Olivetta San Michele è il terzo Comune dell’Imperiese a reintrodurre il divieto assoluto di accensione dei fuochi dopo la revoca, da parte della Regione Liguria, dello stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi. Con l’ordinanza numero 5 del 28 settembre 2026, il sindaco ha infatti disposto lo stop a qualsiasi accensione e a ogni attività che possa creare un pericolo di innesco sul territorio comunale. Il provvedimento arriva dopo quelli già adottati nei giorni scorsi da Bajardo e Airole, entrambi intervenuti autonomamente alla luce delle condizioni di particolare secchezza del territorio.
La Regione Liguria aveva disposto la cessazione dello stato di grave pericolosità su tutto il territorio regionale con il decreto numero 6641 del 18 settembre, facendo decorrere la revoca dalle il 21 settembre scorso. La decisione aveva consentito il ritorno alle normali regole per gli abbruciamenti, ma nei giorni successivi diversi Comuni dell’estremo Ponente hanno ritenuto necessario adottare nuovamente misure più restrittive. A Bajardo il divieto era stato motivato dal perdurare dell’assenza di precipitazioni e dal rischio ancora elevato, mentre Airole aveva seguito la stessa strada il 25 settembre.
Alla base della scelta di Olivetta San Michele c’è proprio la persistente carenza di piogge nel territorio della provincia di Imperia e, in particolare, nelle aree comunali. L’ordinanza sottolinea come, nonostante la revoca regionale, le condizioni ambientali continuino a favorire l’eventuale propagazione delle fiamme. Un quadro che aveva già destato preoccupazione immediatamente dopo la cessazione del divieto regionale, quando si erano verificati due incendi nel Ponente: uno a Ventimiglia, in località Trucco, e l’altro a Pigna, in località Ouri, entrambi con l’intervento dei Vigili del Fuoco di Ventimiglia.
Il riferimento a questi episodi compare espressamente nel provvedimento firmato dal sindaco di Olivetta San Michele. I due roghi, sviluppatisi proprio nei primi giorni successivi alla revoca delle limitazioni regionali, rappresentano per l’amministrazione un ulteriore elemento che suggerisce di mantenere alta l’attenzione. A Bajardo, nei giorni scorsi, il Comune aveva evidenziato come nel Ponente le precipitazioni fossero state particolarmente esigue e come il terreno e la vegetazione fossero rimasti asciutti. Una situazione che aveva portato a definire necessario uno stop alle attività potenzialmente in grado di provocare inneschi.
L’ordinanza di Olivetta interviene anche sul regolamento comunale approvato dal Consiglio nel dicembre 2023. In condizioni ordinarie, il testo consente l’accensione di fuochi per l’incenerimento di rifiuti vegetali provenienti da orti e giardini all’interno del centro abitato, nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì, dall’alba alle 10.00. Questa possibilità viene ora espressamente sospesa. Il nuovo provvedimento stabilisce infatti, senza eccezioni, il divieto di accendere fuochi e di mettere in atto "qualsiasi azione che possa creare pericolo di innesco incendio nel territorio comunale".
La disposizione è stata adottata, si legge nell’ordinanza, "ai fini della tutela pubblica e privata incolumità" e viene trasmessa alle Forze dell’Ordine per gli adempimenti di competenza. Gli agenti sono incaricati di verificare il rispetto delle prescrizioni. Il Comune ha quindi scelto di intervenire direttamente sul proprio territorio, nonostante la cessazione del periodo regionale di grave pericolosità, seguendo una linea già adottata da Bajardo e Airole. Il provvedimento resta valido fino a nuove disposizioni dell’amministrazione.
Per chi non rispetterà il divieto sono previste sanzioni amministrative da 500 a 2.500 euro. L’ordinanza precisa inoltre le modalità per il pagamento delle eventuali sanzioni e richiama la possibilità di ricorrere contro il provvedimento davanti al TAR competente per territorio. Con Olivetta San Michele salgono dunque a tre i Comuni dell’Imperiese che, dopo la revoca regionale, hanno scelto di ripristinare un divieto assoluto di accensione dei fuochi, in un territorio dove la carenza di precipitazioni continua a mantenere alta l’attenzione sul rischio incendi.





