Attualità - 05 ottobre 2026, 14:53

Due tartarughe marine Caretta caretta tornano in mare dopo le cure all’Acquario di Genova

Angela e Lisa, recuperate in difficoltà nelle acque liguri, sono state rilasciate questa mattina dopo il recupero delle condizioni necessarie alla vita in mare.

Due tartarughe marine Caretta caretta tornano in mare dopo le cure all’Acquario di Genova

Sono tornate al mare questa mattina Angela e Lisa, due esemplari di tartaruga della specie Caretta caretta che tra giugno e luglio erano arrivate al centro di recupero dell’Acquario di Genova.

Angela è stata rilasciata dall’unità navale 813 del Raggruppamento Navale e Subacquei dei Carabinieri, che hanno contribuito al suo recupero a luglio, ed è dotata di un tag satellitare che consentirà agli esperti di seguire i suoi spostamenti ed acquisire importanti informazioni sugli ambienti in cui si muoverà; Lisa è tornata al mare a bordo dell’unità navale CP 334, messa a disposizione dalla Capitaneria di Porto - Guardia Costiera di Genova nell’ambito delle attività previste dal Protocollo d’intesa vigente tra la Direzione Marittima della Liguria e l'Acquario.

Angela è stata recuperata lo scorso 20 giugno nel porto di Genova Prà mentre stazionava in superficie apparentemente in difficoltà ed è stata trasportata a bordo dell’imbarcazione del Centro Carabinieri Subacquei all’Acquario di Genova dove è stata presa in cura dallo staff medico-scientifico della struttura.

Dagli approfondimenti veterinari, sono emerse una difficoltà nel nuoto, la presenza di numerosi balani sul carapace e sul piastrone, oltre ad alcuni parassiti esterni, opportunamente rimossi.

Nel corso della permanenza all’Acquario, grazie alle cure dello staff, ha raggiunto una buona condizione generale e recuperato la piena capacità di nuoto e immersione.

Al momento del rilascio, pesa 23 kg e misura 55 centimetri di lunghezza e 52 di larghezza.

Angela è dotata di un tag satellitare grazie alla collaborazione con la Fondazione CIMA e al supporto tecnico dell’Università di Pisa, Il tag fornisce informazioni sullo spostamento orizzontale, e sulla temperatura, dati importanti per capire gli spostamenti e le rotte di questi animali e che Fondazione CIMA utilizza per migliorare i modelli di posizionamento degli animali. CIMA mette anche a disposizione le antenne UHF (Ultra High Frequency) per supportare nella raccolta dati nel caso in cui l’animale si trovi nel range di trasmissione delle antenne.

Lisa è stata recuperata in difficoltà natatoria lo scorso 15 luglio al largo di Levanto grazie all’intervento dell’equipaggio del WWF in navigazione in quella zona durante un campo estivo Vele Cetacei organizzato da WWF Travel nell’ambito del progetto Vele del Panda e ad altre realtà quali l’associazione I nasi volanti delle Cinque Terre che si sono attivate fino al trasferimento all’Acquario di Genova.

Dalle visite effettuate dallo staff medico-scientifico dell’Acquario, sono emerse una difficoltà nell’immersione, alcune abrasioni superficiali, la presenza di numerose alghe sulla parte posteriore del carapace oltre a una lesione cronica che divide la pinna anteriore destra, già chiusa al momento del suo arrivo.

Durante la permanenza nel centro di recupero dell’Acquario, ha espulso una lenza da pesca di 30 centimetri di lunghezza ingerita in mare.

Avendo recuperato la piena capacità di nuoto e un buono stato di salute, è stata valutata idonea al ritorno in mare. Al momento del rilascio pesa 13,3 kg e misura 46 centimetri di lunghezza e 40,5 di larghezza.

L’Acquario di Genova interviene sulle tartarughe marine in difficoltà dal 1994 e dal 2009 è referente istituzionale per la Regione Liguria per il recupero delle Caretta caretta (accordo Stato-Regioni). Nel 2017 è stato riconosciuto ufficialmente come centro di recupero e lunga degenza delle tartarughe marine dal Ministero della transizione ecologica.

Si ricorda che chiunque avvisti un esemplare in stato di difficoltà deve allertare immediatamente la Guardia Costiera – chiamando il numero 1530 o il 112 – che a sua volta contatta immediatamente gli esperti dell’Acquario di Genova, i quali valutano il caso e la necessità effettiva di intervento e danno indicazioni su come operare.

Nessuno è autorizzato a recuperare di propria iniziativa (anche se a fin di bene) le tartarughe prima di avere il nulla osta dalla Guardia Costiera. Si ricorda che la cattura delle tartarughe è vietata dalla legge, in quanto specie protetta dalla Convenzione CITES.

L’attività di pronto soccorso tartarughe di Acquario di Genova è svolta in accordo con i Carabinieri Servizio CITES, che coordinano a livello nazionale l’applicazione della Convenzione di Washington che tutela questi animali, e in collaborazione con la Guardia Costiera, nell’ambito delle attività previste dal Protocollo d’intesa vigente tra la Direzione Marittima della Liguria e l'Acquario che ha l’obiettivo di definire e gestire i principi di intervento in caso di segnalazione, avvistamento o ritrovamento di esemplari di fauna marina feriti o in difficoltà, oltre che nel comune intento di rilanciare, in ogni favorevole occasione, un messaggio di massima sensibilità ambientale per stimolare l’utente del mare ad un radicale cambiamento culturale proteso al massimo rispetto dell’ambiente marino.

Diverse sono le cause che portano al ricovero degli animali. Tra le principali: interferenze con le attività di pesca, reti fantasma in cui rimangono imprigionate, ami di palamiti nella cavità boccale o nel tratto digerente, reti a strascico e da posta, ingestione di corpi estranei, quali ad esempio sacchetti di plastica scambiati per meduse che fanno parte della dieta naturale di questi rettili; impatto con imbarcazioni a motore, che arrecano traumi e ferite sul carapace o sul capo, a volte letali; patologie debilitanti che provocano lo spiaggiamento dell’animale; sversamenti o presenza di petrolio.

Fondazione CIMA è un centro di ricerca internazionale che sviluppa soluzioni scientifiche e tecnologiche per la protezione civile e la salvaguardia della biodiversità. È riconosciuta a livello globale per i suoi modelli innovativi nella previsione e prevenzione dei rischi di alluvioni, siccità e incendi boschivi, e per il suo impegno nella conservazione degli ecosistemi marini.

 

Redazione

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