Attualità - 19 ottobre 2026, 08:33

Viticoltura ligure, a Ceriana i test del progetto DROLig: droni in campo per trattamenti più sicuri e precisi

Prosegue la sperimentazione sulle ripide pendenze del Ponente: al centro delle prove l’adattamento all’orografia, la distribuzione mirata e la sicurezza degli operatori

Viticoltura ligure, a Ceriana i test del progetto DROLig: droni in campo per trattamenti più sicuri e precisi

La viticoltura ligure guarda al futuro attraverso l'innovazione tecnologica. Il progetto DROLig entra nel vivo della sperimentazione operativa, portando i droni direttamente tra i ripidi pendii e i filari irregolari che caratterizzano il territorio regionale. Dopo le prime attività di mappatura e i rilievi ad alta precisione, nei giorni scorsi tecnici e ricercatori del Gruppo operativo sono tornati in campo con un drone equipaggiato per effettuare prove di trattamento e distribuzione di precisione. Una nuova fase che punta a verificare le potenzialità di queste tecnologie in condizioni reali, affrontando le difficoltà tipiche dei vigneti liguri, spesso caratterizzati da forti pendenze, dislivelli e spazi di manovra limitati.

Alle attività hanno partecipato i partner del progetto: C.I.P.A.T., ente per la formazione e l'assistenza tecnica promosso dalla CIA – Confederazione Italiana Agricoltori –, in qualità di soggetto capofila, il Politecnico di Torino – DIMEAS, Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale, e la Rete di imprese agricole Terre del Moscatello. La sperimentazione si è svolta nel territorio di Ceriana, dove le caratteristiche del terreno hanno consentito di mettere alla prova le apparecchiature in uno scenario particolarmente impegnativo. L'obiettivo è verificare quanto le nuove tecnologie possano adattarsi alla conformazione dei vigneti e contribuire a rendere più efficaci le operazioni colturali, riducendo al contempo le difficoltà per chi lavora quotidianamente sui terrazzamenti.

Le simulazioni hanno permesso di affrontare alcune delle principali criticità della viticoltura ligure: sbalzi di quota, pendenze accentuate, ostacoli e repentini cambiamenti nella conformazione del terreno. In questa fase, le prove sono state condotte senza l'impiego di prodotti fitosanitari, concentrandosi sulle prestazioni tecniche del velivolo e sulle modalità di distribuzione. I ricercatori hanno verificato la capacità del drone di adattarsi automaticamente al profilo orografico, mantenendo costante la quota rispetto alla vegetazione. Un aspetto fondamentale per operare in sicurezza lungo filari che non presentano sempre una disposizione uniforme e che richiedono una gestione accurata delle distanze e delle traiettorie di volo.

Un'altra parte importante dei test ha riguardato le dinamiche di flussaggio, con l'obiettivo di ottimizzare l'orientamento, la pressione e la nebulizzazione. Si tratta di parametri determinanti per ottenere, nelle successive applicazioni, una distribuzione omogenea del trattamento sulle diverse parti sensibili della vite. La precisione rappresenta infatti uno degli elementi centrali del progetto: la tecnologia dovrà essere in grado di raggiungere in maniera efficace le varie porzioni della vegetazione, anche quando la disposizione dei filari e la morfologia del terreno rendono più complesso l'intervento. La fase attuale costituisce quindi un passaggio essenziale per raccogliere dati e individuare le configurazioni più adatte alle condizioni operative della viticoltura ligure.

La sperimentazione proseguirà nei prossimi appuntamenti tecnici, quando saranno messi alla prova altri due droni, caratterizzati da differenti tipologie e configurazioni. Il confronto tra le diverse soluzioni consentirà di analizzare le prestazioni delle apparecchiature, raccogliendo una quantità significativa di dati utili a definire le caratteristiche della tecnologia più adatta. L'intento è arrivare a una sintesi complessiva dei risultati, individuando una configurazione in grado di rispondere alle esigenze dei vigneti collocati in territori impervi, con filari disposti in modo irregolare e condizioni di lavoro particolarmente difficili. I dati raccolti costituiranno la base per mettere a punto e personalizzare un drone capace di assicurare, in futuro, una distribuzione efficace del trattamento sulle parti interessate della vite.

Ridurre i tempi di lavoro, limitare la fatica e aumentare la sicurezza degli operatori sono tra i principali risultati attesi da DROLig. L'impiego dei droni potrebbe offrire un supporto concreto ai viticoltori, soprattutto nelle aree in cui le operazioni tradizionali risultano più impegnative a causa della pendenza e della conformazione dei terreni. Accanto alla precisione degli interventi, il progetto punta dunque a migliorare le condizioni di lavoro e a favorire una gestione più sostenibile delle coltivazioni. L'approccio sperimentale, basato sul confronto tra diverse tecnologie e sull'analisi dei dati raccolti, mira a individuare soluzioni realmente utilizzabili nelle aziende agricole, tenendo conto delle peculiarità del paesaggio e delle necessità produttive del territorio.

Inserito nel quadro del Piano di Sviluppo Rurale 2023/2027 della Regione Liguria e cofinanziato dall'Unione Europea, il progetto DROLig si propone di andare oltre la singola sperimentazione, puntando a sviluppare un modello potenzialmente replicabile anche in altri contesti agricoli con caratteristiche simili. La sfida è coniugare innovazione, tutela degli operatori ed efficienza delle lavorazioni, senza perdere il legame con una tradizione vitivinicola profondamente radicata nel territorio. Per la Liguria, dove la coltivazione della vite deve fare i conti con una morfologia complessa e superfici spesso difficili da raggiungere, i droni potrebbero diventare nuovi alleati dei viticoltori, contribuendo a rendere il settore più competitivo, sicuro e sostenibile.

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