Politica - 22 ottobre 2026, 07:05

Sanità, Ioculano (PD) contro l'accorpamento della Psichiatria tra Ventimiglia e Sanremo: "La Regione ci ripensi"

Il consigliere regionale contesta il nuovo Piano di organizzazione aziendale di ATS Liguria: "A Genova ogni distretto mantiene una propria struttura complessa, nel Ponente si riduce l'autonomia". Chiesti il ripristino di un servizio autonomo per Ventimiglia e chiarimenti sulle scelte organizzative

Sanità, Ioculano (PD) contro l'accorpamento della Psichiatria tra Ventimiglia e Sanremo: "La Regione ci ripensi"

Il nuovo Piano di Organizzazione Aziendale di ATS Liguria finisce nel mirino del consigliere regionale del Partito Democratico Enrico Ioculano, che contesta la decisione di accorpare in un'unica struttura complessa l'Assistenza Psichiatrica e il Servizio per le Dipendenze dei distretti di Ventimiglia e Sanremo. Una scelta che, secondo l'esponente dem, rischia di indebolire l'organizzazione territoriale dei servizi di salute mentale in un'area che presenta già diverse criticità. Ioculano, vicepresidente della Commissione Sanità, chiede alla Regione di rivedere il provvedimento e di chiarire le ragioni tecniche alla base della riorganizzazione. "La scelta rischia di indebolire l'organizzazione territoriale dei servizi di salute mentale in un'area già particolarmente complessa", afferma il consigliere, sollevando dubbi sull'applicazione di criteri organizzativi differenti tra il Ponente ligure e l'area metropolitana genovese.

Al centro della contestazione c'è proprio il confronto con Genova, dove, secondo quanto evidenziato da Ioculano, ciascuno dei sei distretti mantiene una propria Struttura Complessa di Assistenza Psichiatrica. Nel Ponente, invece, Ventimiglia e Sanremo verrebbero riunite sotto un'unica direzione, mentre Imperia conserverebbe una struttura distinta. Una differenza che, per il consigliere regionale, richiede spiegazioni precise, soprattutto alla luce delle peculiarità dei territori interessati e delle necessità assistenziali della popolazione. "Vorremmo sapere su quali valutazioni organizzative e su quali dati relativi ai bisogni della popolazione si fondino scelte così diverse", sottolinea Ioculano, chiedendo ad ATS Liguria di rendere pubbliche le motivazioni che hanno portato a questa soluzione.

Secondo l'esponente del Pd, Ventimiglia e Sanremo sono due distretti con caratteristiche territoriali, sociali e sanitarie differenti, che necessitano di un'organizzazione capace di rispondere alle rispettive esigenze. In particolare, l'ambito ventimigliese richiederebbe un forte coordinamento tra servizi sanitari, amministrazioni comunali e servizi sociali, in modo da garantire continuità nella presa in carico delle persone con problemi di salute mentale. Un lavoro che, evidenzia il consigliere, non può limitarsi alle prestazioni mediche, ma deve fondarsi su una rete territoriale in grado di seguire pazienti e famiglie nel tempo. "L'assistenza psichiatrica non è solo una questione di prestazioni mediche: la continuità della presa in carico dipende dalla capacità di costruire e mantenere una rete territoriale di interventi", osserva.

A rendere il quadro ancora più delicato, secondo Ioculano, sono le criticità già presenti nell'offerta di servizi psichiatrici nel territorio intemelio. Il consigliere richiama in particolare la presenza di un solo SPDC, il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, collocato a Imperia, e l'assenza di un Centro Diurno nell'ambito ventimigliese. Carenze che, a suo giudizio, incidono sulla possibilità di garantire risposte adeguate ai bisogni dei pazienti e un sostegno continuativo alle loro famiglie. In questo contesto, l'accorpamento delle strutture rischierebbe di rendere ancora più difficile il coordinamento degli interventi e la gestione delle necessità locali. "Sono carenze che pesano su pazienti e famiglie e che un accorpamento non fa che aggravare", sostiene il vicepresidente della Commissione Sanità.

La critica riguarda anche l'impostazione generale del nuovo Piano di Organizzazione Aziendale. Per Ioculano, infatti, la scelta di riunire Ventimiglia e Sanremo sotto un'unica struttura rischia di contraddire il principio dell'integrazione sociosanitaria su base distrettuale, che dovrebbe rappresentare uno dei cardini della riorganizzazione. "Se il POA doveva essere un nuovo inizio, accorpare due distretti della rilevanza di Ventimiglia e Sanremo significa sconfessare il principio dell'integrazione sociosanitaria su base distrettuale, che dovrebbe esserne il fondamento e che di fatto viene applicato nell'area metropolitana di Genova", afferma. Per il consigliere, mantenere aperti gli ambulatori non sarebbe sufficiente a garantire un servizio adeguato: servono responsabilità chiaramente individuate, personale sufficiente e un'organizzazione calibrata sulle caratteristiche di ciascun territorio.

Da qui le richieste rivolte alla Regione e ad ATS Liguria. Ioculano chiede innanzitutto di ripristinare una Struttura Complessa di Assistenza Psichiatrica autonoma per il distretto di Ventimiglia, distinta da quella di Sanremo. Parallelamente, sollecita la pubblicazione delle motivazioni tecniche che hanno portato all'accorpamento, affinché sia possibile comprendere i criteri adottati nella riorganizzazione. "Se per i distretti genovesi è stata riconosciuta l'importanza di strutture distinte, va spiegato perché lo stesso criterio non valga per Ventimiglia e Sanremo", rimarca il consigliere regionale, chiedendo che le scelte organizzative siano sostenute da dati e valutazioni legate ai bisogni effettivi della popolazione.

Infine, Ioculano chiama in causa anche gli amministratori locali, invitando i sindaci del comprensorio a prendere posizione sulla questione al di là delle appartenenze politiche. L'obiettivo, secondo il consigliere, è evitare che le esigenze del Ponente vengano subordinate a decisioni organizzative che non terrebbero sufficientemente conto delle specificità territoriali. "La riorganizzazione sanitaria deve partire dai bisogni dei cittadini e dalle caratteristiche dei territori. Non può essere il territorio a doversi adattare a un organigramma deciso altrove", conclude. E l'appello finale è rivolto direttamente ai primi cittadini: "Ai sindaci del territorio, a prescindere dall'appartenenza politica, chiediamo una presa di posizione netta e unitaria: sono in gioco i servizi di salute mentale dei loro cittadini, e su questo non si può restare in silenzio".

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