Politica - 17 ottobre 2026, 16:44

Turismo, Lombardi al Colosseo per "Perché il turismo è", l'evento promosso dal Ministero del Turismo: "Un motore di sviluppo per i territori, dodici mesi all'anno"

Nei primi nove mesi del 2026 l’Italia ha registrato 523,7 milioni di presenze, mentre in Liguria la crescita nei primi otto mesi dell’anno è stata del 4,1%

"Italia è economia del turismo": è la frase che campeggiava sul grande pannello alle spalle dei partecipanti nella foto di rito che ha chiuso "Perché il turismo è", l'evento promosso dal Ministero del Turismo e andato in scena oggi, sabato 17 ottobre, nella suggestiva cornice del Tempio di Venere, all'interno del Parco archeologico del Colosseo a Roma. Un messaggio che sintetizza il senso dell'iniziativa e il ruolo del turismo come motore dello sviluppo economico italiano, capace di creare occupazione, valorizzare i territori e generare nuove opportunità di crescita. Tra i presenti anche l'assessore al Turismo di Regione Liguria Luca Lombardi.

L'appuntamento, voluto dal ministro Gianmarco Mazzi, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, associazioni di categoria, imprese e operatori del settore. Un confronto a più voci sul significato del viaggio e sul ruolo che il turismo riveste nella società e nello sviluppo economico nazionale, con l'obiettivo di raccogliere idee, riflessioni e proposte da far confluire in un "Manifesto per il futuro" del turismo italiano.

A fare da sfondo all'iniziativa sono stati anche i nuovi dati presentati dal Ministero, che fotografano un settore in continua crescita. Nei primi nove mesi del 2026 l'Italia ha raggiunto 523,7 milioni di presenze turistiche, il 4,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un incremento del 5% nel solo mese di settembre. Numeri che avvicinano il Paese a un nuovo record, dopo i 535,5 milioni di presenze registrati nell'intero 2025. Il comparto turistico rappresenta inoltre il 13% del PIL nazionale e dà lavoro a circa 3,3 milioni di persone, confermandosi uno dei principali motori dello sviluppo economico italiano.

"La forza del turismo è proprio quella di coinvolgere settori economici e realtà territoriali molto diversi tra loro - commenta Lombardi -. Non parliamo soltanto di alberghi e strutture ricettive, ma di un sistema che comprende ristorazione, commercio, artigianato, trasporti, cultura, agricoltura e tantissime professionalità. Quando il turismo cresce, i benefici possono raggiungere un numero molto ampio di imprese e lavoratori. Per questo credo che la sfida dei prossimi anni non debba essere soltanto quella di aumentare le presenze, ma soprattutto di creare valore per i territori, rendendo il turismo un motore di sviluppo capace di funzionare durante tutti i dodici mesi dell'anno".

Un obiettivo che riguarda da vicino anche la Liguria, dove nei primi otto mesi del 2026 le presenze turistiche sono aumentate del 4,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un risultato positivo che si accompagna alla necessità di ampliare l'offerta e distribuire maggiormente i flussi, puntando anche sui mesi tradizionalmente meno frequentati e sulle località dell'entroterra.

"Abbiamo la fortuna di vivere in un Paese che offre una varietà straordinaria di destinazioni ed esperienze - aggiunge Lombardi -. Accanto alle grandi città, alle località balneari e alle mete più conosciute ci sono migliaia di borghi, piccoli comuni e aree interne che possono rappresentare una risorsa sempre più importante. La vera opportunità è riuscire a mettere in connessione queste realtà, facendo in modo che chi sceglie il mare possa scoprire anche un borgo, un percorso naturalistico, un prodotto tipico o un'esperienza culturale a pochi chilometri di distanza. E c'è poi un altro tema emerso con forza oggi, come ha evidenziato anche l'amministratore delegato di ENIT Ivana Jelinic: sui mercati internazionali dobbiamo essere sempre più capaci di presentarci come sistema Italia. Il nostro Paese è un brand straordinariamente riconoscibile e dentro questa forza comune ogni Regione, ogni destinazione e anche il più piccolo territorio può trovare il proprio spazio e raccontare la propria identità. Non significa rinunciare alle specificità, ma renderle ancora più forti all'interno di una strategia condivisa. È una direzione sulla quale stiamo lavorando anche in Liguria, rafforzando i collegamenti tra costa ed entroterra e costruendo un'offerta che unisca natura, cultura, enogastronomia e attività all'aria aperta. Un turismo più diffuso e destagionalizzato significa anche imprese più solide, occupazione meno legata ai singoli periodi dell'anno e maggiori opportunità per le comunità locali. La sfida non è soltanto fare più numeri, ma far crescere la qualità del turismo e il valore che il settore produce sui territori".

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