Anche Dolceacqua corre ai ripari contro il rischio di incendi boschivi, nonostante la Regione Liguria abbia revocato lo stato di grave pericolosità su tutto il territorio regionale. Con l'ordinanza di oggi il Comune ha infatti disposto il divieto assoluto di accensione di fuochi e di qualsiasi attività che possa determinare un pericolo di innesco di incendi sull'intero territorio comunale. Il provvedimento arriva in considerazione del perdurare dell'assenza di precipitazioni nella provincia di Imperia e, in particolare, nell'area di Dolceacqua.
La Regione Liguria aveva comunicato lo scorso 18 settembre la cessazione dello stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi, con decorrenza dalle 00.01 del 21 settembre. Una decisione legata alle condizioni previste a livello regionale, che però non ha cancellato le situazioni di particolare siccità presenti in alcune zone del territorio. A Dolceacqua l'amministrazione ha quindi scelto di mantenere una linea di massima prudenza, intervenendo con un provvedimento comunale specifico per evitare che l'accensione di fuochi possa provocare nuovi focolai. Nell'ordinanza viene richiamato anche quanto accaduto proprio nei primi giorni successivi alla revoca del divieto regionale. Il Comune evidenzia infatti gli incendi sviluppatisi a Ventimiglia, in località Trucco, e a Pigna, in località Ouri, che hanno richiesto l'intervento dei Vigili del Fuoco di Ventimiglia. Episodi che, secondo l'amministrazione dolceacquina, confermano la necessità di mantenere alta l'attenzione anche dopo la conclusione del periodo di grave pericolosità disposto dalla Regione.
Dolceacqua diventa così il quarto Comune della provincia di Imperia ad adottare un'ordinanza specifica per vietare l'accensione dei fuochi, dopo i provvedimenti già assunti nei giorni scorsi da altre amministrazioni del territorio. La scelta si inserisce in un quadro provinciale caratterizzato da condizioni di persistente siccità e dalla preoccupazione per la possibilità che anche una singola accensione possa trasformarsi in un incendio, soprattutto nelle aree rurali, collinari e boschive. Il divieto disposto dal Comune è particolarmente ampio e non riguarda soltanto l'accensione vera e propria di fuochi. L'ordinanza vieta infatti "qualsiasi azione che possa creare pericolo di innesco incendio", estendendo quindi le limitazioni a tutte quelle attività che, nelle attuali condizioni ambientali, possano determinare un rischio per la pubblica e privata incolumità. Il provvedimento resterà efficace sul territorio comunale secondo quanto stabilito dall'ordinanza e sarà portato a conoscenza delle Forze dell'Ordine.
Particolare attenzione viene riservata anche ai controlli. Gli agenti della Forza pubblica sono incaricati della vigilanza sull'esecuzione del provvedimento, mentre l'ordinanza è stata comunicata alle Forze dell'Ordine per gli adempimenti di competenza. L'obiettivo è prevenire comportamenti che, in una fase ancora caratterizzata dalla scarsità di precipitazioni, potrebbero favorire l'innesco e la propagazione di incendi, con possibili conseguenze per il patrimonio boschivo e per la sicurezza delle persone.
Per chi non rispetterà il provvedimento sono previste conseguenze economiche significative. In caso di inosservanza delle limitazioni e dei divieti stabiliti dal Comune, la sanzione amministrativa va da 500 a 2.500 euro, oltre alle eventuali sanzioni accessorie previste dalla normativa. L'amministrazione ha quindi scelto uno strumento particolarmente incisivo, motivato dalla necessità di adottare misure di prevenzione in presenza di condizioni climatiche che continuano a essere considerate favorevoli all'innesco di incendi.
L'ordinanza richiama infine la finalità di tutela della pubblica e privata incolumità e dispone che il provvedimento venga comunicato agli organismi competenti. Contro l'ordinanza è inoltre ammesso ricorso al TAR competente per territorio. La decisione di Dolceacqua conferma, dunque, come la revoca del provvedimento regionale di grave pericolosità non abbia coinciso, in diversi territori dell'estremo Ponente, con la fine delle preoccupazioni legate agli incendi: la mancanza di piogge mantiene elevato il livello di attenzione e spinge i Comuni ad adottare autonomamente misure più restrittive.





