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Cronaca | 22 settembre 2026, 07:21

Caso Beatrice, dagli esami emerge il nodo della malnutrizione: la steatosi interessava circa il 60% del fegato

Il quadro viene considerato patologico per una bambina di due anni e di natura “ragionevolmente cronica”. Gli approfondimenti spostano lo sguardo sulle condizioni di salute precedenti al 9 febbraio, senza consentire di stabilire con precisione quando la situazione abbia avuto inizio

Caso Beatrice, dagli esami emerge il nodo della malnutrizione: la steatosi interessava circa il 60% del fegato

La storia di Beatrice non comincia nelle ultime 48 ore della sua vita. La ricostruzione di quanto accaduto tra il 7 e il 9 febbraio rappresenta uno dei passaggi centrali dell'inchiesta sulla morte della bambina di due anni, ma gli approfondimenti medico-legali permettono di spostare lo sguardo più indietro nel tempo. E di aprire un altro capitolo: quello delle sue condizioni di salute precedenti. Tra gli elementi emersi ce n'è uno particolarmente significativo. Gli esami hanno infatti evidenziato un quadro ritenuto compatibile con una condizione di malnutrizione cronica, insieme a un'importante alterazione del fegato. Un aspetto distinto dal trauma cranico che ha determinato il decesso e che apre un interrogativo differente: in quali condizioni di salute si trovava Beatrice prima degli ultimi drammatici giorni della sua vita?

La steatosi interessava circa il 60% del fegato. È soprattutto l'esame istologico del fegato a fornire uno degli elementi più significativi. Gli approfondimenti hanno evidenziato una steatosi macrovescicolare diffusa, con un interessamento stimato intorno al 60% del parenchima epatico. In termini più semplici, un accumulo di grassi nelle cellule del fegato. Un dato considerato patologico in una bambina di appena due anni. La presenza di una steatosi così diffusa, in assenza di altre patologie epatiche, viene ritenuta compatibile con una condizione di malnutrizione cronica, con carenza di proteine e/o digiuno prolungato. Il dato assume ulteriore rilievo perché l'alterazione non viene collegata agli eventi terminali che hanno portato alla morte né al trauma cranico. La steatosi viene considerata una condizione precedente e, pur rappresentando un reperto patologico, non avrebbe avuto un ruolo determinante nel decesso.

Una condizione “ragionevolmente cronica”. È proprio il fattore temporale ad aggiungere un altro elemento alla ricostruzione. La condizione riscontrata nel fegato viene definita di natura “ragionevolmente cronica”. Non si tratterebbe quindi di un'alterazione comparsa improvvisamente nelle ultime ore della vita di Beatrice, ma di un processo sviluppatosi precedentemente. Gli accertamenti, tuttavia, non stabiliscono da quanto tempo Beatrice soffrisse di questa condizione. Non viene indicato un periodo preciso né una data alla quale far risalire l'inizio del quadro di malnutrizione. Il dato medico-legale consente quindi di affermarne il carattere cronico e la preesistenza rispetto agli eventi terminali, ma non permette di stabilire, sulla base dei soli esami, se la situazione fosse presente da settimane o da mesi.

La storia sanitaria. Nell'approfondimento sulle condizioni di Beatrice è stata presa in esame anche la precedente documentazione sanitaria della bambina, insieme agli accertamenti effettuati dopo il decesso. A questa si aggiunge l'analisi forense del telefono della madre, all'interno del quale sono state individuate fotografie e video che mostrano Beatrice in diversi momenti precedenti al 9 febbraio. Le immagini prese in considerazione coprono diverse settimane. Tra le date riportate figurano il 31 dicembre, il 2, 7, 15, 22 e 24 gennaio e il primo febbraio. Quelle fotografie non consentono, da sole, di diagnosticare o datare la malnutrizione. Costituiscono però un ulteriore elemento della ricostruzione delle condizioni della bambina nelle settimane precedenti alla morte. Emanuela Aiello ed Emanuel Iannuzzi restano detenuti e accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. Entrambi hanno respinto le accuse, mentre l'accertamento delle rispettive responsabilità appartiene al procedimento giudiziario.

Gli accertamenti restituiscono dunque un elemento ulteriore rispetto alla ricostruzione delle ultime ore di Beatrice: prima degli eventi che ne hanno determinato la morte era già presente una condizione patologica, ritenuta “ragionevolmente cronica” e compatibile con un quadro di malnutrizione. Quanto indietro nel tempo risalisse quella condizione, invece, gli esami non consentono di stabilirlo.

Andrea Musacchio

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