Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia a Sanremo, attraverso la prima firmataria Elisa Balestra e il capogruppo Antonino Consiglio, ha presentato una mozione con la quale chiede di avviare l'iter per una modifica del Regolamento del Consiglio comunale, con particolare riferimento alle modalità di svolgimento delle interrogazioni e delle interpellanze. L'obiettivo dichiarato è quello di rafforzare le prerogative di sindacato ispettivo dei consiglieri comunali, introducendo regole più precise sulla qualità e sulle modalità delle risposte fornite dalla Giunta. La proposta prende le mosse dall'articolo 43 del Testo unico degli enti locali, che riconosce ai consiglieri il diritto di presentare interrogazioni, interpellanze e altre istanze. Per FdI, questo diritto deve tradursi in un'effettiva possibilità di controllo e di confronto sull'attività amministrativa.
Nella mozione viene sottolineato come il sindacato ispettivo rappresenti uno degli strumenti attraverso i quali il Consiglio comunale esercita la propria funzione di controllo e di indirizzo politico-amministrativo. Secondo Balestra e Consiglio, l'efficacia di tale strumento richiede che alle domande formulate dai consiglieri corrispondano risposte puntuali, pertinenti e riferite ai singoli quesiti posti. "La prassi di rendere risposte generiche, parziali o vertenti su argomenti estranei all'atto ispettivo – si legge nella mozione –, priva di efficacia lo strumento informativo previsto dalla legge". Da qui la richiesta di intervenire sul regolamento comunale per definire con maggiore chiarezza le modalità del confronto in aula e garantire che la trattazione delle interrogazioni mantenga una precisa corrispondenza con le questioni sollevate.
La prima modifica proposta riguarda infatti l'introduzione dei principi di corrispondenza, puntualità, contestualità e documentazione integrativa della risposta. La mozione prevede che il Sindaco o l'assessore delegato, nel rispondere oralmente, debba fornire un riscontro articolato a ciascun singolo quesito contenuto nell'interrogazione o nell'interpellanza, attenendosi strettamente all'oggetto dell'atto. Nel caso in cui la risposta riguardi dati tecnici, contabili o prospetti complessi, la Giunta dovrebbe inoltre depositare agli atti del Consiglio la documentazione predisposta dagli uffici, mettendola a disposizione del consigliere proponente. Una previsione pensata, secondo i firmatari, per consentire un confronto basato anche su elementi documentali e non soltanto sulle dichiarazioni rese in aula.
Particolare attenzione viene riservata anche alla situazione in cui, al termine della risposta, il consigliere ritenga che uno o più quesiti originariamente formulati non abbiano ricevuto risposta. In questo caso la proposta stabilisce che il Presidente del Consiglio, dopo aver verificato la presenza del quesito nell'atto depositato, richiami Sindaco o assessore all'aderenza all'oggetto della discussione e disponga l'integrazione immediata della risposta. L'obiettivo è evitare che la trattazione venga dichiarata conclusa senza che siano stati affrontati tutti gli aspetti contenuti nell'interrogazione. Per FdI, si tratterebbe di una modalità utile a rendere effettiva la funzione di controllo, mantenendo allo stesso tempo un ruolo di garanzia in capo alla presidenza dell'assemblea.
Il secondo punto della mozione, che i proponenti chiedono venga posto in votazione separatamente, riguarda invece l'introduzione di un vero e proprio diritto di replica di merito per il consigliere che ha presentato l'interrogazione o l'interpellanza. La proposta prevede un intervento della durata massima di tre minuti, o di un diverso termine eventualmente stabilito dalla commissione competente. Il consigliere avrebbe così la possibilità non soltanto di dichiarare la propria soddisfazione o insoddisfazione rispetto alla risposta ricevuta, ma anche di replicare nel merito alle argomentazioni illustrate dall'Amministrazione. La replica, precisa il testo, sarebbe limitata al rapporto tra quesito e risposta, senza consentire la riapertura del dibattito generale tra gli altri consiglieri.
Balestra e Consiglio chiedono quindi al Consiglio comunale di impegnare il presidente dell'assemblea e la commissione consiliare competente ad attivare l'iter regolamentare per arrivare alla formulazione e all'approvazione delle modifiche. I due indirizzi – quello relativo alle modalità della risposta e quello riguardante il diritto di replica – dovrebbero essere sottoposti a votazione separata. Nella parte introduttiva della mozione viene richiamata anche l'autonomia normativa degli enti locali e la possibilità per il regolamento comunale di disciplinare le modalità di svolgimento del dibattito, contemperando l'esigenza di assicurare il regolare e sollecito andamento dei lavori con quella di garantire l'effettività della funzione ispettiva.
La proposta sarà ora sottoposta al percorso previsto per le modifiche regolamentari. Al centro dell'iniziativa del gruppo di Fratelli d'Italia c'è dunque una questione legata alle modalità concrete del confronto tra Consiglio e Giunta: da una parte la necessità di mantenere ordinati e rapidi i lavori dell'aula, dall'altra quella di assicurare che alle domande dei consiglieri seguano risposte complete e verificabili e che il proponente possa esprimere, anche nel merito, la propria valutazione. La mozione punta così a introdurre regole più dettagliate per rendere interrogazioni e interpellanze strumenti di controllo maggiormente strutturati.





