Attualità - 26 ottobre 2026, 07:14

Trasporto pubblico, Cascino porta il caso in Provincia: “Basta disparità tra costa ed entroterra, serve un Bacino Unico Regionale”

Carenza di personale, mezzi datati, difficoltà economiche e collegamenti insufficienti: il tema della mobilità torna al centro del dibattito politico. Il consigliere provinciale Gabriele Cascino propone un Bacino Unico Regionale per integrare i servizi, migliorare i collegamenti e garantire una distribuzione più equa delle risorse

Trasporto pubblico, Cascino porta il caso in Provincia: “Basta disparità tra costa ed entroterra, serve un Bacino Unico Regionale”

Un autobus che non arriva, una coincidenza difficile da rispettare, una corsa che non risponde alle necessità di chi deve raggiungere il posto di lavoro, la scuola o una località dell'entroterra. Il trasporto pubblico continua a rappresentare uno dei temi più delicati per la provincia di Imperia, dove le difficoltà negli spostamenti tornano frequentemente al centro delle segnalazioni di residenti, pendolari e turisti. Una questione che non riguarda soltanto la qualità di un servizio, ma la possibilità stessa di muoversi all'interno di un territorio complesso, nel quale la distanza tra costa ed entroterra può diventare un ostacolo quotidiano.

È in questo contesto che si inserisce la mozione presentata dal consigliere provinciale Gabriele Cascino, destinata ad approdare in Consiglio provinciale nella seduta ordinaria di venerdì 30 ottobre, alle 18. L'obiettivo è promuovere la costituzione di un Bacino Unico Regionale del Trasporto Pubblico Locale, superando l'attuale frammentazione dei servizi e avviando un percorso condiviso tra Regione Liguria, Province e Città Metropolitana di Genova.

Una proposta che parte dalle difficoltà del territorio imperiese, ma guarda all'intero sistema ligure, nella convinzione che le criticità della mobilità non possano essere affrontate esclusivamente attraverso interventi circoscritti alle singole realtà provinciali.

Un sistema in difficoltà tra personale, mezzi e risorse. Nel documento depositato lo scorso 21 ottobre, Cascino descrive una situazione che coinvolge tutte e quattro le province liguri: Imperia, Savona, Genova e La Spezia.

La mozione individua una serie di problemi strutturali che, secondo il consigliere, stanno compromettendo l'efficienza del trasporto pubblico: carenza di autisti, invecchiamento del parco mezzi, frammentazione dei servizi, riduzione delle percorrenze e difficoltà finanziarie delle aziende concessionarie.

Criticità che finiscono per ripercuotersi direttamente sugli utenti, con conseguenze particolarmente rilevanti per studenti, lavoratori e persone che non dispongono di un mezzo privato.

Nella provincia di Imperia il problema assume una dimensione specifica. La conformazione del territorio, caratterizzata da centri costieri densamente abitati e numerosi comuni dell'entroterra, rende infatti il trasporto pubblico un elemento fondamentale per garantire collegamenti e accessibilità.

Per chi vive nelle vallate o nei piccoli centri, la disponibilità di una corsa può determinare la possibilità di raggiungere un presidio sanitario, un istituto scolastico o un luogo di lavoro senza ricorrere necessariamente all'automobile.

A questo si aggiunge la componente turistica. In un territorio che fonda una parte significativa della propria economia sull'accoglienza, l'efficienza dei collegamenti rappresenta anche un fattore di competitività. La possibilità di spostarsi tra località costiere, stazioni ferroviarie e centri dell'entroterra incide direttamente sull'esperienza dei visitatori.

Non si tratta, dunque, soltanto di aumentare il numero degli autobus, ma di ripensare l'organizzazione complessiva della mobilità.

La proposta: un unico bacino per tutta la Liguria. Il punto centrale della mozione riguarda la creazione di un Bacino Unico Regionale, attraverso il quale coordinare la pianificazione del trasporto pubblico sull'intero territorio ligure.

Secondo Cascino, l'attuale suddivisione su base provinciale limita la possibilità di realizzare economie di scala, rende più difficile integrare percorsi e tariffe e complica la sostenibilità economica dei contratti di servizio.

La proposta punta quindi a una gestione maggiormente coordinata, capace di superare alcune delle differenze oggi esistenti tra i territori.

Tra gli obiettivi indicati figura innanzitutto l'integrazione tra trasporto su gomma e ferro, con una pianificazione regionale dei collegamenti e delle tariffe. Un aspetto particolarmente importante per una provincia come quella di Imperia, dove autobus e treni rappresentano spesso due componenti dello stesso spostamento.

Il documento propone inoltre una distribuzione più efficiente delle risorse del Fondo Nazionale Trasporti, standard qualitativi e di sicurezza omogenei e una maggiore capacità contrattuale nell'acquisto di nuovi mezzi ecologici e nella gestione delle gare di affidamento.

Un altro elemento riguarda il rapporto tra costa ed entroterra. L'intenzione dichiarata è ridurre le disparità territoriali, evitando che le aree meno popolose risultino penalizzate rispetto ai centri urbani principali.

Il Bacino Unico, nelle intenzioni del proponente, dovrebbe rappresentare uno strumento per programmare i servizi secondo una visione regionale, mantenendo attenzione alle esigenze delle singole comunità.

La tutela dei lavoratori e il nodo dei finanziamenti. La mozione affronta anche la questione occupazionale, indicando tra gli obiettivi del nuovo modello la salvaguardia dei livelli di impiego e delle condizioni retributive dei lavoratori del trasporto pubblico.

Un passaggio che si collega alle difficoltà economiche delle aziende del settore e alla necessità di garantire risorse sufficienti per assicurare la continuità del servizio.

Cascino chiede in particolare che la Regione Liguria assicuri una ripartizione congrua ed equa dei finanziamenti provenienti dal Fondo Nazionale Trasporti, tenendo conto della sostenibilità economica delle aziende e delle esigenze dei territori.

Il tema delle risorse resta uno degli aspetti decisivi della proposta. Una riorganizzazione del sistema, infatti, non comporterebbe automaticamente un aumento delle corse o una soluzione immediata ai disservizi: i risultati dipenderebbero dalle scelte di programmazione, dai finanziamenti disponibili e dalle modalità concrete di attuazione.

La mozione individua nel coordinamento regionale una possibile strada per affrontare queste difficoltà, ma il percorso richiederebbe il coinvolgimento di più amministrazioni e la definizione di un modello organizzativo condiviso.

Un tavolo permanente tra Regione e Province. Sul piano istituzionale, la proposta contiene quattro impegni rivolti al presidente della Provincia e all'amministrazione provinciale.

Il primo consiste nel formalizzare il sostegno della Provincia di Imperia alla costituzione del Bacino Unico Regionale. Il secondo prevede l'attivazione di un confronto con la Regione Liguria, le Province di Savona e La Spezia e la Città Metropolitana di Genova, attraverso un tavolo istituzionale permanente incaricato di definire la governance, le linee guida e un cronoprogramma per la realizzazione del nuovo sistema.

Il terzo riguarda la richiesta di un'equa distribuzione delle risorse economiche, accompagnata dalla tutela dei lavoratori.

Infine, il documento prevede la trasmissione dell'eventuale deliberazione agli enti regionali e provinciali interessati.

Non si tratta quindi di una proposta che, se approvata, modificherebbe immediatamente gli orari o le modalità di gestione del trasporto pubblico imperiese. La mozione punta piuttosto ad avviare un'iniziativa politica e istituzionale, con l'obiettivo di accelerare un percorso di riorganizzazione su scala regionale.

Il trasporto pubblico torna al centro del dibattito. La discussione prevista per il 30 ottobre riporta l'attenzione su una questione che, nel Ponente ligure, continua a interessare direttamente la vita quotidiana dei cittadini.

Per chi utilizza regolarmente gli autobus, il problema non è soltanto amministrativo. È la possibilità di raggiungere una destinazione in tempi ragionevoli, contare su collegamenti adeguati e disporre di un'alternativa concreta all'automobile.

Per il territorio, invece, la sfida è più ampia: costruire un sistema di mobilità capace di rispondere contemporaneamente alle esigenze dei centri urbani, delle aree interne e di un'economia fortemente legata al turismo.

La proposta di Cascino si inserisce in questo scenario, spostando il confronto dalla gestione dei singoli disservizi alla struttura complessiva del trasporto pubblico regionale.

Resta naturalmente da capire quale posizione assumerà il Consiglio provinciale e, soprattutto, se un eventuale sostegno alla mozione potrà tradursi in un confronto concreto con la Regione e le altre amministrazioni liguri.

Perché il nodo, al di là dei modelli organizzativi, rimane sempre lo stesso: garantire ai cittadini un trasporto pubblico affidabile, accessibile e capace di collegare realmente il territorio.

Una necessità che riguarda chi prende l'autobus ogni mattina per andare a lavorare, gli studenti che devono raggiungere la scuola, gli anziani che si spostano per una visita medica e i turisti che scelgono il Ponente per le proprie vacanze. E che, proprio per questo, difficilmente potrà essere considerata una questione secondaria nell'agenda politica della provincia di Imperia.

Andrea Musacchio

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