Al Direttore - 05 ottobre 2026, 12:06

"Al Faggio ho trovato professionalità e umanità": il ringraziamento di Paolo Gobetti alla struttura di Ventimiglia Alta

Dopo una lunga degenza nella struttura di riabilitazione Post Acuti di San Secondo, il paziente ha voluto esprimere pubblicamente la propria gratitudine a medici, infermieri, fisioterapisti, OSS e a tutto il personale

"Al Faggio ho trovato professionalità e umanità": il ringraziamento di Paolo Gobetti alla struttura di Ventimiglia Alta

Una testimonianza di riconoscenza per un periodo difficile della propria vita, ma anche un riconoscimento rivolto a chi, quotidianamente, si prende cura dei pazienti. È quella che Paolo Gobetti ha voluto affidare a una lettera dedicata alla struttura di riabilitazione Post Acuti di San Secondo "Il Faggio", a Ventimiglia Alta, dove è stato ricoverato per un periodo significativo. Un'esperienza che, nonostante le difficoltà legate alla lunga degenza, gli ha permesso di conoscere da vicino il lavoro di medici, infermieri, fisioterapisti, OSS e di tutto il personale della struttura. "Nella mia lunga degenza ho potuto apprezzare la grande professionalità medica, unita a valori di grande umanità e di grande considerazione per i degenti", scrive Gobetti, sottolineando il rapporto umano instaurato con gli operatori.

Nel suo racconto trova spazio soprattutto l'attenzione ricevuta nei momenti più delicati del percorso riabilitativo. "Significativo è stato l'approccio empatico di tutti gli operatori che si sono prodigati a sostenermi nei momenti più critici durante la mia degenza", sottolinea Gobetti, che ha scelto di rivolgere un ringraziamento complessivo a tutte le professionalità che operano all'interno del "Faggio". Un riconoscimento che parte dalla caposala, la dottoressa Chacko Shelma, e coinvolge tutto il personale infermieristico, fino ai fisioterapisti, agli OSS, agli addetti alla cucina e al personale incaricato delle pulizie. "Ai fisioterapisti notevolmente competenti e con grande esperienza professionale, agli OSS, che svolgono la loro attività con grande dedizione ed empatia, a tutto il personale della cucina e agli addetti alle pulizie", scrive nella sua lettera.

Un ringraziamento particolare viene poi rivolto al direttore della struttura, il dottor Giuseppe Nardelli, al quale Gobetti riconosce competenza e capacità nell'affrontare una situazione sanitaria particolarmente complessa. "Un ringraziamento particolare lo voglio indirizzare al Direttore della Struttura, il Dott. Giuseppe Nardelli per la notevole competenza professionale e per essere riuscito a risolvere un significativo problema di carattere medico", scrive. Parole che testimoniano, dal punto di vista del paziente, l'importanza di poter contare su figure professionali capaci di accompagnare la persona anche quando il percorso di cura presenta difficoltà importanti. Un aspetto che, nella testimonianza, si intreccia con quello umano e con la capacità di ascolto.

Gobetti dedica quindi un passaggio specifico al dottor Daniele Nocella, responsabile Post Acuti, ricordandone l'impegno e soprattutto il sostegno ricevuto durante i momenti più difficili. "È doveroso da parte mia ricordare e ringraziare il Dott. Daniele Nocella responsabile Post Acuti, per l'impegno profuso nella risoluzione di alcune difficoltà che mi hanno notevolmente provato, ma soprattutto per il costante incoraggiamento ed il sostegno morale che sempre ha voluto darmi". Un riconoscimento che va dunque oltre l'aspetto strettamente sanitario e mette in evidenza il valore della vicinanza personale, dell'incoraggiamento e della capacità di sostenere il paziente durante un periodo di fragilità.

Nella lettera non manca poi un'attenzione particolare per la dottoressa Anna Michalak, coordinatrice della struttura, che Gobetti descrive come una figura di grande esperienza nella gestione delle numerose problematiche quotidiane. "Vorrei soffermarmi su una persona di rare capacità tecnico-amministrative, la Dott.ssa Anna Michalak che con grande esperienza e notevole impegno, gestisce le molteplici problematiche che ogni giorno affiorano normalmente in una Struttura", scrive. Il riferimento è alla complessità di una realtà nella quale "le molteplicità delle attività mediche, riabilitative e organizzative sono all'ordine del giorno". Un lavoro che, secondo la testimonianza, richiede competenza, organizzazione e una costante capacità di confronto.

Gobetti evidenzia però anche l'aspetto umano della coordinatrice, sottolineando come alle capacità professionali si accompagni una particolare disponibilità nei confronti delle persone. "Aggiungo che la Dottoressa Anna Michalak coordinatrice della Struttura oltre le peculiarità professionali menzionate, esprime un animo gentile, generoso e sempre disponibile al dialogo". È proprio questo connubio tra professionalità e umanità a rappresentare il filo conduttore dell'intera testimonianza: il valore di una struttura sanitaria viene raccontato attraverso le competenze, ma anche attraverso i rapporti personali costruiti con chi vi viene accolto e assistito.

Al termine della sua lettera, Paolo Gobetti affida a poche parole un giudizio complessivo particolarmente significativo sul periodo trascorso a Ventimiglia Alta. "La Struttura è da annoverare come una delle migliori della Provincia e fiore all'occhiello della buona sanità". Un riconoscimento che il paziente ha voluto rendere pubblico, ricordando tutte le persone che hanno contribuito al suo percorso e alle quali ha scelto di rivolgere il proprio sincero ringraziamento. Una testimonianza personale che diventa così anche un attestato di stima per chi, ogni giorno, lavora nel settore della riabilitazione e dell'assistenza, accompagnando i pazienti nel delicato percorso verso il recupero.

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