“Ha dell’incredibile quanto apprendiamo oggi. Fratelli d’Italia organizza una riunione riservata con oltre cento persone tra medici, dirigenti e imprenditori per chiedere loro cosa non funzioni della riforma sanitaria. Una riforma che il partito ha contribuito a scrivere; ha difeso in Commissione; in Consiglio regionale e ha votato convintamente. Siamo di fronte a un caso singolare. Ci deve essere stato uno sdoppiamento di personalità, visto che ora Fratelli d’Italia prende le distanze da quello che ha sostenuto fino a ieri. A questo punto non ci stupiremmo se l’assessore Nicolò, raccolte le critiche, presentasse un’interrogazione a sé stesso”. Lo dichiara il consigliere regionale PD e vicepresidente commissione Sanità Enrico Ioculano.
“A organizzare l’incontro, peraltro, non sono stati tre osservatori esterni: c’erano Matteo Rosso, responsabile nazionale della Sanità di Fratelli d’Italia, Massimo Nicolò, assessore regionale alla Sanità, e Stefano Balleari, presidente del Consiglio regionale. Difficile immaginare chi abbia avuto maggiori responsabilità sulle scelte della Regione. Se oggi Fratelli d’Italia ritiene che la riforma voluta dalla Giunta Bucci non funzioni, dovrebbe innanzitutto spiegare quale sia stato il proprio ruolo. Se invece sostiene che le decisioni siano state prese senza il suo consenso, la questione è ancora più grave: significherebbe che l’assessore alla Sanità non ha saputo esercitare con autorevolezza la propria funzione, e in tal caso dovrebbe trarne le conseguenze. Tutto questo mentre arrivano all’esame della Giunta i nuovi POA, sui quali denunciamo da settimane che le scelte organizzative rispondono più agli equilibri politici e alla distribuzione degli incarichi che alle reali esigenze della sanità ligure”.
“Le nostre critiche portavano una firma e sono arrivate prima del voto. Quelle raccolte da Fratelli d’Italia sono anonime e arrivano dopo. Ed è proprio quel questionario anonimo a sancire un clima di timore tra gli operatori che non è un’invenzione dell’opposizione: è un clima forgiato da Fratelli d’Italia stessa, che oggi lo certifica con le proprie mani. Avevamo contestato una riorganizzazione costruita senza un’adeguata analisi dei bisogni di salute, senza un confronto reale con i professionisti e senza spiegare quali benefici concreti avrebbe portato ai cittadini. Se Fratelli d’Italia ha finalmente deciso di ascoltare chi lavora nella sanità, è una buona notizia. Sarebbe stato preferibile farlo prima di votare la riforma. Per il punto in cui hanno portato la sanità ligure, più che una riunione riservata, a Fratelli d’Italia servirebbe un esame di coscienza. Possibilmente non anonimo”, conclude Ioculano.





