"Io ho bisogno di tornare a vivere adesso, perché non ce la faccio più fisicamente e psicologicamente". È un nuovo appello, ma questa volta le parole di Nessy Guerra sembrano restituire soprattutto il peso di una condizione che, con il passare delle settimane, sta diventando sempre più difficile da sostenere. La giovane sanremese, bloccata in Egitto insieme alla figlia Aisha, è tornata a parlare attraverso un video pubblicato su Instagram, denunciando il progressivo peggioramento del proprio stato psicofisico e chiedendo che venga finalmente posta fine alle limitazioni che sostiene di subire.
Quasi quattro mesi trascorsi senza poter uscire dalla propria abitazione, una condanna per adulterio contro la quale è stato presentato ricorso e un ex marito, Tamer Hamouda, recentemente condannato in primo grado a un anno di reclusione per l'aggressione al viceconsole onorario italiano Orazio Gioacchini, che secondo le ultime informazioni disponibili risulterebbe ancora irreperibile.
È questo il quadro nel quale si inserisce il nuovo intervento della giovane. Una situazione già complessa sul piano giudiziario e diplomatico, alla quale si aggiunge un ulteriore elemento paradossale: alcuni commenti pubblicati sotto il video (una minima parte) che, anziché esprimere solidarietà, attribuiscono a Nessy la responsabilità di quanto le sta accadendo.
“Sono quattro mesi che sono bloccata in casa, controllata ventiquattr'ore su ventiquattro”. Il nuovo video è un susseguirsi di richieste e interrogativi. Nessy parla con toni esasperati e in lacrime, tornando a descrivere una quotidianità che, secondo il suo racconto, le impedisce persino di vivere normalmente il rapporto con la figlia.
"Non ce la faccio più a sopportare questa condizione. Lì fuori c'è un criminale internazionale che è stato condannato a un anno di carcere e nessuno lo trova, e invece a me siete venuti subito a trovarmi. Mi avete subito bloccata in casa".
Il riferimento è all'ex marito Tamer Hamouda, condannato nei giorni scorsi dal tribunale egiziano nell'ambito del procedimento relativo all'aggressione al viceconsole italiano. Si tratta di una sentenza di primo grado, dunque non definitiva, mentre la sua attuale irreperibilità è una circostanza riferita dalle fonti vicine alla vicenda e non ancora accompagnata da conferme ufficiali sulla sua posizione.
Per Nessy, tuttavia, il confronto tra le due situazioni rappresenta uno degli aspetti più difficili da accettare. "Io non accetto più questa situazione, mi dovete liberare oggi. Sono passati quattro mesi che sono bloccata in casa, chiusa, segregata, controllata H24, per un reato che non ho mai commesso".
Parole che riportano al centro una questione ancora irrisolta: la natura delle restrizioni che la giovane sostiene di subire dallo scorso luglio. Secondo quanto già chiarito dalla sua avvocata Agata Armanetti, il periodo trascorso nell'appartamento non costituirebbe detenzione domiciliare e non verrebbe quindi sottratto ai sei mesi di carcere previsti dalla condanna per adulterio.
“Mi è stato negato di vivere la mia maternità”. È soprattutto quando parla della figlia Aisha che lo sfogo assume una dimensione più personale. Nessy torna a raccontare le ragioni che, secondo la sua ricostruzione, l'avevano portata ad allontanarsi dall'ex marito, ribadendo le accuse di violenza già formulate nei suoi confronti.
"L'unica cosa che ho fatto io è stata scappare di casa per salvare me e la mia bambina dalle violenze che subivo per una relazione tossica, e tutto quello che mi è stato fatto dopo è un'altra violenza".
Si tratta di accuse espresse dalla giovane, da distinguere dagli accertamenti giudiziari e dalle contestazioni oggetto dei diversi procedimenti. Il passaggio successivo riguarda invece ciò che Nessy sostiene di non poter più fare nella propria quotidianità. "Mi è stato negato di vivere la mia maternità, non posso portare mia figlia al parco, non posso vederla giocare, mi state negando di vivere".
Non è soltanto l'impossibilità di lasciare l'Egitto a pesare sulla giovane sanremese, ma anche quella di trascorrere con Aisha momenti ordinari, lontani dalle vicende giudiziarie che accompagnano la famiglia ormai da anni. "Non accetto più di essere la vittima sacrificale, non accetto più di rimanere un giorno bloccata in questa casa senza poter uscire, senza poter vivere mia figlia".
Il richiamo ai diritti umani e all'interesse della bambina. Nell'ultima parte del video, Nessy torna a interrogare le istituzioni, chiedendo perché le limitazioni alla propria libertà continuino a riguardare lei nonostante i recenti sviluppi giudiziari nei confronti dell'ex marito. "Guardate i video che sta pubblicando, li avete visti tutti i video, lo sapete tutti che le accuse sono false. Eppure chi si trova bloccata in casa, chi si trova limitata della propria libertà? Io, non lui, io".
Poi il riferimento a due principi che hanno accompagnato anche il confronto diplomatico e legale sulla vicenda: i diritti umani e la tutela dei minori. "Dove sono i diritti umani? Siamo tutti bravi qui a tirare fuori dalla bocca certe parole, i diritti umani, l'interesse superiore del minore. Dove sono quando servono?".
Una domanda che arriva mentre resta aperto il procedimento sull'affidamento di Aisha. La prossima udienza è fissata per il 7 dicembre, dopo che nell'ultima seduta erano emersi alcuni segnali considerati positivi dalla difesa, tra cui il mancato accoglimento, secondo quanto riferito dai legali, della richiesta di Hamouda di incontrare la bambina.
Oltre 1.300 commenti: tanta solidarietà, ma anche chi accusa Nessy. Al nuovo appello si accompagna una reazione significativa sui social. Il post ha raccolto circa 1.340 commenti, in larga parte espressioni di vicinanza, solidarietà e incoraggiamento nei confronti della giovane sanremese.
Tra questi, tuttavia, compaiono anche interventi di segno opposto. Più di un utente ha sostenuto che Nessy si sarebbe cercata la situazione nella quale si trova, mentre altri sono arrivati ad accusarla di aver effettivamente commesso adulterio.
Una minoranza rispetto ai numerosi messaggi di sostegno, ma sufficiente a introdurre un ulteriore elemento di tensione in una vicenda già segnata da accuse, procedimenti e dichiarazioni pubbliche contrastanti.
Il contrasto è evidente: mentre Nessy chiede pubblicamente di poter tornare a una vita normale, una parte dei commenti sposta l'attenzione dalle sue condizioni attuali a una presunta responsabilità personale, alimentando una discussione che finisce per sovrapporsi alle questioni giudiziarie ancora aperte.
La condanna di Tamer e una situazione che non si sblocca. Le ultime settimane avevano fatto registrare alcuni sviluppi potenzialmente favorevoli alla posizione di Nessy. Oltre ai segnali emersi nell'udienza sull'affidamento di Aisha, era arrivata la condanna in primo grado di Hamouda a un anno di carcere per l'aggressione al viceconsole Gioacchini.
La giovane aveva inoltre ottenuto la possibilità di effettuare una visita medica a domicilio, dopo aver denunciato per mesi l'impossibilità di uscire per sottoporsi agli accertamenti sanitari di cui riteneva di avere bisogno.
Nessuno di questi passaggi, tuttavia, ha finora determinato un cambiamento sostanziale nella sua quotidianità. La sentenza nei confronti dell'ex marito non è definitiva e resta da chiarire se e quando la pena potrà essere eseguita. Sul fronte della giovane, invece, continuano a mancare risposte pubbliche puntuali sulla natura delle limitazioni che sostiene di subire.
“Ho bisogno di tornare a vivere perché non sono una criminale”. È con queste parole che Nessy conclude il nuovo video. Una richiesta che, rispetto agli interventi precedenti, appare sempre meno concentrata sui singoli sviluppi giudiziari e sempre più sulle conseguenze personali di una situazione che si prolunga.
La condanna dell'ex marito, le prossime udienze e il lavoro delle rappresentanze diplomatiche restano passaggi importanti. Ma nel frattempo la giovane continua a raccontare una quotidianità scandita dall'attesa, dall'impossibilità di uscire e dalla preoccupazione per la figlia.
E mentre sui social si moltiplicano i commenti, tra solidarietà e accuse, la domanda che Nessy pone da mesi rimane sostanzialmente la stessa: quando potrà tornare a vivere una vita normale insieme ad Aisha?





