio di fare un sopralluogo", ha affermato il primo cittadino. Immediata la replica di Lugarà. "Perché non ci avete invitato a farlo prima di venire oggi a deliberare? L'altra volta abbiamo fatto un emendamento".
Cimiotti ha quindi precisato di non aver ricevuto richieste in questo senso, soffermandosi sulle condizioni dell'immobile. "Io non ho visto nessuna richiesta. Posso dirvi questo: sono un tecnico, gli immobili sono messi in una certa maniera. Per mettere a nuovo quell'appartamento bisogna spendere".
Una valutazione che, secondo il sindaco, deve essere considerata nel ragionamento sull'eventuale mantenimento del bene nel patrimonio comunale. La minoranza, invece, ha ribadito che proprio la necessità di conoscere i costi di recupero aveva motivato la richiesta di documentazione e il rinvio della pratica nel precedente Consiglio.
Il ricavato della vendita e la promessa del sindaco: "Quanto faremo per gli anziani porterà il nome di Gazzano". Un altro passaggio del confronto ha riguardato la destinazione delle risorse che il Comune potrebbe incassare attraverso la vendita.
Già nel Consiglio del 24 settembre Lugarà aveva chiesto chiarimenti sull'utilizzo dei proventi, ricevendo dal sindaco l'indicazione che sarebbero stati destinati a interventi in favore degli anziani. La questione è tornata anche nella seduta di giovedì, quando la capogruppo ha richiamato la necessità di conoscere il futuro impiego delle somme.
Cimiotti ha confermato quanto dichiarato un mese prima, aggiungendo un elemento ulteriore. "Andranno a finire per gli anziani e quello che verrà fatto per gli anziani porterà il nome di Gazzano", ha affermato il sindaco.
Un impegno che il primo cittadino ha collegato alla volontà di ricordare il benefattore attraverso gli interventi che saranno realizzati con le risorse derivanti dall'alienazione.
La votazione: passa la pratica, contrario Ospedaletti Insieme. Al termine del confronto, il Consiglio comunale ha proceduto alla votazione. La modifica al Documento unico di programmazione 2026-2028 e la conseguente variazione n. 6 al bilancio sono state approvate, con il voto favorevole della maggioranza e del consigliere Giorgio Boeri, mentre Ospedaletti Insieme si è espresso contro.





