Un arresto nel cuore della notte, in una stanza d’albergo a Ventimiglia, nonostante la pena fosse stata dichiarata estinta quattro anni prima. È quanto accaduto tra il 14 e il 15 ottobre, quando una donna anziana, cardiopatica e affetta da altre patologie, è stata svegliata improvvisamente intorno alle 2.30 e arrestata dagli agenti, davanti ad altre persone. Una situazione particolarmente delicata, che avrebbe provocato nella signora paura e mortificazione, aggravate dalle sue condizioni di salute e dall’esposizione pubblica in un momento di estrema fragilità.
Al centro della vicenda c’è un ordine di carcerazione risalente al 2011, che sarebbe stato eseguito senza tenere conto di un successivo provvedimento giudiziario. Nel 2022, infatti, la Corte d’Appello di Milano, in qualità di giudice dell’esecuzione, aveva già dichiarato estinta la pena. Un elemento che solleva interrogativi sulla gestione degli atti e sulla comunicazione tra gli uffici competenti, chiamati ora a chiarire come sia stato possibile procedere all’arresto nonostante la decisione intervenuta quattro anni prima. Considerate le condizioni della donna, gli agenti del Commissariato di Ventimiglia l’hanno accompagnata in ospedale per consentirle di ricevere assistenza. La liberazione è arrivata nel giro di appena 24 ore, grazie all’immediata attività difensiva dell’avvocato Enrico Amalberti. Un intervento che, secondo quanto riferito, è stato vissuto dalla signora come un vero e proprio miracolo, dopo le ore di paura e incertezza seguite all’arresto.
Nel ricostruire l’accaduto, viene sottolineato anche il comportamento degli agenti intervenuti, ai quali viene rivolto un ringraziamento per la professionalità dimostrata. Pur essendo chiamati a eseguire un ordine ricevuto, gli operatori avrebbero mantenuto un atteggiamento umano e rispettoso, mostrando disponibilità al dialogo durante le diverse fasi della vicenda. Un aspetto che la difesa ritiene importante distinguere dalle responsabilità legate alla mancata considerazione del provvedimento di estinzione della pena.
L’avvocato Enrico Amalberti ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto, evidenziando come la rapidità della liberazione non possa cancellare le conseguenze dell’episodio. "La signora è anziana, cardiopatica e malata. È stata svegliata all’improvviso nel cuore della notte e arrestata in un albergo, davanti ad altre persone, benché la pena fosse stata dichiarata estinta nel 2022. La liberazione in 24 ore è stata essenziale, ma non cancella lo shock, l’umiliazione e le possibili conseguenze sulla sua salute", ha dichiarato il legale. L’avvocato ha inoltre precisato che la donna è stata accompagnata in ospedale e che la documentazione sanitaria potrà consentire di verificare eventuali aggravamenti delle sue condizioni. "Chiederemo che sia chiarito come non sia stato recepito il provvedimento del 2022 e che la signora ottenga il risarcimento dei danni subiti", ha aggiunto Amalberti, annunciando così l’intenzione di fare luce sull’intera vicenda e di tutelare la propria assistita anche sotto il profilo risarcitorio.
Resta ora da chiarire come un ordine di carcerazione del 2011 sia potuto arrivare all’esecuzione nel 2026 senza che risultasse recepita la successiva decisione della Corte d’Appello di Milano. La vicenda riporta l’attenzione sull’importanza dell’aggiornamento degli atti giudiziari e della corretta circolazione delle informazioni tra gli uffici: passaggi che non rappresentano semplici formalità burocratiche, ma che incidono direttamente sulla libertà personale e sulla dignità dei cittadini.
La difesa chiede quindi che vengano accertate le ragioni dell’accaduto e che siano valutati i danni subiti dalla donna, comprese le conseguenze della mortificazione legata all’arresto in pubblico. Nel ringraziare gli agenti del Commissariato di Ventimiglia per il comportamento tenuto sul posto, l’avvocato Amalberti sollecita risposte precise da parte degli uffici competenti. Un episodio che, secondo la ricostruzione fornita dalla difesa, richiede spiegazioni puntuali, affinché siano chiarite eventuali responsabilità e sia garantita la tutela della persona coinvolta.














