Attualità - 28 ottobre 2026, 13:00

Artigianato, primo via libera alla riforma della legge del 1985. CNA Imperia: "Una svolta storica"

Graziano Poretti e Luciano Vazzano accolgono con soddisfazione l'avvio del percorso di riforma, che punta a superare i vincoli ormai inadeguati e a valorizzare l'evoluzione delle imprese artigiane

Artigianato, primo via libera alla riforma della legge del 1985. CNA Imperia: "Una svolta storica"

Nel 1985 il muro di Berlino divideva ancora l’Europa, si pagava in lire e Internet non faceva parte della vita quotidiana delle imprese. Nelle botteghe si custodivano mestieri, si formavano giovani, si costruiva il benessere delle famiglie e dei territori. In quell’Italia nasceva la legge quadro sull’artigianato, la numero 443 dell’8 agosto 1985.

Quarantuno anni dopo, quelle imprese hanno attraversato rivoluzioni tecnologiche, crisi economiche, una pandemia e mercati diventati globali. Hanno affiancato ai saperi tramandati la progettazione digitale, le nuove tecnologie, la sostenibilità e l’intelligenza artificiale. Sono cambiate le lavorazioni, le competenze, l’organizzazione delle aziende. È cambiato il mondo. Ora, finalmente, si apre la strada per adeguare anche la legge.

CNA Imperia accoglie con grande entusiasmo il primo via libera alla riforma della legge quadro sull’artigianato: un passaggio storico, atteso e sostenuto con determinazione dalla Confederazione, per riconoscere pienamente ciò che l’impresa artigiana è diventata e ciò che può ancora diventare.

"Finalmente si apre una nuova epoca per l’artigianato italiano – dichiara Graziano Poretti, presidente territoriale di CNA Imperia –. È una notizia che ci riempie di orgoglio e soddisfazione. Dietro questo risultato ci sono anni di lavoro, proposte e confronto. Ci sono imprenditori che ogni giorno hanno dimostrato di saper cambiare, investire e creare occupazione, chiedendo regole capaci di accompagnarli. Un artigiano che cresce deve poter restare artigiano. Il successo di un’impresa deve rafforzarne l’identità, aprirle nuove possibilità, dare valore al percorso compiuto".

Per CNA Imperia, il significato della riforma va oltre l’aggiornamento di una normativa. Riguarda il posto che l’artigianato occupa nel futuro del Paese: la possibilità di svilupparsi, organizzarsi e affrontare nuovi mercati mantenendo centrali il lavoro, la competenza e il contributo personale dell’imprenditore.

"Essere artigiani oggi significa mettere insieme mani, intelligenza, creatività e tecnologia – prosegue Poretti –. Significa trasformare un’intuizione in un prodotto, trovare una soluzione che prima non esisteva, assumersi la responsabilità della qualità. Questo accade in una bottega tradizionale come in un laboratorio digitale. Finalmente il percorso di riforma dà spazio a questa realtà. Per tanti imprenditori è il riconoscimento di una vita di lavoro e, per i giovani, può diventare una ragione in più per scegliere di costruire qui il proprio futuro".

Una prospettiva che riguarda direttamente la provincia di Imperia. Dalle imprese dell’edilizia e dell’impiantistica alla produzione alimentare, dalla meccanica ai servizi alla persona, dall’artigianato artistico alle attività digitali e creative, il lavoro artigiano tiene insieme economia e comunità. Dà vita ai centri urbani e ai borghi, custodisce competenze, sostiene le famiglie e contribuisce all’attrattività del territorio.

"In questi quarantuno anni l’artigianato ha continuato a camminare, spesso anticipando i cambiamenti – sottolinea Luciano Vazzano, segretario territoriale di CNA Imperia –. Ha imparato a presentare i propri prodotti al mondo attraverso uno schermo, a usare strumenti sempre più sofisticati, a rispondere a clienti e mercati nuovi. Il sapere delle mani si è arricchito di progettazione, ricerca e innovazione. Era ora che questa trasformazione trovasse un riconoscimento adeguato anche nelle regole. Per questo il primo via libera ha un valore enorme: porta dentro il futuro una legge nata in un’altra epoca".

L’obiettivo è una disciplina capace di accompagnare l’evoluzione delle imprese, affrontando vincoli dimensionali e societari ormai inadeguati e valorizzando anche l’apporto ideativo, progettuale e creativo dell’imprenditore artigiano. Una prospettiva importante per gli investimenti, la continuità aziendale e la trasmissione delle competenze tra generazioni.

"La soddisfazione è grandissima e ci dà ancora più forza per seguire il percorso fino al suo completamento – continua Vazzano –. Ora questo passaggio deve tradursi in opportunità concrete. Per il nostro territorio significa dare prospettive a chi vuole assumere, investire, far entrare un figlio in azienda, trasmettere un mestiere o aprire una nuova attività. Significa riconoscere che anche una piccola impresa può avere grandi ambizioni".

È anche una conquista che rende visibile il valore dell’appartenenza associativa. Le esigenze raccolte nelle aziende diventano proposte, le proposte arrivano ai tavoli istituzionali e il lavoro di rappresentanza contribuisce a cambiare le condizioni nelle quali gli imprenditori operano.

"Questo risultato racconta bene che cosa significa essere CNA – conclude Vazzano –. Significa avere accanto qualcuno che conosce la tua impresa, ascolta i tuoi problemi e porta la tua voce dove si prendono le decisioni. Significa unire la vicinanza quotidiana sul territorio alla forza di una grande organizzazione nazionale. Ogni imprenditore che partecipa rende questa voce più autorevole e contribuisce a costruire risultati che riguardano tutti. CNA Imperia è questo: persone vicine agli imprenditori, ogni giorno, e una forza comune capace di incidere sul loro domani. Dopo quarantuno anni, questo primo via libera ci ricorda quanto lontano possiamo arrivare insieme".

Redazione

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