L'incidente probatorio è ormai alle spalle, ma per l'inchiesta sulla morte della piccola Beatrice si apre una nuova fase, destinata ad accompagnare le parti per tutto l'autunno e fino ai primi mesi del prossimo anno. Dopo le sei ore trascorse venerdì scorso negli uffici della Questura di Genova, dove sono state ascoltate in forma protetta le due sorelline della bambina morta lo scorso 9 febbraio a Bordighera, l'attenzione si sposta adesso sulle operazioni peritali, che entreranno nel vivo nel mese di novembre e dovrebbero concludersi con il deposito di una relazione entro il 20 gennaio 2027.
Una scadenza che precederà un ulteriore appuntamento giudiziario, previsto per febbraio, quando saranno esaminate le conclusioni dell'accertamento sulla capacità testimoniale delle due minori. Un passaggio che dovrà contribuire a chiarire le condizioni nelle quali le bambine hanno reso le proprie dichiarazioni e gli aspetti psicologici rilevanti per la loro valutazione, senza sovrapporsi al giudizio sul contenuto delle testimonianze, che rimane di competenza dell'autorità giudiziaria. Si prospetta dunque una fine d'autunno e un inizio d'inverno particolarmente intensi per il procedimento che vede indagati Emanuela Aiello ed Emanuel Iannuzzi, entrambi detenuti e chiamati a rispondere delle contestazioni formulate nell'ambito dell'inchiesta.
Le operazioni di novembre e la scadenza del 20 gennaio. Il prossimo passaggio sarà rappresentato dall'avvio delle attività peritali, che vedranno il coinvolgimento di Giorgio Cavaleri, l'esperto nominato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Imperia, Massimiliano Botti, in occasione dell'incidente probatorio. Nel corso delle operazioni, previste per novembre, il perito del giudice si confronterà con i consulenti della Procura e quelli nominati dalle difese, nell'ambito delle rispettive competenze e delle garanzie previste dal procedimento. L'obiettivo sarà approfondire gli aspetti specialistici relativi alla capacità delle due sorelle di rendere testimonianza, tenendo conto delle loro condizioni e delle modalità attraverso le quali sono state raccolte le dichiarazioni. Secondo il calendario prospettato, la perizia conclusiva dovrà essere depositata entro il 20 gennaio, mentre nel mese successivo è prevista un'udienza dedicata all'esame delle risultanze peritali. Non si tratterà, dunque, di una nuova audizione delle bambine, ma di un momento di approfondimento tecnico e processuale rispetto all'esame già svolto a Genova.
Le difese attendono ancora audio e trascrizioni. Nel frattempo, resta aperto un altro passaggio importante. Le difese, allo stato attuale, non hanno ancora a disposizione le trascrizioni e le registrazioni audio dell'incidente probatorio di venerdì. Un materiale necessario per consentire ai legali e ai rispettivi consulenti di esaminare nel dettaglio quanto riferito dalle due minori, ricostruire lo svolgimento dell'audizione e valutare gli elementi emersi nel corso delle sei ore di attività. Proprio la disponibilità della documentazione permetterà alle parti di approfondire il contenuto delle dichiarazioni, al momento rimasto riservato, e di affrontare le successive operazioni con un quadro completo dell'esame. All'uscita dalla Questura di Genova, venerdì pomeriggio, gli avvocati Cristian Urbini e Maria Gioffrè, difensori di Iannuzzi, avevano scelto di non rilasciare alcuna dichiarazione sul contenuto delle testimonianze, richiamando il rispetto dovuto alle bambine e al lavoro della magistratura. Un riserbo mantenuto anche di fronte alle domande sull'eventuale conferma delle precedenti dichiarazioni e sulla presenza di elementi nuovi.
Le conferme delle sorelle e la soddisfazione della Procura. Soltanto dopo la conclusione dell'incidente probatorio erano arrivate le prime indicazioni sull'esito dell'audizione. Dalla Procura di Imperia era filtrata soddisfazione per quanto emerso durante l'esame delle due minori, che avrebbero sostanzialmente confermato le dichiarazioni rese nella prima fase delle indagini. Un elemento ritenuto positivo dagli inquirenti, pur senza anticipare il contenuto delle testimonianze né entrare nei dettagli delle circostanze riferite. Il racconto delle due bambine costituisce infatti uno dei tasselli più importanti per ricostruire quanto sarebbe accaduto all'interno delle abitazioni di Montenero, a Bordighera, e di Perinaldo, dove viveva Emanuel Iannuzzi e dove, secondo la ricostruzione investigativa, Beatrice sarebbe morta prima di essere trasportata nell'abitazione della madre. Le sorelle erano già state ascoltate nelle ore successive al decesso, fornendo elementi sulle dinamiche familiari, sulle condizioni della piccola e sugli ultimi giorni trascorsi insieme. L'incidente probatorio di venerdì ha consentito di acquisire nuovamente le loro dichiarazioni, questa volta nel contraddittorio tra le parti e attraverso le modalità protette stabilite dal giudice. La sostanziale conferma dei precedenti racconti, secondo la valutazione filtrata dalla Procura, rappresenta un elemento significativo per l'accusa, senza costituire di per sé un accertamento definitivo delle responsabilità.
Un inverno di accertamenti per ricostruire gli ultimi giorni di Beatrice. La nuova fase si inserisce in un'inchiesta nella quale le testimonianze delle due sorelle si affiancano agli accertamenti medico-legali, tossicologici e scientifici già svolti. L'obiettivo resta quello di ricostruire con precisione quanto accaduto nei giorni precedenti alla morte della bambina, le condizioni nelle quali si trovava e le eventuali responsabilità degli adulti coinvolti. Le difese di Aiello e Iannuzzi hanno ribadito nel corso delle indagini la necessità di valutare l'intero quadro probatorio. Iannuzzi, attraverso i propri legali, continua a respingere le accuse, mentre la difesa di Aiello aveva richiesto proprio l'incidente probatorio per approfondire quanto riferito dalle due figlie. Adesso, però, il calendario giudiziario sembra destinato ad allungarsi. Novembre sarà il mese del confronto peritale, gennaio quello del deposito della relazione e febbraio quello della successiva valutazione in udienza.
Tre passaggi che accompagneranno l'inchiesta verso il 2027, mentre resta ancora da chiarire quale peso assumeranno le testimonianze delle due bambine nella ricostruzione complessiva dei fatti. Dopo le sei ore di Genova, dunque, non si chiude il capitolo delle dichiarazioni delle sorelle. Si apre piuttosto una fase diversa, nella quale saranno gli approfondimenti tecnici, il confronto tra i consulenti e le successive valutazioni giudiziarie a contribuire a definire la portata di uno degli elementi più delicati dell'intera indagine.





