"Le ragioni che hanno portato FP CGIL e UIL FP a proclamare lo stato di agitazione del personale della sanità pubblica ligure sono ineccepibili, e non da oggi le abbiamo poste all'attenzione dell'aula e della Commissione Sanità".
Lo dichiarano Enrico Ioculano, vicepresidente della Commissione Sanità e consigliere regionale del Partito Democratico e la vicecapogruppo PD Katia Piccardo.
"La carenza cronica di personale, i carichi di lavoro che espongono a un rischio concreto di burn-out, le aggressioni quotidiane e l'ondata di dimissioni volontarie sono il segno di un sistema che sta perdendo i propri professionisti. A dieci mesi dall'approvazione della legge di riforma, l'efficientamento promesso non si vede. Gli accorpamenti delle aziende procedono senza un piano organizzativo e senza protocolli uniformi, l'unificazione dei fondi contrattuali rischia di tradursi in un arretramento salariale per lavoratrici e lavoratori, e nelle aree periferiche e nell'entroterra i servizi ospedalieri vengono ridotti, accorpati e svuotati.
Sono le stesse criticità che abbiamo sollevato con interrogazioni e interventi, e che già pochi giorni fa avevamo ribadito in occasione dello stato di agitazione proclamato dall'Intersindacale della Dirigenza Medica e Sanitaria. Oggi a scendere in campo è anche il comparto: significa che il malessere attraversa tutte le professioni della sanità pubblica e che la misura è colma.
Alla Giunta e ai vertici aziendali chiediamo di smettere di ignorare l'allarme e di aprire subito un confronto vero con le organizzazioni sindacali. Servono concorsi in tempi brevissimi, un piano organizzativo chiaro per le nuove aziende, lo stop al ricorso smodato a gettonisti e partite Iva, il rispetto del ruolo delle RSU e risposte concrete sulle vertenze aperte, da Villa Scassi al Galliera, dall'Evangelico al Gaslini".
"Siamo al fianco di chi tiene in piedi ogni giorno la sanità pubblica ligure e continueremo a portare le loro ragioni in Consiglio regionale", concludono Ioculano e Piccardo.





