Si sono concluse le tre giornate di incontri promosse dall'associazione Libera nel Ponente ligure per rinnovare la memoria e l'impegno antimafia, prendendo spunto dall'opera di Mari Albanese “Cinque vite. Racconti inediti dei familiari della scorta di Paolo Borsellino”, libro da cui la RAI ha tratto un docufilm di prossima trasmissione.
L'autrice, insegnante e attivista palermitana, ha accompagnato la cittadinanza in un percorso inteso a restituire l'umanità, i desideri e le passioni di Emanuela Loi, Vincenzo Fabio Li Muli, Eddie Walter Cosina, Agostino Catalano e Claudio Traina, i cinque agenti di Polizia rimasti uccisi nella strage del 19 luglio 1992.
Il primo appuntamento si è tenuto presso la Sala Specchi del Comune di Sanremo, curato dai ragazzi del Presidio Livatino del Liceo G.D. Cassini, alla presenza del Vicesindaco Fulvio Fellegara e del Consigliere Vittorio Toesca. L'incontro ha visto una numerosa partecipazione di studenti, attenti ad approfondire la storia della criminalità organizzata e della risposta civile nel nostro Paese.

Nel pomeriggio di venerdì 9 ottobre le iniziative sono proseguite ad Imperia, nella biblioteca del Convento delle Clarisse, con il Presidio Rita Atria, in collaborazione con le Sorelle e il Circolo Parasio. Tra i contributi emersi, il Procuratore Capo di Imperia Alberto Lari ha ribadito l'importanza di sensibilizzare costantemente i giovani sul fenomeno mafioso e sulle sue infiltrazioni nel Nord Italia, mentre la testimonianza di Maria Rosaria Costa, vedova di Vito Schifani, ha offerto una profonda riflessione sul dolore vissuto dai familiari delle vittime.
All'incontro ha presenziato anche l'ex senatrice Donatella Albano.
L'ultimo appuntamento ha avuto luogo sabato 10 ottobre presso le Case Libere di Bordighera, beni confiscati alle mafie, dove l'autrice e gli organizzatori hanno dialogato con i rappresentanti dell'associazione studentesca “Connaitre la mafia” dell'Università di Mentone. In un confronto internazionale e multilingue, l'incontro si è focalizzato sul valore del ricordo attivo come patrimonio indispensabile per costruire legalità, verità e giustizia sociale.














