Cronaca - 21 ottobre 2026, 15:22

Sanremo, la mareggiata porta alla luce uova e tartarughe marine: salvati gli esemplari ancora vivi (Foto e Video)

Otto uova integre, tre con embrioni in fase avanzata di sviluppo e una piccola Caretta caretta accompagnata in mare. Gli esperti hanno trasferito gli esemplari ancora vivi a Imperia per proteggerli dalle nuove mareggiate

La mareggiata che ha interessato la costa ha portato alla luce una parte di un nido di tartaruga marina sulla spiaggia di Sanremo. Il ritrovamento è avvenuto questa mattina, 21 ottobre, presso lo stabilimento balneare 'Sanremo', dove il bagnino ha individuato alcune uova e piccoli esemplari tra la sabbia smossa dalla forza delle onde. Immediata la segnalazione alla Capitaneria di Porto di Sanremo, che è intervenuta sul posto e ha allertato l'associazione Delfini del Ponente. I biologi dell'associazione, autorizzata dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e operativa in accordo con il Gruppo Ligure Tartarughe (GLIT), hanno raggiunto la spiaggia per verificare la situazione e mettere in sicurezza gli esemplari coinvolti.

Il sopralluogo ha permesso di individuare otto uova integre, tre uova aperte e tre uova cosiddette pipped, ovvero con l'embrione già formato e ancora vivo, ma non giunto alla completa schiusa. Durante le operazioni è stata inoltre trovata una piccola tartaruga morta, mentre un altro esemplare è stato recuperato vivo. Quest'ultimo è stato pesato e misurato dai biologi prima di essere accompagnato in mare. Nonostante gli accertamenti effettuati sulla spiaggia, non è stato possibile individuare con precisione il punto in cui si trovava il nido originario, probabilmente scalzato dall'azione delle onde.

Per garantire le migliori possibilità di sopravvivenza agli embrioni ancora vitali, gli esperti del Gruppo Ligure Tartarughe hanno disposto il trasferimento delle uova e dei tre esemplari pipped vivi presso i Surf Beach di Imperia. La scelta è legata alla maggiore protezione offerta dall'area rispetto ai fenomeni di mareggiata previsti nelle prossime ore. L'obiettivo è consentire alle uova di completare lo sviluppo e, dove possibile, raggiungere la schiusa, offrendo una possibilità anche ai piccoli rimasti esposti dopo essere stati strappati dal nido. Il GLIT riunisce Acquario di Genova, che ne è il coordinatore, Arpal, Università di Genova e Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta.

L'episodio riporta l'attenzione sulla presenza delle tartarughe marine lungo la costa del Ponente ligure. Lo scorso agosto, sempre a Sanremo, era stata avvistata una Caretta caretta uscire dall'acqua per deporre le uova. L'animale, disturbato dalle persone presenti sulla spiaggia, era però rientrato in mare senza che fosse possibile confermare la deposizione. Non si può escludere che gli esemplari ritrovati questa mattina provengano proprio da quel tentativo, ma, in assenza di ulteriori segnalazioni e della localizzazione del nido, non è possibile stabilire un collegamento certo tra i due episodi.

Fondamentale, in questa fase, è la collaborazione di cittadini, bagnanti e frequentatori delle spiagge. La presenza di tracce sulla sabbia riconducibili al passaggio di una tartaruga o di piccoli appena nati deve essere segnalata tempestivamente, evitando qualsiasi intervento diretto. La raccomandazione degli esperti è chiara: gli animali non devono essere toccati né disturbati e non bisogna tentare di spostarli autonomamente. In caso di avvistamento occorre contattare immediatamente la Guardia Costiera al 1530 oppure al 112, così da consentire l'attivazione della procedura corretta e il coinvolgimento del Gruppo Ligure Tartarughe. Ogni segnalazione può risultare decisiva per individuare un eventuale nido e proteggerlo da ulteriori rischi.

Quello di Sanremo è il secondo caso di nidificazione di tartaruga marina registrato in Liguria nel 2026. A settembre era stato individuato un nido ad Andora, sulla spiaggia libera, grazie all'emersione di un piccolo esemplare. La successiva apertura e ispezione del nido, condotta dagli esperti dell'Acquario di Genova e di Arpal per conto del Gruppo Ligure Tartarughe, alla presenza dei biologi e dei volontari dell'associazione Delfini del Ponente, aveva permesso di censire 64 uova complessive. Di queste, 50 erano già schiuse, 12 non risultavano sviluppate e due erano ancora nella fase pipped, con una percentuale di successo della schiusa pari al 78%.

Nel corso dell'ispezione ad Andora erano stati inoltre recuperati tre piccoli ancora vivi fuori dall'uovo. Dopo essere stati misurati e pesati, erano stati posizionati sulla sabbia per consentire loro di raggiungere autonomamente il mare. Il nuovo ritrovamento a Sanremo conferma l'importanza del monitoraggio delle spiagge liguri, soprattutto dopo eventi meteorologici intensi che possono compromettere la stabilità dei nidi. In attesa di capire se sia possibile ricostruire la posizione originaria del nido sanremese, l'attenzione resta concentrata sulla salvaguardia degli esemplari recuperati e sulla necessità di segnalare tempestivamente ogni nuovo avvistamento.

Carlo Alessi

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