Una nuova direttrice capace di intercettare parte del traffico prima che arrivi sul nodo savonese e alleggerire un'A10 sempre più congestionata e strategica per il Ponente ligure. La Provincia di Imperia rilancia il progetto della bretella Albenga-Altare-Predosa, chiedendone il riconoscimento come infrastruttura strategica per la mobilità e la portualità regionale. Il tema è approdato ieri sera nel Consiglio provinciale riunito a Villa Regina Margherita di Bordighera, attraverso un ordine del giorno presentato dal presidente Claudio Scajola. Il documento punta anche ad avviare un'azione coordinata con Regione Liguria, territori confinanti, Comuni, Anas, Ministero delle Infrastrutture e Fondazione SLALA.
"L'isolamento lo sentiamo su tutto il territorio". Scajola ha inserito la proposta in un ragionamento più ampio sulle difficoltà infrastrutturali della provincia di Imperia. "L'isolamento lo sentiamo su tutto il territorio. Il problema principale non è dato dai cantieri in corso, che certamente vanno organizzati un po' meglio. Al di là di questo, le manutenzioni dell'autostrada sono in via di definizione". Il punto, secondo il presidente, è soprattutto la quantità di traffico pesante che attraversa il Ponente senza produrre ricadute dirette sul territorio. "Quattro quinti del traffico merci passano da Ventimiglia. Questo tipo di traffico non ci lascia niente, non carica e non scarica da noi: è soltanto di transito. Crea consumo dell'autostrada per i pesi, incide sugli asfalti e crea traffico che rallenta la mobilità del nostro territorio". Da qui la necessità, secondo Scajola, di individuare una soluzione strutturale e di lavorare insieme alle province limitrofe.
La proposta: tagliare il traffico ad Albenga. La bretella dovrebbe mettere in collegamento A10 Genova-Ventimiglia, A6 Torino-Savona e A26 Genova Voltri-Gravellona Toce, creando una nuova maglia della rete autostradale tra la costa ligure, la Val Bormida e il basso Piemonte. Secondo l'ordine del giorno, l'infrastruttura avrebbe effetti anche sui collegamenti del porto di Savona-Vado con Piemonte, Lombardia e Centro Europa. "La nostra Autostrada dei Fiori non può essere raddoppiata – ha spiegato Scajola –. L'autostrada, nel giro di un paio d'anni, sarà mantenuta, ma per quanto? Il calcestruzzo ha una durata media di 80 anni. È un problema grosso. Dobbiamo quindi fare un raddoppio di fatto, andando a tagliare il traffico dove incomincia, ad Albenga. Noi siamo disponibili, come Imperia e Savona. Partite pure dalla Predosa-Carcare – ha proseguito il presidente –. Dobbiamo forzare sull'Albenga-Carcare-Predosa: è l'unica soluzione per smaltire il traffico, anche a Genova. La coda sappiamo dove inizia, verso Spotorno". È in questa prospettiva che la Provincia vuole "rispolverare" gli studi già realizzati sulla Albenga-Carcare/Altare-Predosa. Il documento richiama studi trasportistici secondo i quali il nuovo collegamento potrebbe determinare una riduzione dei volumi di traffico, leggero e pesante, sul tratto della A10 tra Savona e Genova anche superiore al 40%.
Nel documento viene indicata anche una possibile realizzazione per fasi: il miglioramento della viabilità esistente tra Predosa e la Val Bormida potrebbe essere valutato in funzione del futuro collegamento autostradale, prendendo in considerazione il riutilizzo della bretella tra il casello di Predosa e Acqui Terme come prima parte dell'intervento. Per il tratto tra Altare e la provincia di Alessandria vengono invece ipotizzati già nel breve periodo interventi progressivi di adeguamento e messa in sicurezza. OdG Bretella Un percorso che richiederebbe innanzitutto uno studio di fattibilità sull'intero corridoio infrastrutturale, necessario per individuare priorità, opere realizzabili e interventi sulla sicurezza.
Il ruolo di SLALA. Scajola ha richiamato anche il lavoro della Fondazione SLALA, che segue e monitora il quadro infrastrutturale nell'area piemontese interessata. "È un'associazione importante, mette insieme province lombarde, piemontesi, Imperia e Savona e porta avanti studi finalizzati alla viabilità sulla nostra autostrada, in particolare quello sulla Albenga-Carcare-Predosa". Il progetto ha già trovato spazio nella programmazione istituzionale: il Piano regionale integrato delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti della Liguria approvato nel 2023 comprende la bretella, mentre nell'aprile 2026 il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato un ordine del giorno per il riconoscimento dell'Albenga-Millesimo/Carcare-Predosa come opera strategica per la mobilità regionale. OdG Bretella
Il precedente del raddoppio ferroviario. Nel suo intervento Scajola ha richiamato anche la lunga vicenda dello spostamento a monte della ferrovia del Ponente per sottolineare quanto, a suo giudizio, l'assenza di soluzioni condivise possa rallentare le grandi infrastrutture. "Quando ero giovane avevamo ragionato sul raddoppio ferroviario. Io sostenni la tesi che bisognasse incominciare dalla parte di Sanremo, perché ritenevo fosse la città che maggiormente dovesse avere la stazione e liberarsi dal traffico della ferrovia in città. Siamo arrivati fino ad Andora e ci siamo fermati lì. Non per ragioni di carattere finanziario o governativo: non siamo riusciti a individuare una soluzione nell'Albenganese. Quando tiri fuori i dubbi – ha aggiunto, facendo anche un riferimento all'Aurelia bis di Sanremo – tanti auguri. Il governo delle città si fa dove sono pronte le soluzioni. Dubbi e discussioni sono il motivo per cui le decisioni non vengono prese".
"Contiamo poco? Sappiamo anche abbaiare". Scajola ha quindi rivendicato il significato politico dell'ordine del giorno provinciale: "Contiamo poco? Sì, ma sappiamo anche abbaiare. E sappiamo abbaiare con questa proposta che arriva da un organo significativo come il Consiglio provinciale. "Sono chiacchiere che speriamo diventino realtà – ha concluso – se siamo consci noi stessi che l'isolamento di questo territorio non è più possibile". Un ragionamento che il presidente ha esteso anche alla viabilità ordinaria e alle Aurelie bis. "Abbiamo bisogno delle Aurelie bis, una sola non basta. Siamo quasi in appalto con quella di Imperia, ma se non la colleghiamo con l'Armese, il Sanremese e il Ventimigliese non ha molto senso".
L'ordine del giorno parte proprio dalla vulnerabilità della rete attuale: la A10 viene definita di fatto l'unico collegamento veloce tra il Ponente ligure, la Francia e il resto del Nord-Ovest, con incidenti, chiusure e congestione capaci di ripercuotersi immediatamente anche sulla viabilità ordinaria e sull'Aurelia.














