Cronaca - 30 settembre 2026, 18:46

Caso Beatrice, il Dna della bambina sulle tracce vicino alla culla: i Ris le individuano anche sulla parete

Gli accertamenti scientifici ricostruiscono la distribuzione delle tracce biologiche repertate nelle abitazioni di Montenero e Perinaldo. A Bordighera il profilo genetico della piccola emerge da più punti della camera matrimoniale, tra pavimento, federa e parete

Caso Beatrice, il Dna della bambina sulle tracce vicino alla culla: i Ris le individuano anche sulla parete

Emergono nuovi elementi dagli accertamenti eseguiti dal Ris di Parma nell'ambito dell'inchiesta sulla morte della piccola Beatrice. Le analisi sui reperti raccolti durante i sopralluoghi nelle abitazioni di Montenero, a Bordighera, e Perinaldo hanno consentito di attribuire alla bambina una serie di tracce biologiche attraverso la comparazione dei profili genetici.

Tra i risultati contenuti nella relazione depositata c'è anche quello relativo ad alcune tracce individuate sulla parete della camera matrimoniale dell'abitazione di Montenero, tra l'armadio e la culla, a circa 1,09 metri dal pavimento. Dagli accertamenti genetici sui campioni prelevati in quel punto è emerso anche il profilo genetico di Beatrice.

Non è l'unico riscontro nella stanza. Il Dna della bambina è stato individuato anche in un campione proveniente da una traccia ematica sul pavimento vicino alla culla e su una federa del letto matrimoniale, sottoposta a campionamento dopo il positivo riscontro del test per la presenza di sangue.

Gli specialisti hanno sottoposto i reperti a differenti accertamenti, utilizzando anche test specifici per la ricerca di sangue e saliva e il Luminol per evidenziare eventuali tracce non immediatamente visibili, procedendo poi all'estrazione e alla comparazione dei profili genetici. È attraverso questo lavoro che oggi è possibile definire con maggiore precisione la distribuzione del materiale biologico repertato nelle due abitazioni.

È la fotografia scientifica che emerge dagli accertamenti del Ris e che aggiunge nuovi elementi al fascicolo della Procura di Imperia. Risultati che dovranno ora essere messi in relazione con le altre risultanze dell'inchiesta per stabilire quando le singole tracce siano state prodotte e quale episodio possa averle determinate. 

Le tracce nella camera di Montenero. È nell'abitazione di Montenero, dove Beatrice viveva con la madre e le sorelle, che alcuni dei risultati assumono particolare interesse investigativo.

Uno dei campioni analizzati proviene da una traccia ematica repertata sul pavimento della camera matrimoniale, in prossimità della culla. Gli atti indicano quel punto come l'area nella quale si trovava la bambina dopo l'intervento dei sanitari.

Un secondo riscontro riguarda la federa di un cuscino del letto matrimoniale. Anche da quel campione gli accertamenti hanno consentito di ottenere il profilo genetico della bambina dopo il positivo riscontro del test utilizzato per la ricerca di sangue.

Poi ci sono le tracce sulla parete. Durante i rilievi erano state repertate tra l'armadio e la culla, a circa 1,09 metri di altezza, e descritte negli atti per la loro forma circolare o ellittica. Dagli accertamenti genetici sui campioni prelevati in quel punto è emerso anche il profilo genetico di Beatrice.

Il dato aggiunge quindi una localizzazione precisa ai risultati scientifici: nella stessa camera il Dna della bambina emerge da campioni raccolti in punti differenti, dal pavimento in prossimità della culla alla federa del letto, fino alla parete.

Gli accertamenti nella casa di Perinaldo. Il Ris ha analizzato anche quanto repertato nell'abitazione di Perinaldo riconducibile a Emanuel Iannuzzi, dove Beatrice aveva trascorso parte del fine settimana precedente alla morte.

Anche qui il profilo genetico della bambina compare in diversi campioni. Tra quelli indicati nelle conclusioni figurano prelievi effettuati su un cuscino del letto matrimoniale al piano inferiore, sul materasso di una brandina e su una trapunta nella cucina-camera del piano superiore, su un asciugamano verde presente nella doccia e sul ciuccio rosa della piccola. 

La relazione restituisce dunque una presenza del materiale biologico della bambina in diversi ambienti e su diversi reperti della casa. La natura dei campioni, tuttavia, non è sempre la stessa: gli accertamenti comprendono tracce sottoposte alla ricerca di sangue, saliva e altro materiale biologico, oltre ai successivi esami genetici.

Un nuovo tassello da incrociare con l'autopsia. Gli esiti del Ris arrivano dopo il deposito della consulenza medico-legale e aggiungono un ulteriore livello scientifico alla ricostruzione degli ultimi giorni di Beatrice.

L'autopsia aveva già individuato nel grave trauma cranio-encefalico, con ematoma subdurale acuto ed edema cerebrale, la causa della morte e aveva fornito indicazioni sulla collocazione temporale della lesione risultata determinante.

Gli accertamenti sulle abitazioni rispondono invece a una domanda differente: permettono di individuare e attribuire geneticamente una parte delle tracce repertate durante i sopralluoghi.

Adesso la loro presenza dovrà essere confrontata con la cronologia ricostruita dagli investigatori, con gli accertamenti medico-legali, con le testimonianze e con gli altri elementi acquisiti nel corso dell'inchiesta. È su questo terreno che i nuovi risultati potranno assumere il loro effettivo peso investigativo.

Andrea Musacchio

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