La cultura come strumento di incontro, la solidarietà come occasione di crescita e la speranza come motore indispensabile della vita. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro che si è svolto ieri presso la Comunità Riviera Flowers, dove il professor Giancarlo Memmo, presidente di Auser Aps Ventimiglia, ha presentato il saggio Economia del dono, curandone anche la distribuzione gratuita agli ospiti, sia in formato cartaceo sia digitale. Un appuntamento che ha unito approfondimento teorico, condivisione e partecipazione, offrendo ai presenti l’opportunità di confrontarsi su argomenti che riguardano da vicino la dimensione umana e le relazioni. All’iniziativa hanno collaborato anche i volontari Auser Daiana, impegnata nel centro di ascolto telefonico, e Angelo, nonno vigile, che hanno contribuito alla distribuzione del materiale e all’organizzazione degli spostamenti, rendendo possibile lo svolgimento dell’incontro.
A sottolineare il valore dell’esperienza è stato lo stesso Memmo, che ha voluto ringraziare la struttura per l’accoglienza ricevuta. "Ringrazio per l’accoglienza e la possibilità di arricchimento anche personale che mi è stata data dal dottor Marco Boeri, presidente dell’Ancora, da tutto lo staff della struttura e in modo particolare dalla dottoressa Laura Bruzzone e dalla dottoressa Daniela De Luca. Ma quello che mi ha commosso e mi ha toccato particolarmente è stata l’attenzione degli ospiti e la loro sincera partecipazione: di tutto questo sono grato", ha dichiarato il presidente di Auser Aps Ventimiglia. Un ringraziamento che restituisce il senso più profondo dell’iniziativa, nella quale la divulgazione culturale si è trasformata in un’occasione di ascolto reciproco, capace di valorizzare le persone e le loro esperienze.
Il progetto di divulgazione del saggio si inserisce in un percorso che guarda con particolare attenzione ai contesti nei quali si aprono nuove possibilità di vita e di relazione. Sono ambienti che, come emerso nel corso dell’incontro, possono offrire occasioni preziose di crescita e consapevolezza, facendo emergere la speranza come elemento fondamentale dell’agire umano. In questa prospettiva, le fragilità non rappresentano un marchio di esclusione, ma possono diventare un punto di forza, una possibilità per riscoprire risorse personali e costruire nuovi legami. Il messaggio proposto da Memmo invita a superare ogni giudizio legato all’imperfezione, ricordando che essere imperfetti non significa essere sbagliati. Una riflessione che ha trovato spazio anche attraverso l’utilizzo di numerose clip video, brevi sequenze cinematografiche scelte per accompagnare la parte teorica e rendere immediatamente accessibili agli ascoltatori i principali aspetti etici affrontati.
Nel discorso conclusivo, il professor Memmo ha ripreso alcuni dei concetti centrali del saggio attraverso il mito di Sisifo, figura della mitologia greca condannata dagli dei a spingere un enorme macigno fino alla cima di una montagna, soltanto per vederlo rotolare nuovamente a valle e dover ricominciare tutto da capo. Richiamando la lettura proposta dal filosofo Albert Camus, il presidente di Auser ha invitato a guardare oltre la fatica del gesto ripetuto, soffermandosi soprattutto sul momento della discesa, quando Sisifo può riflettere su quanto accaduto e immaginare nuove strategie per raggiungere il proprio obiettivo. "Io sono più interessato ad osservare Sisifo non nell’atto di spingere il macigno sulla montagna, ma quando ridiscende a valle e durante la discesa riflette sulle ragioni del fallimento, della sconfitta, medita la rivincita, cioè pensa a nuove strategie per raggiungere l’obiettivo finale, ma allo stesso tempo si nutre di speranza, perché la speranza è una o la condizione dell’agire umano", ha spiegato Memmo.
Da qui l’invito a non considerarsi mai arrivati, conclusi o privi di nuove possibilità. Coltivare desideri, emozionarsi, provare sentimenti e restare aperti alla novità sono, secondo il docente, elementi essenziali per continuare a crescere e affrontare le difficoltà. Anche l’imperfezione può diventare un’occasione per ripartire, senza trasformarsi in una condanna personale. Il discorso si è poi concentrato sull’economia del dono e sulla gratuità incondizionata, un modello di relazione nel quale la soddisfazione di donare non deve necessariamente essere accompagnata dalla certezza di ricevere qualcosa in cambio. La gratificazione può nascere dal gesto stesso, mentre la gratitudine dell’altro rimane imprevedibile. È proprio in questa incertezza, nella possibilità di essere feriti o di non trovare una corrispondenza alle proprie aspettative, che possono svilupparsi relazioni autentiche e profonde, capaci di far crescere entrambe le persone.
Memmo ha quindi concluso con una riflessione sul valore del dolore e delle emozioni, richiamando la specificità dell’esperienza umana e la differenza tra la dimensione dei sentimenti e quella dell’intelligenza artificiale. Un passaggio che si è intrecciato con il ruolo dei desideri e dell’immaginazione, capaci di anticipare mentalmente esperienze e situazioni ancora da vivere. "Sulle ali del sogno e della fantasia, proviamo ad alimentare i nostri migliori desideri, perché spesso è sulle ali del sogno e della fantasia che incontriamo il nostro destino", ha affermato il professore, invitando gli ospiti a non rinunciare alla possibilità di immaginare un futuro diverso.
Il saluto finale è stato un ringraziamento rivolto a tutti i presenti per l’attenzione e la partecipazione dimostrate durante l’incontro. "Grazie del privilegio che mi avete dato nell’ascoltarmi e soprattutto nell’essere qui con voi: un augurio di buona navigazione nella vostra vita!", ha concluso Memmo. Un messaggio che riassume lo spirito dell’iniziativa alla Comunità Riviera Flowers: la cultura e il dono come occasioni di incontro, la speranza come forza per affrontare le difficoltà e la capacità di accogliere le fragilità come parte essenziale dell’esperienza umana.





