Regole più chiare, meno burocrazia e procedure amministrative più snelle per cittadini, famiglie e imprese. L'Assemblea legislativa della Liguria ha approvato la nuova "Legge Biasi", una riforma che interviene sulla disciplina dell'attività edilizia con l'obiettivo di semplificare l'applicazione delle norme e superare le difficoltà interpretative che, negli ultimi anni, hanno rallentato diversi interventi sul patrimonio immobiliare. Il provvedimento è il risultato di un lavoro portato avanti per diversi mesi in Commissione regionale, attraverso il confronto con le categorie professionali e gli operatori del settore. Tra gli interlocutori coinvolti figurano il Comitato ligure dei Collegi dei Geometri, Ance Liguria e la Consulta permanente per l'edilizia, in un percorso condiviso con l'assessore regionale Marco Scajola.
A illustrare i contenuti della riforma è Armando Biasi, consigliere regionale della Lega e presidente della III Commissione Attività produttive, che esprime soddisfazione per il via libera dell'Assemblea. "Sono soddisfatto che l'Assemblea legislativa della Liguria abbia approvato la nuova 'Legge Biasi' che prevede concreti interventi al fine di semplificare la normativa in materia di disciplina dell'attività edilizia", dichiara. "Semplificando l'iter amministrativo si potrà, infatti, rispondere in modo più efficace alle reali esigenze della collettività, delle famiglie e delle imprese liguri, consentendo un maggiore sviluppo del nostro territorio". La riforma si inserisce inoltre nel percorso di recepimento dei principi statali introdotti dal decreto "Salva-Casa", con l'intento di favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente e rendere più agevole la circolazione degli immobili.
Uno dei punti centrali riguarda i cambi di destinazione d'uso. La nuova disciplina stabilisce che il mutamento all'interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito, mentre vengono escluse limitazioni discriminatorie e preclusioni generalizzate da parte degli enti locali. I Comuni potranno introdurre condizioni specifiche nei casi di nuova costruzione, sostituzione edilizia oppure quando siano necessarie per garantire la compatibilità degli interventi e la tutela ambientale. La semplificazione viene estesa anche ai cambi di destinazione d'uso tra categorie funzionali differenti, comprendendo le zone agricole. In questi casi, secondo quanto previsto dal provvedimento, gli interventi saranno esonerati dall'obbligo di reperire nuovi parcheggi e dal pagamento degli oneri di urbanizzazione primaria.
Un altro capitolo riguarda la dimostrazione dello stato legittimo degli immobili, aspetto spesso determinante nelle pratiche edilizie e nelle compravendite. La riforma ammette l'utilizzo di documentazione alternativa e delle dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà per dimostrare la regolarità urbanistico-edilizia degli edifici. Sono previste, allo stesso tempo, precise garanzie per gli immobili oggetto di condono: su questi fabbricati non potranno essere concessi incrementi volumetrici né misure premiali. L'obiettivo dichiarato è rendere più agevole la verifica della situazione amministrativa degli immobili, senza introdurre ulteriori vantaggi in termini di volumetria per quelli condonati.
Novità anche per la regolarizzazione delle difformità edilizie. La legge abroga il precedente divieto che equiparava le difformità minori riscontrate nelle aree vincolate alle cosiddette "variazioni essenziali", chiarendo la possibilità di ricorrere anche in queste situazioni all'accertamento di conformità semplificato. Le valutazioni necessarie per le sanatorie dovranno tenere conto dei principi stabiliti dalla normativa statale e regionale, con la possibilità di procedere anche in deroga ai Piani urbanistici comunali vigenti (Puc). Una disposizione che, nelle intenzioni dei promotori, mira a evitare che i tempi necessari per l'adeguamento degli strumenti urbanistici ricadano sui privati che intendono regolarizzare la propria posizione.
La riforma interviene infine sul recupero dei sottotetti, garantendo la possibilità di derogare alle disposizioni sulle distanze quando si tratti di mantenere quelle legittimamente preesistenti. Un ulteriore elemento di semplificazione per gli interventi sul patrimonio immobiliare già costruito, nell'ambito di una disciplina che punta a superare ostacoli procedurali e interpretazioni non uniformi.
Nel commentare l'approvazione del provvedimento, Biasi ringrazia l'assessore Marco Scajola per la collaborazione e sottolinea la necessità di rendere la normativa più aderente alle esigenze concrete di cittadini e operatori. "È irragionevole far ricadere le lungaggini di adeguamento della 'macchina pubblica' sulle spalle dei privati", afferma il consigliere regionale. La nuova "Legge Biasi" si propone quindi di rendere più lineare il quadro delle regole edilizie in Liguria, intervenendo sui cambi d'uso, sulla documentazione relativa agli immobili e sulle procedure di sanatoria, con l'obiettivo di ridurre gli appesantimenti burocratici e favorire il recupero del patrimonio esistente.





