Cronaca - 02 ottobre 2026, 13:11

Giuseppe "Pino" Argirò indagato a Palermo: il manager ponentino al centro dell'inchiesta sulle autorizzazioni ambientali

L'ex amministratore delegato di Cva e attuale manager di riferimento nel settore delle rinnovabili è tra i nove destinatari della richiesta di arresto della Procura siciliana

Giuseppe "Pino" Argirò indagato a Palermo: il manager ponentino al centro dell'inchiesta sulle autorizzazioni ambientali

C'è anche un nome molto conosciuto nel mondo manageriale del Ponente ligure nell'inchiesta della Procura di Palermo sul presunto sistema di corruzione legato alle autorizzazioni ambientali della Regione Sicilia. Si tratta di Giuseppe "Pino" Argirò, 57 anni, manager che negli anni ha ricoperto numerosi incarichi di vertice anche in aziende della provincia di Imperia e che più recentemente ha raggiunto i vertici della Compagnia Valdostana delle Acque-Cva, uno dei principali operatori italiani nel settore delle energie rinnovabili. La Procura siciliana lo ha inserito, insieme ad altre otto persone, tra gli indagati per i quali è stata richiesta l'applicazione di una misura cautelare. La richiesta dovrà ora essere valutata dal giudice per le indagini preliminari.

La notizia è stata pubblicata dalle maggiori testate siciliane. Per Argirò si tratta dunque di una vicenda giudiziaria che arriva dopo una lunga carriera costruita anche nel Ponente. Il suo nome è infatti legato a diverse importanti realtà economiche del territorio, tra cui Porto di Imperia e Area 24, società nelle quali ha svolto incarichi di amministratore e ruoli manageriali. Una presenza, quella di Argirò, che nel corso degli anni lo ha portato a confrontarsi con alcuni dei principali dossier infrastrutturali ed economici della provincia. La sua esperienza manageriale lo ha successivamente condotto fuori dalla Liguria, fino ai vertici del gruppo energetico valdostano. Proprio in Cva Argirò ha assunto responsabilità sempre maggiori, arrivando alla guida della capogruppo e della controllata Cva Eos, attiva nello sviluppo e nella gestione di impianti eolici e fotovoltaici.

Il passaggio di consegne alla guida di Cva Eos è peraltro recentissimo. Nell'assemblea del 23 settembre scorso, infatti, il consiglio della società ha rinnovato i propri organi e Marco Malacarne Gentile, 47 anni, aostano, è subentrato ad Argirò come amministratore delegato. Malacarne Gentile aveva già ricoperto incarichi di rilievo all'interno del gruppo, occupandosi di strategie e sviluppo delle altre fonti rinnovabili. La documentazione societaria di Cva conferma il precedente ruolo di Argirò come amministratore delegato di Cva Eos e quello di Malacarne Gentile all'interno della struttura manageriale della società.

L'inchiesta palermitana riguarda un presunto sistema di corruzione che avrebbe interessato l'attività della Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali, organismo chiamato a esaminare progetti industriali ed energetici che necessitano di valutazioni sotto il profilo ambientale. Al centro dell'indagine c'è anche l'avvocato Gaetano Armao, già vicepresidente e assessore della Regione Sicilia e presidente della commissione fino allo scorso agosto. Secondo l'ipotesi investigativa, alcuni pareri tecnici potrebbero essere stati condizionati attraverso pagamenti illeciti.

È proprio sul terreno delle energie rinnovabili che emerge il collegamento professionale con Argirò. Il gruppo Cva opera infatti nel settore della produzione di energia da fonti rinnovabili e Cva Eos è dedicata in particolare allo sviluppo e alla gestione di iniziative eoliche e fotovoltaiche. Nel 2023, per esempio, Cva aveva annunciato l'acquisizione di SR Investimenti, società attiva nel fotovoltaico, indicando Argirò quale presidente del nuovo consiglio di amministrazione e Malacarne Gentile tra i componenti.

Le informazioni diffuse finora dalla Procura non specificano però quali condotte siano contestate individualmente ad Argirò, né indicano quali eventuali progetti siano al centro degli accertamenti che lo riguardano. Questo elemento è particolarmente importante in questa fase dell'inchiesta, considerato che si tratta di persone sottoposte a indagine e che la richiesta di arresto non equivale a una decisione sulla loro responsabilità. Per tutti i nove indagati la Procura ha chiesto l'arresto e gli interessati hanno ricevuto l'invito a comparire per l'interrogatorio preventivo, passaggio che precede la decisione del gip sulle eventuali misure cautelari.

L'indagine è coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dalla procuratrice aggiunta Francesca Mazzocco. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno eseguito perquisizioni nell'abitazione di Armao, nei suoi studi professionali di Palermo e Roma e in alcuni uffici regionali. Oltre ad Argirò e Armao, nell'inchiesta figurano Marco Malacarne Gentile, Benedetta Veruska Pierpaola Costanzo, Giuseppe Geremia Lombardo, Mario Lupo, Pietro Luigi Matta, Sergio Vella e Luigi Zancla. Ora saranno gli atti dell'indagine e le successive valutazioni dell'autorità giudiziaria a chiarire il quadro delle singole posizioni.

Per il Ponente ligure, intanto, il nome di "Pino" Argirò riporta alla memoria una stagione nella quale il manager è stato protagonista di diverse importanti realtà societarie locali, prima del trasferimento della sua attività professionale verso il settore energetico nazionale. Da Porto di Imperia ad Area 24, fino ai successivi incarichi nel mondo delle rinnovabili e ai vertici di Cva, il suo percorso ha attraversato settori strategici e società di rilievo. La vicenda giudiziaria siciliana, ancora nella fase delle indagini preliminari, apre ora un capitolo completamente diverso, sul quale saranno gli sviluppi dell'inchiesta e le decisioni della magistratura a definire il quadro delle responsabilità individuali.

Carlo Alessi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU