Anche da Sanremo parte un "no" al disegno di legge che modifica la normativa nazionale sulla caccia. Questa mattina al Palafiori si sono ritrovati rappresentanti di Sanremo Città di Pace, consiglieri comunali e volontari per sostenere la raccolta firme contro il provvedimento, approvato in prima lettura dal Senato lo scorso 23 giugno e ora all'esame della Camera.
All'iniziativa hanno preso parte i consiglieri comunali Vittorio Toesca e Desiree Negri, insieme a Nesibe Caprile, membro di Ambulanze Veterinarie, Natale Neri e Olivia Giordano. Non presente questa mattina, ma vicino all'iniziativa, anche Stefano Modena, presidente dell'Enpa di Sanremo.
A promuovere l'appuntamento è stato proprio Toesca, presidente di Sanremo Città di Pace, che ha scelto simbolicamente il giorno del proprio compleanno per sostenere la mobilitazione.
"Oggi siamo qui per dire no al Ddl Caccia". Toesca spiega così le ragioni dell'iniziativa: "Siamo qui, come rappresentanti di Sanremo Città di Pace per dire no al Ddl Caccia".
Il provvedimento a cui fa riferimento è il disegno di legge 1552, che interviene sulla legge 157 del 1992 in materia di protezione della fauna selvatica e prelievo venatorio. Dopo il via libera del Senato, il testo è stato trasmesso alla Camera come C.2984, dove dal 16 settembre risulta in corso di esame in commissione. Non è quindi ancora legge e potrà essere modificato durante il successivo iter parlamentare.
Toesca concentra le proprie critiche in particolare sulla possibile estensione dell'attività venatoria e sulle conseguenze che, a suo giudizio, potrebbero esserci anche per chi frequenta le aree interessate. "Questa norma – sostiene – estende potenzialmente le specie cacciabili e, oltre a quello, anche i territori di caccia, con particolare attenzione alle valli montane. Questo rende più pericolosa questa estensione anche per gli esseri umani, considerando gli incidenti che avvengono durante l'attività venatoria".
I dubbi sull'efficacia. La contrarietà espressa questa mattina non riguarda soltanto il tema della tutela degli animali. Toesca mette in discussione anche l'efficacia di un maggiore ricorso all'attività venatoria per affrontare alcuni problemi legati alla fauna selvatica.
"Dal nostro punto di vista, e anche secondo numerose associazioni ambientaliste, il provvedimento non va a migliorare le condizioni attuali – afferma –. Alcune specie, quando si sentono braccate, possono avvicinarsi agli allevamenti e disperdersi sul territorio, causando ulteriori problemi sia alla fauna sia all'agricoltura. Dal nostro punto di vista non è quindi scientificamente provata l'utilità di questo provvedimento".
Nel suo intervento il presidente di Sanremo Città di Pace richiama anche le valutazioni dell'Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, sostenendo che alcuni aspetti del provvedimento non sarebbero coerenti con le indicazioni tecnico-scientifiche dell'istituto.
La mobilitazione e le firme. È proprio la raccolta delle adesioni il cuore dell'iniziativa sanremese. Toesca cita il dato di oltre 430mila firme raccolte contro il Ddl, sottolineando come, secondo i promotori, il numero avrebbe ormai superato quello dei cacciatori presenti in Italia. Si tratta del dato diffuso nell'ambito della mobilitazione e richiamato questa mattina dagli organizzatori. "Non è neppure detto che tutti i cacciatori siano favorevoli a questo Ddl – sottolinea Toesca –. Oggi siamo qui per firmare contro il provvedimento".
La mobilitazione contro il testo coinvolge a livello nazionale diverse realtà animaliste e ambientaliste, con iniziative e raccolte firme promosse, tra gli altri, da associazioni come WWF e LAV.
La posizione espressa al Palafiori si inserisce dunque nel confronto nazionale attorno a un provvedimento che ha già superato il primo passaggio parlamentare ma il cui iter non è ancora concluso.
Da Sanremo arriva ora anche la voce di Sanremo Città di Pace e dei rappresentanti che questa mattina hanno aderito alla mobilitazione. Un'iniziativa che parte dalla tutela degli animali, ma che Toesca lega anche alla sicurezza delle persone e alla necessità, sostiene, di affrontare la gestione della fauna attraverso strumenti supportati da evidenze scientifiche.














