"Dopo sei mesi dall’ultimo comunicato stampa dobbiamo tornare sulla questione delle frane di via della Pace. Per quanto riguarda la frana al civico 30, recentemente, nel mese di agosto, sono state riparate le condutture idriche da parte di Rivieracqua ma il comune non ha provveduto a ripristinare la piena funzionalità del muro di contenimento, con il risultato che, a meno di due mesi dalla riparazione, il manto stradale si sta di nuovo abbassando" - segnala Luca Roggi di APS Terre di Grimaldi - ETS.
"In una risposta al nostro legale Rivieracqua afferma che la rottura delle condotte idriche è da imputare al cedimento del muro che avrebbe comportato prima la deformazione e in seguito la rottura dei tubi della fogna e dell’ acquedotto" - fa sapere - "Spiegazione logica, ma allora viene da chiedersi se e come Rivieracqua si sia rivalsa sul Comune per il ristoro dei danni e delle spese sostenute, perché a noi non risulta. A parte questo, ribadiamo che se veramente la causa principale della frana è il cedimento del muro, allora la causa sussiste ancora perché ad oggi il Comune non ha fatto niente, né per il ripristino del muro né per la risistemazione dell’ illuminazione pubblica".
"Anche per quanto concerne la frana al civico 14, Rivieracqua afferma che essa sia dovuta non a una perdita delle condotte idriche ma a un cedimento strutturale del muro di contenimento della strada" - sottolinea - "Anche in questo caso la spiegazione potrebbe avere senso, oltretutto considerando che in quel punto la strada curva verso l’esterno e quindi le forze applicate sono maggiori che su un rettilineo, ma anche qui allora ci chiediamo cosa aspetti Rivieracqua a mettere in mora il Comune invece di aspettare che la strada frani o che ci sia un’altra rottura dei tubi".
"Dunque adesso la palla è nel campo del Comune, che finora non ha dato segni di vita. Fra l’altro all’ altezza del civico 14, proprio sotto la frana, c’è un terreno il cui proprietario sarebbe disposto a cedere al comune per la realizzazione di un parcheggio che sicuramente contribuirebbe al consolidamento della scarpata, oltre ad alleviare il tragico problema della mancanza di posti auto a Grimaldi e a migliorarne la viabilità generale, considerando anche che a Grimaldi attualmente vige la legge della giungla e d’estate le auto sono parcheggiate (letteralmente) anche sui tetti delle case" - afferma - "Come associazione, oltre un anno fa, abbiamo facilitato l’incontro fra il proprietario del terreno in questione e il Sindaco, ma non abbiamo più saputo niente, nonostante varie richieste di informazioni e solleciti. C’è da scommettere che la solita scusa sarà che non ci sono i soldi, anche se guarda caso per le armi i soldi si trovano subito, a dimostrazione che i bilanci degli enti pubblici sono tutti un gran gioco delle tre carte, basta decidere cosa tenere dentro e cosa no".
"Comunque anche il Comune è diffidato, quindi nella malaugurata ipotesi che dovesse succedere qualcosa vorrà dire che oltre ai costi delle riparazioni il Comune dovrà pagare anche i danni che gli chiederemo" - dichiara - "Intanto rimangano a futura memoria questi comunicati stampa, anche per documentare il lavoro di una piccola associazione come la nostra per preservare il territorio. Attendiamo una risposta e, soprattutto, un intervento celere e risolutivo".









