Sanremo piange la scomparsa della professoressa Paola Tizzani, figura simbolo dell'istruzione cittadina e guida fondamentale per generazioni di studenti. La sua scomparsa lascia un profondo vuoto nel mondo della scuola e nella comunità locale, che la ricorda con immenso affetto e gratitudine.
Ci sono insegnanti che svolgono semplicemente una professione e altri che fanno dell'insegnamento una vera e propria missione di vita. A questa seconda categoria apparteneva senza dubbio Paola Tizzani, capace - col suo sorriso solare e contagioso - di lasciare un'impronta indelebile nella storia educativa sanremese.
Nata nel 1945 e laureata in Economia e Commercio nel 1970 all'Università di Genova, iniziò a insegnare nel 1971. Dopo le prime esperienze al Fermi di Ventimiglia, proseguì il suo percorso come insegnante di Matematica e Scienze nelle scuole medie sanremesi, prima alla Pascoli e poi alla De Amicis, le realtà che nel 1992 avrebbero contribuito alla nascita della Scuola Media Italo Calvino. Ma ridurre la sua storia a una sequenza di incarichi sarebbe profondamente ingiusto.
La sua vera eredità è stata la capacità di interpretare il ruolo dell'insegnante come educatrice a tutto tondo, molto prima che espressioni come "didattica innovativa", "centralità dello studente" o "valorizzazione dei talenti" entrassero nel lessico comune della scuola.
Alla fine degli anni Settanta la Professoressa Tizzani aderì al progetto di ricerca sulla didattica della matematica dell'Università di Genova guidato dal professor Paolo Boero, uno dei massimi studiosi italiani del settore.
L'idea alla base del progetto era semplice ma rivoluzionaria. La matematica non doveva essere insegnata come un insieme di formule da memorizzare e procedure da ripetere meccanicamente. Doveva invece diventare uno strumento per sviluppare il ragionamento, la capacità di argomentare, di formulare ipotesi, di discutere e di trovare soluzioni ai problemi.
Nelle classi coinvolte nella sperimentazione gli studenti venivano stimolati a spiegare il proprio pensiero, confrontare strategie diverse, collaborare tra loro e comprendere il significato profondo dei concetti matematici. L'errore non veniva vissuto come un fallimento ma come una tappa del processo di apprendimento.
Erano anni di intensa sperimentazione.
Non esistevano piattaforme digitali, webinar o formazione online. C'erano invece viaggi frequenti a Genova, incontri di studio, confronti con ricercatori e colleghi, preparazione di materiali didattici, osservazioni in classe, raccolta e analisi dei risultati. Ore e ore sottratte alla vita privata e alla famiglia. Lo si faceva soltanto per passione e per la ferma convinzione che la scuola potesse offrire ai ragazzi opportunità migliori.
Paola Tizzani rappresentò quel ponte prezioso tra università e scuola che rende possibile ogni autentica innovazione educativa. Fu tra gli insegnanti che credettero maggiormente in questa visione e non si limitò ad applicarla, ma contribuì a svilupparla sul campo, trasformando le intuizioni della ricerca universitaria in attività concrete per gli studenti delle scuole medie sanremesi e divenne uno dei principali punti di riferimento operativi del progetto sul territorio.
Le esperienze realizzate nelle sue classi non rimasero confinate al contesto locale, ma grazie al lavoro del professor Boero e della sua squadra furono portate all'attenzione di comunità accademiche internazionali a testimonianza del valore di un lavoro nato nelle aule della scuola pubblica e sviluppato attraverso anni di ricerca e sperimentazione.
La visione dell'educazione della Tizzani, tuttavia, non si fermava alla matematica. Con lungimiranza contribuì a promuovere percorsi che allora apparivano quasi rivoluzionari per una scuola media. Tra le intuizioni più significative della professoressa Tizzani vi fu l'attenzione alla formazione della persona nella sua interezza. Convinta che la scuola dovesse valorizzare non soltanto le competenze tradizionali ma anche quelle espressive, artistiche e relazionali, si impegnò con determinazione per introdurre percorsi innovativi dedicati alla musica e al teatro.
Nel 1988 contribuì all'avvio della sperimentazione musicale nella scuola media affinché i suoi studenti potessero trovare nella musica uno strumento di crescita personale, disciplina, sensibilità e partecipazione. Quell'esperienza pionieristica avrebbe posto le basi per il successivo riconoscimento dell'indirizzo musicale, divenuto ufficiale nel 2000. E poi introdusse il teatro. Ancora oggi la tradizione musicale e teatrale rappresenta uno dei tratti distintivi della scuola Italo Calvino di Sanremo.
Per la professoressa Tizzani gli anni della scuola media erano il passaggio più delicato della vita educativa. Era il momento in cui un bambino iniziava a diventare un giovane adulto. Un'età fragile e straordinaria insieme nella quale ogni studente aveva bisogno di essere guidato, ascoltato e incoraggiato. Lei amava ripetere che in quei ragazzi c'era ancora tutta la possibilità di costruire il futuro. Bastava qualcuno capace di riconoscerne il potenziale.
Per questo è stata ricordata con affetto da generazioni di studenti. Non soltanto per la preparazione e la competenza professionale, ma soprattutto per la fiducia che sapeva trasmettere. Per la capacità di vedere qualità che spesso i ragazzi stessi non avevano ancora scoperto. Per l'attenzione autentica verso ciascuno di loro.
Anche dopo il pensionamento continuò a dedicare energie alla formazione, collaborando con la SSIS, la Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario dell’Università di Genova, contribuendo alla preparazione di nuovi docenti e trasmettendo alle generazioni successive quella stessa passione che aveva animato tutta la sua carriera.
Oggi, a distanza di anni, il vero bilancio della sua vita professionale non si misura nei registri scolastici, nei progetti realizzati o nei convegni ai quali partecipò. Si misura nelle centinaia di ragazzi che ha accompagnato nel loro percorso di crescita. Si misura negli adulti che ancora la ricordano. Si misura nelle passioni che ha acceso, nei talenti che ha aiutato a emergere, nelle strade che ha contribuito ad aprire.
La Tizzani ha portato nella scuola sanremese le idee più avanzate della ricerca educativa quando pochi ne intuivano ancora il valore. Ha dedicato tempo, energie e intelligenza a una visione nella quale credeva profondamente. Ha affrontato la fatica, i dubbi e le resistenze che ogni innovazione inevitabilmente incontra. Ma soprattutto ha sempre scelto di mettere al centro i ragazzi. E forse è proprio questa la sua eredità più grande.
Oggi dietro ogni professionista, ogni genitore, ogni cittadino che ha attraversato le sue classi, c'è un frammento del suo lavoro prezioso.
Per questo il suo contributo non appartiene soltanto alla storia della scuola sanremese.
Appartiene alla storia della città stessa.





