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Politica | 28 ottobre 2026, 17:47

Trasporto pubblico in Liguria, via libera alla nuova legge regionale: dal 2027 nasce l'agenzia unica per coordinare i servizi

Il disegno di legge approvato in Consiglio regionale con 18 voti favorevoli e 11 contrari. Risorse a 162 milioni di euro per il 2026, opposizioni critiche sul metodo e sulle garanzie per il futuro del servizio pubblico

Trasporto pubblico in Liguria, via libera alla nuova legge regionale: dal 2027 nasce l'agenzia unica per coordinare i servizi

Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato il disegno di legge 126, che modifica la normativa regionale sul sistema di trasporto pubblico e sulla pianificazione delle infrastrutture e della mobilità. Il provvedimento ha ottenuto 18 voti favorevoli e 11 contrari e introduce una nuova organizzazione per la gestione del trasporto pubblico regionale e locale, con l'obiettivo di coordinare i servizi su scala ligure. La principale novità riguarda l'istituzione, dal 1° gennaio 2027, di un'agenzia regionale per il trasporto pubblico terrestre e marittimo. La nuova struttura dovrà svolgere una funzione di coordinamento, tenendo conto delle competenze già esercitate dalle Province e dalla Città metropolitana. Le modalità operative e l'organizzazione dei servizi saranno definite attraverso una convenzione, secondo quanto previsto dal testo approvato dall'assemblea legislativa.

Il disegno di legge interviene sulla legge regionale 7 novembre 2013, n. 33, che disciplina il sistema di trasporto pubblico regionale e locale e il Piano regionale integrato delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti. Il provvedimento prevede che l'agenzia si avvalga di una società controllata in house, con le modalità di esercizio delle funzioni e dei servizi stabilite dalla Giunta regionale attraverso un'apposita convenzione. La discussione in aula ha però evidenziato posizioni differenti sul percorso scelto dalla Regione, sui tempi di approvazione e sulle garanzie per il futuro del servizio. Da un lato, la maggioranza ha rivendicato la necessità di intervenire sull'organizzazione del settore; dall'altro, diversi esponenti dell'opposizione hanno chiesto maggiori occasioni di confronto con le rappresentanze sindacali e con il mondo del lavoro.

Tra le voci critiche è intervenuto Giovanni Battista Pastorino, del gruppo Andrea Orlando Presidente, che ha contestato il metodo seguito dalla Giunta, sostenendo che le rappresentanze sindacali sarebbero state escluse dal confronto sul trasporto pubblico, come già avvenuto, a suo giudizio, in materia sanitaria. Il consigliere ha evidenziato la complessità delle procedure amministrative e fiscali legate alla riorganizzazione, chiedendo perché si sia arrivati così rapidamente al voto. Pastorino ha inoltre richiamato le preoccupazioni dei sindacati sulla possibilità che il servizio mantenga una natura pubblica, sottolineando come, in assenza di un adeguato coinvolgimento, non sia possibile considerare scontate le garanzie per il futuro. Da qui la richiesta di maggiore condivisione e di un confronto più ampio con chi opera nel settore.

Sulla necessità di chiarire il funzionamento della nuova agenzia si è soffermato anche Armando Sanna (Pd), che ha invitato la Giunta a considerare le difficoltà in cui versa il trasporto pubblico in Liguria. Secondo il consigliere, la Regione avrebbe perso un anno, ma le responsabilità non sarebbero soltanto locali: a incidere sui tempi sarebbe anche il ritardo del Governo nel trasferimento delle risorse. Sanna ha quindi posto l'accento sulla necessità di definire con chiarezza il ruolo della nuova struttura e le modalità con cui dovrà intervenire nel sistema regionale. Sempre dai banchi del Partito democratico, Simone D'Angelo ha criticato il percorso legislativo, sostenendo che il testo non favorisca il dialogo e la collaborazione. Nel suo intervento ha inoltre richiamato la vicenda del disavanzo di AMT, invitando chi nega l'esistenza di un buco nei conti a verificare gli atti in sede giudiziaria.

Di segno diverso l'intervento di Matteo Campora (Vince Liguria), che ha invitato a considerare il voto come il primo passaggio di un percorso ancora da completare. La scelta della società chiamata a gestire l'agenzia, ha spiegato, sarà oggetto di successivi approfondimenti in commissione. Per Campora il modello proposto rappresenta un'opportunità per la Liguria, una regione che, per dimensioni territoriali e numero di abitanti, potrebbe beneficiare di una governance coordinata a livello regionale. Il consigliere ha inoltre ricordato l'incremento delle risorse destinate al trasporto pubblico locale. Selena Candia (AVS) ha invece richiamato l'importanza del settore per l'ambiente, il sociale e la qualità della vita, ricordando di aver chiesto, insieme al gruppo, una seduta monotematica sui trasporti. Tra le questioni ancora aperte ha indicato anche la possibilità di introdurre un'unica tariffa, per facilitare l'accesso ai mezzi pubblici.

Sul metodo è intervenuta anche Chiara Cerri (Forza Italia Berlusconi), secondo la quale la condivisione dovrebbe essere il principio da seguire, pur riconoscendo che la situazione del trasporto pubblico abbia richiesto un'approvazione in tempi rapidi. La consigliera ha ricordato l'aumento dei fondi regionali, considerandolo una dimostrazione dell'attenzione riservata al settore. Armando Biasi (Lega Liguria Salvini) ha sottolineato che le difficoltà del trasporto pubblico richiedono una riorganizzazione che coinvolga anche il livello nazionale e ha evidenziato le maggiori risorse previste dal provvedimento. Biasi ha comunque auspicato che, nelle prossime fasi, sia possibile lavorare con tempi meno ristretti e con un confronto più ampio tra le parti interessate.

A replicare alle osservazioni è stato l'assessore regionale ai Trasporti Marco Scajola, che ha difeso il lavoro svolto dalla Regione e ha respinto le critiche relative alla mancanza di confronto. "Nessuno ha perso tempo: abbiamo fatto una riflessione sui trasporti e l'abbiamo condivisa coi sindacati", ha dichiarato, ricordando che nei mesi scorsi sono stati compiuti diversi passaggi, senza voler interferire con le competenze ancora in capo alle Province, con le quali il dialogo è tuttora in corso. Scajola ha spiegato che il disegno di legge non stravolge l'assetto esistente, ma attribuisce alla nuova agenzia un ruolo di coordinamento. La presenza di contratti già in essere nei diversi territori, ha aggiunto, non avrebbe consentito di definire fin da subito tutti i dettagli della futura organizzazione.

L'assessore ha quindi posto l'accento sulle risorse economiche, annunciando che nel 2026 gli stanziamenti per il trasporto pubblico locale salgono a 162 milioni di euro, con un incremento di 10 milioni rispetto al 2025. "In questo momento abbiamo distribuito alle Province tutte le risorse, abbiamo mantenuto gli impegni coi sindacati, abbiamo anticipato i fondi e soddisfatto tutte le richieste di prepensionamento", ha affermato Scajola, aggiungendo che la Regione ha risposto positivamente alle richieste delle Province e della Città metropolitana. L'assessore ha inoltre ricordato il parere positivo del Consiglio delle autonomie locali (Cal) sul percorso normativo e ha rivendicato il recupero di risorse regionali per compensare i tagli, senza rinunciare al confronto con il Governo.

"Tutto è perfettibile, ma in un momento storico certamente difficile, la Liguria ha aumentato i fondi sul trasporto pubblico locale", ha concluso Scajola, ribadendo la volontà della Regione di sostenere il settore. Con l'approvazione del disegno di legge si apre ora la fase che porterà alla costituzione della nuova agenzia, prevista dal 1° gennaio 2027. Restano da definire gli aspetti operativi e i rapporti con i soggetti che già gestiscono il servizio nei diversi territori. Il confronto politico si è concentrato soprattutto su governance, risorse e partecipazione delle parti sociali: temi destinati a restare centrali nella prossima fase di attuazione della riforma, mentre la Liguria è chiamata a rispondere alle difficoltà del trasporto pubblico e alle esigenze di cittadini e pendolari.

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