Può voler dire, al contrario, coltivare una curiosità costante, confrontarsi con influenze differenti e lasciare che ogni fase aggiunga qualcosa a ciò che è venuto prima. Sportmax segue questa direzione fin dalle origini.
È il 1969 quando Achille Maramotti sviluppa il progetto a partire dalla precedente collezione POP, dedicata alle giovani donne. Sartorialità, sperimentazione dei materiali e concezione di un guardaroba coordinato ne costituiscono i principi fondanti, mentre lo sportswear americano e la Swinging London offrono riferimenti capaci di introdurre fin da subito un’attitudine dinamica e aperta al cambiamento.
A definire il percorso del marchio contribuiscono presto anche personalità provenienti da esperienze creative diverse. Negli anni Settanta, Nanni Strada e Jean-Charles de Castelbajac partecipano allo sviluppo della sua estetica, nel marzo del 1976 arriva la prima sfilata all’Hotel Principe di Savoia di Milano. Il confronto con talenti differenti diventa così uno dei modi attraverso cui il progetto amplia progressivamente il proprio campo d’azione.
Negli anni Ottanta l’attenzione si concentra su silhouette, volumi, tecniche e materiali, con Peter Lindbergh e Guy Paulin tra gli interpreti di una stagione caratterizzata da una moda dinamica e sicura di sé. Gli anni Novanta aprono invece scenari molteplici: neo-romantico, sportswear, minimalismo e grunge convivono nello stesso panorama, mentre fotografi come Albert Watson e Marc Hom contribuiscono a sviluppare l’immagine di Sportmax.
Il passaggio al nuovo millennio porta con sé una maggiore innovazione tecnica, inventiva e attenzione ai materiali. La rappresentazione della femminilità continua, intanto, a occupare una posizione centrale e, nel decennio successivo, trova espressione nell’idea di una donna sofisticata e self-confident, capace di rapportarsi alla moda con sicurezza e personalità.
Anche le collezioni restituiscono questa ampiezza di prospettive. Un capo essenziale come il tubino nero convive con denim, maglieria e capispalla, che introducono registri diversi e ampliano le possibilità del guardaroba. A completare il look intervengono poi scarpe, borse e gioielli, elementi capaci di modificarne accenti e carattere senza alterarne l’equilibrio complessivo.
Più che affidarsi a una firma ripetuta stagione dopo stagione, Sportmax ha quindi costruito la propria identità attraverso la capacità di esplorare senza disperdere i principi da cui è partito. Sartorialità, materia e attenzione alla femminilità restano punti di riferimento, ma trovano di volta in volta interpretazioni diverse.
A dare continuità al percorso del brand non è una formula da replicare, bensì un metodo: osservare, mettere alla prova ciò che è acquisito e lasciare spazio a soluzioni inattese. Una curiosità creativa che permette allo stile Sportmax di restare riconoscibile – senza mai diventare prevedibile.
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