Non sono riconducibili alle due paia di scarpe sequestrate le due tracce rilevate sul corpo della piccola Beatrice e sottoposte agli accertamenti del Ris di Parma. È uno degli elementi che emerge dalle relazioni scientifiche entrate nel fascicolo dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Imperia sulla morte della bambina di due anni.
Gli specialisti hanno esaminato due tracce, indicate nella relazione come “A” e “B”, documentate fotograficamente sul corpo della bambina durante l’ispezione cadaverica effettuata all’ospedale di Sanremo. Il confronto è stato eseguito con un paio di Nike Air Jordan, taglia 43, e con un paio di stivaletti in gomma J. Hart & Bros, taglia 44, acquisiti nell’ambito delle indagini.
L’esito raggiunge il livello più netto della scala comparativa utilizzata dagli specialisti: livello 6, “esclusione”. Nelle conclusioni il Ris ritiene infatti che le evidenze acquisite portino a escludere le calzature sottoposte a confronto e indica che le due tracce sarebbero state prodotte da un oggetto diverso dalle scarpe analizzate, precisando inoltre che non deve necessariamente trattarsi di un’altra calzatura.
Un risultato che chiude quindi una delle verifiche aperte nel corso dell’inchiesta, ma lascia ancora da determinare l’origine di quei due specifici segni.
Due tracce documentate sul corpo di Beatrice. L’accertamento prende le mosse dalle immagini delle due tracce rilevate sul corpo della bambina e documentate fotograficamente nella camera mortuaria dell’ospedale di Sanremo.
La verifica affidata al Ris era precisa: stabilire se quei segni potessero essere compatibili con le calzature sequestrate nel corso delle indagini.
Che si trattasse di uno degli approfondimenti ancora attesi emerge anche dagli atti della Procura. In agosto, nell’ambito del procedimento relativo alla richiesta di incidente probatorio, tra le attività investigative ancora in corso veniva indicato espressamente l’esito degli accertamenti del Ris sulle calzature in sequestro e sulla compatibilità con i segni riscontrati sul cadavere di Beatrice. Ora quella verifica ha prodotto il suo risultato.
Per effettuare la comparazione, la relazione distingue tra caratteristiche di classe – forma, dimensioni e disegno comuni agli oggetti dello stesso tipo – e caratteristiche individualizzanti, come usura, abrasioni, tagli o altre peculiarità.
È attraverso la presenza o l’assenza di corrispondenze tra questi elementi che gli specialisti arrivano a collocare il risultato lungo una scala articolata in sei livelli, dall’identificazione all’esclusione. Nel caso delle tracce A e B il giudizio è stato collocato proprio all’ultimo livello.
Il confronto con le Nike Air Jordan. Particolarmente approfondita è stata la comparazione con le Nike Air Jordan. Le suole sono state acquisite fotograficamente mediante la tecnica del focus stacking, che combina una serie di immagini realizzate con differenti piani di messa a fuoco per ottenere una rappresentazione dettagliata della superficie.
Gli specialisti hanno poi realizzato un’impronta sperimentale della suola della scarpa destra, successivamente acquisita fotograficamente ed elaborata per consentirne il confronto con i due segni.
Anche le immagini delle tracce A e B sono state sottoposte a elaborazione. Il Ris ne ha ricavato una rappresentazione vettoriale utilizzata per mettere a confronto le caratteristiche delle impronte con quelle della suola.
L’esito della comparazione ha evidenziato differenze tali da escludere che le tracce siano state prodotte dalle Nike sottoposte all’accertamento. Differente il procedimento seguito per gli stivaletti in gomma J. Hart & Bros: in questo caso la relazione rileva già discordanza nei caratteri generali tra le suole e le tracce esaminate, consentendo di escluderne la compatibilità senza procedere alla stessa comparazione sperimentale effettuata sulle Nike.
Il livello 6: esclusione. Il significato dell’esito è spiegato nella stessa relazione del Ris. La scala adottata dagli specialisti prevede sei livelli. All’estremo opposto si trova l’identificazione; il livello 6 corrisponde invece all’esclusione, raggiunta quando le caratteristiche osservate consentono di escludere che l’oggetto sottoposto a comparazione abbia prodotto la traccia.
Nel caso di Beatrice, dunque, l’esame non si è concluso con un risultato dubbio o inconclusivo: le due paia di calzature sottoposte all’accertamento vengono escluse come origine delle tracce A e B.
Rimane però un secondo aspetto, altrettanto rilevante. L’esclusione delle scarpe non permette di concludere che i segni siano necessariamente impronte lasciate da un diverso paio di calzature. È il Ris stesso a precisarlo nelle conclusioni, indicando come origine un altro oggetto, che non necessariamente deve identificarsi con una scarpa.
Il confronto con quanto emerso dall’autopsia. Il risultato del Ris si inserisce nel quadro già delineato dalla consulenza medico-legale eseguita dal professor Francesco Ventura.
L’autopsia aveva documentato molteplici lesioni traumatiche sul corpo della bambina e aveva ricondotto la morte a un grave trauma cranio-encefalico, associato a ematoma subdurale acuto ed edema cerebrale. Nel complesso, la consulenza descriveva un quadro compatibile con l’azione di più colpi prodotti da un mezzo contundente.
La consulenza medico-legale, però, non attribuiva le due specifiche tracce successivamente indicate come A e B a una determinata calzatura o a uno specifico oggetto.
È proprio su questo punto che interviene il successivo accertamento del Ris: non identifica ciò che abbia prodotto i due segni, ma restringe il campo escludendo le due paia di scarpe sottoposte alla comparazione.
I due accertamenti rispondono quindi a quesiti differenti. L’autopsia ricostruisce la natura delle lesioni, la causa della morte e il complessivo quadro traumatico; l’esame del Ris verifica invece la compatibilità di due specifiche tracce con altrettanti reperti acquisiti durante le indagini.
Resta da stabilire l’origine delle due tracce. Il risultato lascia dunque aperto un interrogativo: che cosa abbia prodotto le tracce A e B. La risposta non emerge dall’accertamento sulle calzature e, nel materiale medico-legale esaminato, le due specifiche impronte non risultano attribuite a un determinato oggetto.
Le conclusioni del Ris consentono però di fissare un elemento: non sono state prodotte né dalle Nike Air Jordan né dagli stivaletti in gomma sottoposti all’esame.
La natura dell’oggetto dovrà quindi essere valutata confrontando il risultato scientifico con il complessivo quadro traumatico delineato dall’autopsia e con gli altri elementi raccolti nel corso delle indagini.
Dopo gli accertamenti genetici sulle tracce biologiche repertate nelle abitazioni di Montenero e Perinaldo, anche la comparazione delle impronte aggiunge così un nuovo elemento al fascicolo: le tracce A e B sono state esaminate e le due calzature sequestrate sono state escluse, ma resta ancora da individuare ciò che le abbia prodotte.





