Cronaca - 07 ottobre 2026, 14:49

Addio a Goetz Dringenberg, una vita tra le vigne del Ponente e il successo del Rossese di Dolceacqua

È morto ieri sera il viticoltore di origini bavaresi, anima della Maccario Dringenberg insieme alla moglie Giovanna Maccario. Giovedì i funerali a San Biagio della Cima

Addio a Goetz Dringenberg, una vita tra le vigne del Ponente e il successo del Rossese di Dolceacqua

È morto ieri sera Goetz Dringenberg, lasciando un vuoto profondo nel mondo della viticoltura del Ponente ligure. Con lui se ne va una figura che, negli anni, ha contribuito in modo significativo a raccontare e valorizzare il territorio attraverso il vino, affrontando la fatica quotidiana di una viticoltura fatta di terrazzamenti, pendenze e antichi vigneti. Al suo fianco, per una lunga parte di questo percorso, la moglie Giovanna Maccario, con la quale ha condiviso vita, lavoro e una vera e propria scelta d'amore per questa terra. Una storia iniziata quasi per caso e diventata nel tempo una delle esperienze più riconoscibili del mondo del Rossese di Dolceacqua.

È stata proprio Giovanna Maccario ad annunciare la scomparsa del marito con un messaggio affidato ai social, poche parole capaci di racchiudere il dolore per una vita vissuta insieme: "Rivedrò i tuoi occhi azzurri nel cielo". Un saluto intimo, accompagnato dal ringraziamento alle tante persone che le sono state vicine in questi giorni. "Ringrazio tutte le persone che sono state vicine a me in questo periodo", ha scritto Giovanna, ricordando così anche l'affetto che negli anni ha circondato Goetz e la loro attività. Un legame personale diventato anche un progetto professionale, costruito giorno dopo giorno tra i filari di San Biagio della Cima.

Originario della Baviera, Dringenberg aveva incontrato Giovanna durante una vacanza nella Riviera ligure di Ponente. Da quell'incontro sarebbe nata una storia destinata a intrecciarsi profondamente con il territorio. La scelta di vivere a San Biagio della Cima e di dedicarsi alla viticoltura non fu soltanto professionale, ma rappresentò un modo per entrare in rapporto con una terra difficile e allo stesso tempo straordinariamente generosa. Insieme hanno raccolto il testimone di una tradizione antica, lavorando vigne spesso impervie e mantenendo viva una cultura agricola che proprio nei terrazzamenti dell'entroterra trova una delle sue espressioni più autentiche.

La Maccario Dringenberg, cantina fondata all'inizio del Novecento, è diventata nel tempo una realtà di riferimento per il territorio e per il Rossese di Dolceacqua. Un percorso nel quale Goetz e Giovanna hanno puntato sulla valorizzazione dei singoli vigneti e delle diverse espressioni del territorio, portando all'attenzione di appassionati e critica alcune etichette diventate ormai riconoscibili. Posaù, Luvaira e Curli sono i nomi di alcuni dei cru che hanno accompagnato questa crescita, attraverso una filosofia basata sul rispetto della vigna e sulla capacità di lasciare che fosse il territorio a parlare nel bicchiere.

Il riconoscimento arrivato proprio in queste settimane rende ancora più significativo il momento dell'addio. Il Dolceacqua Curli 2024 ha infatti conquistato i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, entrando nella prestigiosa guida e ottenendo un riconoscimento particolarmente importante per la viticoltura ligure. Il vino è stato indicato come "un rosso straordinario", distinguendosi in una selezione regionale nella quale sono stati premiati complessivamente cinque vini bianchi. Un risultato che arriva al termine di un lungo lavoro e che rappresenta, oggi, anche una sorta di ultimo riconoscimento a una vita trascorsa tra i vigneti.

Dietro quelle bottiglie c'è infatti una viticoltura che non concede scorciatoie. I terrazzamenti dell'entroterra imperiese, le vigne antiche, le pendenze e il lavoro manuale hanno rappresentato il quotidiano di Goetz e Giovanna. Una sfida alla gravità, prima ancora che al mercato, affrontata con la convinzione che soltanto attraverso cura, pazienza e rispetto sia possibile ottenere grandi risultati. Il loro lavoro ha contribuito a riportare l'attenzione su un patrimonio agricolo fragile, fatto di piccoli appezzamenti e vigneti che richiedono tempo e dedizione per essere mantenuti.

Con la scomparsa di Dringenberg, dunque, il Ponente perde non soltanto un viticoltore, ma uno degli uomini che hanno contribuito a costruire la reputazione contemporanea del Rossese di Dolceacqua. Una storia personale arrivata dalla Germania e profondamente radicatasi in Liguria, fino a diventare parte della storia vitivinicola di questo territorio. Il lavoro della cantina e il patrimonio delle sue vigne restano ora nelle mani di Giovanna, insieme a tutto ciò che è stato costruito in questi anni. E proprio quei filari, tra San Biagio della Cima e le colline del Ponente, continueranno a raccontare una storia fatta di passione, sacrificio e amore per la terra.

Le esequie di Goetz Dringenberg si terranno giovedì 8 ottobre alle 15, nella chiesa del cimitero di San Biagio della Cima. Sarà l'occasione per l'ultimo saluto a un uomo che aveva scelto questa parte della Liguria come casa e che, attraverso il lavoro nelle vigne, aveva contribuito a far conoscere il valore e l'identità di un territorio ben oltre i confini della Riviera.

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