Era il 2013 quando il Comune di Sanremo aveva accolto con interesse il progetto per la trasformazione dell'ex convento dell'Istituto Suore Cappuccine di Madre Rubatto, in piazza San Bernardo, con l'obiettivo di realizzare anche una nuova scuola dell'infanzia. Un'operazione edilizia che, nelle intenzioni dell'amministrazione di allora, avrebbe consentito di riqualificare un'area in parte inutilizzata e, attraverso gli oneri di urbanizzazione, di ottenere un nuovo edificio scolastico a servizio della città. Oggi, a distanza di oltre tredici anni, quella vicenda torna d'attualità per un nuovo capitolo amministrativo e giudiziario. Nelle ultime settimane, infatti, il Comune ha espresso un diniego al progetto presentato e la società interessata ha deciso di ricorrere al Tar.
La storia aveva preso avvio con una proposta della Società Georgia, che prevedeva la demolizione e ricostruzione dell'ex convento, con il cambio di destinazione d'uso dell'area privata e la realizzazione di un nuovo complesso residenziale. Il piano originario contemplava 40 appartamenti distribuiti su sei livelli fuori terra, accompagnati da 40 posti auto e da un parcheggio meccanizzato pertinenziale. Parallelamente, su un'area pubblica da cedere al Comune, sarebbe dovuta sorgere una nuova scuola dell'infanzia, articolata su due livelli e circondata da spazi verdi. L'intervento avrebbe interessato anche le aree collegate all'autosilo interrato parallelo a vicolo dell'Olivone, completando così un'operazione urbanistica particolarmente articolata.
Nel progetto iniziale, la nuova scuola avrebbe dovuto sostituire l'attuale scuola dell'infanzia comunale "Madre Francesca di Gesù", ospitata proprio nell'edificio dell'ex convento e frequentata all'epoca da circa 80 bambini. L'operazione era stata presentata come un intervento di interesse pubblico, con un investimento complessivo superiore al milione di euro e con gli oneri di urbanizzazione a carico del privato. Nel luglio del 2013 l'allora assessore all'Urbanistica Alessandro Dolzan aveva sottolineato come il progetto fosse già passato in Giunta e dovesse successivamente affrontare il percorso in Conferenza dei Servizi, in commissione consiliare e in Consiglio comunale. "Dopo la palestra a Pian di Poma, il Comune porterà a casa un asilo", era stata la sintesi dell'amministratore.
Il procedimento aveva poi compiuto un ulteriore passo avanti nel 2018, quando la Giunta regionale ligure, su proposta dell'allora assessore all'Urbanistica Marco Scajola, aveva approvato la variante al Piano regolatore del Comune di Sanremo necessaria per consentire la demolizione e ricostruzione dell'ex convento. La previsione urbanistica confermava i 40 nuovi alloggi, i 40 posti auto e la nuova scuola per l'infanzia destinata a 90 alunni, inserita all'interno di un'area pubblica che sarebbe stata trasferita al Comune. La variante comprendeva anche l'autorizzazione paesaggistica, subordinata al rispetto di alcune prescrizioni e alla verifica finale al termine dei lavori.
Particolare attenzione era stata riservata anche al verde esistente, elemento qualificante dell'intervento così come delineato all'epoca. Il progetto prevedeva infatti il mantenimento delle aree verdi e il loro incremento, con una superficie destinata a verde che sarebbe dovuta passare dagli attuali 1.568 a complessivi 2.733 metri quadrati. Era inoltre prevista la messa a dimora di nuove piante, portando il numero complessivo da 38 a 43. "Restituiamo al pieno uso della collettività aree sottoutilizzate o in stato di parziale abbandono", aveva spiegato nel 2018 Marco Scajola, evidenziando anche gli interventi legati all'adeguamento antisismico e all'efficientamento energetico.
Da allora, però, l'iter non è arrivato alla realizzazione dell'intervento così come previsto nei progetti e negli atti approvati negli anni scorsi. La vicenda è rimasta al centro di un percorso amministrativo particolarmente lungo, arrivando oggi a un nuovo snodo. Come evidenziato dall'assessore ai Lavori pubblici Massimo Donzella, nelle ultime settimane dal Comune è infatti arrivato il no al progetto presentato. Un diniego che ha prodotto una conseguenza immediata sul piano giudiziario: la società interessata ha deciso di impugnare il provvedimento e di rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale.
Il ricorso al Tar apre quindi un nuovo capitolo di una storia urbanistica iniziata oltre un decennio fa e che, nel frattempo, ha attraversato diverse amministrazioni e modifiche del quadro normativo. Da un lato resta l'idea originaria di recuperare un'area già edificata attraverso la demolizione e ricostruzione dell'ex convento; dall'altro c'è oggi la posizione assunta dall'amministrazione comunale, che ha negato il via libera all'attuale proposta. Sarà ora il procedimento davanti alla giustizia amministrativa a stabilire se e in quale misura il diniego del Comune potrà essere confermato oppure dovrà essere riesaminato.
Una vicenda che coinvolge anche un tema particolarmente delicato per Sanremo: il destino dell'area di piazza San Bernardo e quello della scuola dell'infanzia che avrebbe dovuto nascere come compensazione urbanistica dell'operazione privata. Nel progetto del 2018 il nuovo edificio scolastico avrebbe dovuto accogliere fino a 90 bambini, all'interno di un'area pubblica con parco di pertinenza. Oggi, a distanza di anni, quella previsione non si è ancora concretizzata e il confronto tra Comune e società proponente si sposta nelle aule della giustizia amministrativa.





