La provincia di Imperia si colloca all’11° posto nazionale nell’Indice della criminalità 2026 del Sole 24 Ore, basato sulle denunce registrate nel 2025, con una diminuzione del 2,7% rispetto all’anno precedente. Un dato che, letto superficialmente, potrebbe suggerire un miglioramento complessivo della situazione sul fronte della sicurezza, ma che richiede un’analisi più approfondita della composizione dei reati. È questa la posizione espressa dal SILP CGIL, che invita a non fermarsi alle graduatorie e a considerare le caratteristiche dei fenomeni criminali, il lavoro investigativo necessario per contrastarli e le risorse a disposizione delle forze dell’ordine. A livello nazionale, le denunce sono diminuite dell’1,8%, mentre le altre province liguri presentano andamenti differenti: Genova è settima con un incremento del 4,1%, Savona diciannovesima con un calo del 3,8% e La Spezia trentaquattresima con una diminuzione del 2,7%.
Per il sindacato, la posizione in classifica non basta a descrivere la criminalità reale. L’indice, infatti, misura i reati denunciati e registrati, non necessariamente tutti quelli commessi. Una diminuzione può riflettere una riduzione effettiva degli episodi, ma anche una minore propensione delle vittime a rivolgersi alle autorità. Allo stesso modo, alcuni dati devono essere interpretati tenendo conto dell’attività investigativa: è il caso degli stupefacenti, per i quali il quinto posto nazionale di Imperia rappresenta anche un indicatore del lavoro svolto dalle forze di polizia nel contrasto al fenomeno. Il SILP CGIL sottolinea quindi la necessità di leggere i numeri nel loro contesto, evitando valutazioni automatiche che rischiano di restituire un quadro parziale delle esigenze del territorio.
Il dato più significativo per l’Imperiese riguarda la violenza interpersonale. Nonostante la diminuzione complessiva delle denunce, la provincia si colloca al secondo posto nazionale per lesioni e percosse, al sesto per tentati omicidi e al settimo per violenze sessuali. Numeri che, secondo il sindacato, richiamano l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e di tutela delle vittime, soprattutto nei casi di violenza domestica e nelle situazioni caratterizzate da rapporti personali conflittuali. Il calo complessivo, dunque, convive con posizioni particolarmente elevate in alcune categorie di reato. Per il SILP CGIL, questi indicatori devono tradursi in una riflessione concreta sulle risorse investigative, sulla formazione degli operatori e sulla capacità di intervenire tempestivamente nelle situazioni più delicate.
Un altro elemento centrale è rappresentato dalla trasformazione dei reati contro il patrimonio. Le truffe e le frodi informatiche assumono un peso crescente rispetto alle rapine tradizionali, con un rapporto indicato dal sindacato pari a 16 truffe per ogni rapina. Il fenomeno si sviluppa sempre più spesso attraverso schermi, chat, social network e strumenti basati sull’intelligenza artificiale, rendendo più complessa l’individuazione degli autori e la ricostruzione dei flussi di denaro. Le indagini richiedono competenze specifiche, dalla conservazione delle prove digitali alle richieste ai fornitori di servizi, fino all’analisi delle transazioni finanziarie. A rendere il quadro ancora più delicato è la vulnerabilità di molte vittime, che possono faticare a riconoscere tempestivamente la frode o a denunciare quanto accaduto. Per questo, secondo il SILP CGIL, il contrasto alla criminalità non può più basarsi esclusivamente sui modelli tradizionali.
La specificità della Riviera riguarda anche la distanza tra popolazione residente e presenze effettive. In un territorio turistico come quello imperiese, soprattutto durante la stagione estiva, il numero di persone presenti può aumentare sensibilmente rispetto alla popolazione anagrafica. Le graduatorie, tuttavia, utilizzano dati rapportati ai residenti, mentre gli organici delle forze dell’ordine devono rispondere anche ai flussi turistici, alla mobilità e ai carichi di lavoro che ne derivano. Il sindacato evidenzia quindi la necessità di calibrare le risorse sulle esigenze reali, evitando che la programmazione degli uffici sia legata esclusivamente ai numeri della popolazione residente. Una questione che riguarda non soltanto il Ponente ligure, ma anche l’organizzazione dei servizi e la capacità di garantire una presenza adeguata nei periodi di maggiore affluenza.
Sul piano regionale, il SILP CGIL richiama anche l’andamento di Genova, dove le denunce sono cresciute del 4,1%. Un dato che, secondo il sindacato, deve essere analizzato considerando le caratteristiche del capoluogo, dal porto ai flussi turistici, fino alle situazioni di marginalità urbana, senza ricorrere automaticamente a risposte emergenziali. Il quadro ligure evidenzia così fenomeni differenti da provincia a provincia, che richiedono strumenti e strategie adeguati alle specificità locali. Anche nell’Imperiese, la compresenza di reati tradizionali, frodi digitali e violenza interpersonale impone un approccio articolato, capace di unire prevenzione, attività investigativa e attenzione alle vittime.
In questa direzione si inserisce il convegno nazionale dell’Osservatorio Nazionale Informatica Forense, in programma a Genova venerdì 16 ottobre. L’iniziativa metterà a confronto professionisti impegnati nella raccolta e nell’analisi delle prove digitali con chi è chiamato a valutarle in sede giudiziaria. Al centro dei lavori ci saranno strumenti e fenomeni sempre più rilevanti nelle indagini, dagli smartphone ai servizi cloud, dalle criptovalute all’intelligenza artificiale. Per il SILP CGIL, l’appuntamento rappresenta l’occasione per valorizzare la formazione specialistica anche sul territorio e favorire il dialogo tra operatori, professionisti e mondo accademico. L’obiettivo indicato dal sindacato è rendere queste opportunità una componente strutturale della preparazione professionale, con la partecipazione in orario di servizio e il riconoscimento delle competenze acquisite nei percorsi di carriera.
La richiesta conclusiva del SILP CGIL riguarda il rafforzamento degli organici e della formazione. Il sindacato chiede piante organiche calibrate sui flussi di persone e sui carichi di lavoro effettivi, turn over pieno e rinforzi stagionali che non finiscano per indebolire altri uffici. Accanto alle risorse umane, viene considerato imprescindibile l’aggiornamento continuo degli operatori, con particolare attenzione alle investigazioni digitali, al contrasto della violenza domestica e all’ascolto delle vittime. Una richiesta che assume rilievo anche per la provincia di Imperia, dove il calo generale delle denunce si accompagna a posizioni di vertice in alcune categorie di reato. La conclusione del sindacato è che la sicurezza non possa essere valutata soltanto attraverso una graduatoria, ma debba poggiare sulla capacità concreta di prevenire i fenomeni criminali e garantire indagini efficaci.














