Attualità - 26 ottobre 2026, 13:04

AVS al fianco dei giornalisti liguri nella protesta contro la censura

Selena Candia e Francesca Ghio al presidio davanti alla Prefettura per difendere la libertà di stampa e il diritto dei cittadini a essere informati

Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) sostiene la mobilitazione dei giornalisti liguri contro le limitazioni alla diffusione delle notizie di cronaca da parte delle forze dell’ordine. Questa mattina, Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, ha partecipato al presidio davanti alla Prefettura di Genova, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Liguria, dall’Associazione Ligure Giornalisti e dal Gruppo Cronisti Liguri per chiedere il rispetto dell’articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di stampa.

"La libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia. Appoggiamo la protesta dei giornalisti liguri contro la censura adottata dalle forze dell'ordine sulle notizie di cronaca. Negli ultimi mesi, in tutta la Liguria, ai lavoratori dell'informazione sono sistematicamente nascosti episodi di violenza, furti, rapine, aggressioni, con la motivazione che rendere pubblici questi crimini possa creare allarme. Invece è una scelta politica, per nascondere il fallimento sulla sicurezza del governo Meloni, che ha puntato tutto sulla repressione e ha fallito"

Selena Candia, capogruppo regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, ha partecipato questa mattina al presidio davanti alla Prefettura di Genova per chiedere il rispetto dell'articolo 21 sulla libertà di stampa, organizzato dall'Ordine dei Giornalisti della Liguria, dall'Associazione Ligure Giornalisti e dal Gruppo Cronisti Liguri. Alla manifestazione ha partecipato anche Francesca Ghio, capogruppo di AVS in consiglio comunale a Genova.

"I cittadini hanno diritto di conoscere i fatti che succedono nei territori dove vivono. Nascondere la realtà alla popolazione crea un danno alla nostra società, perché solo una persona informata può prendere decisioni consapevoli e corrette. I giornalisti devono poter tornare a esercitare la loro professione senza censure. Ci associamo anche alla richiesta di punire con più forza le querele temerarie, che sono uno strumento usato spesso per provare a intimidire i cronisti. I giornalisti non sono servi, ma contribuiscono quotidianamente al miglioramento e alla tenuta democratica del nostro Paese", sottolinea Selena Candia.

Redazione

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