Attualità - 22 settembre 2026, 16:46

Caro carburanti, CNA Imperia lancia l'allarme: "A rischio la liquidità delle imprese dell'autotrasporto"

Vazzano: "Il carburante si paga per poter lavorare, mentre l'incasso arriva dopo. Servono interventi tempestivi per evitare il fermo dei mezzi"

Caro carburanti, CNA Imperia lancia l'allarme: "A rischio la liquidità delle imprese dell'autotrasporto"

Il caro carburanti torna a mettere sotto pressione il settore dell'autotrasporto, con ricadute che, secondo CNA Imperia, rischiano di coinvolgere direttamente anche l'economia del Ponente ligure. L'associazione territoriale sostiene le sei richieste avanzate da CNA Fita nazionale al Governo per un Patto sociale sui carburanti e richiama l'attenzione soprattutto sul problema della liquidità. L'aumento del costo del gasolio e delle altre spese operative può infatti creare difficoltà anche alle imprese che dispongono di commesse, ma devono sostenere i costi prima di incassare quanto dovuto per i servizi effettuati.

"Il carburante si paga per poter lavorare, mentre l'incasso del trasporto arriva successivamente. Quando questo equilibrio salta, anche un'impresa che ha commesse può trovarsi senza le risorse per ripartire – dichiara Luciano Vazzano, segretario territoriale di CNA Imperia –, il rischio indicato da CNA Fita è concreto: mezzi fermi nei piazzali per mancanza di liquidità. Bisogna intervenire prima che la difficoltà finanziaria si trasformi in un'interruzione dei servizi".

Per CNA Imperia la questione assume un peso particolare in un territorio di confine come quello della provincia di Imperia, dove il trasporto su strada garantisce i collegamenti tra costa ed entroterra e sostiene gli scambi con la vicina Francia. Dalle forniture destinate ad alberghi, ristoranti e attività commerciali alla movimentazione dei prodotti florovivaistici e agroalimentari, fino ai materiali utilizzati dalle imprese artigiane e dai cantieri, la continuità delle consegne rappresenta un elemento essenziale per il funzionamento delle diverse filiere. Un eventuale rallentamento dell'autotrasporto potrebbe quindi produrre conseguenze a cascata su numerose attività economiche.

"Da Ventimiglia a Sanremo e Imperia, fino ai comuni delle nostre vallate, dietro ogni consegna c'è un'attività che deve poter contare su tempi e costi sostenibili – prosegue Vazzano –, scaricare tutti gli aumenti sull'ultimo anello della filiera significa indebolire le piccole imprese di trasporto e mettere a rischio il servizio reso alle altre aziende. La tutela dell'autotrasporto riguarda anche la competitività delle produzioni locali, l'ospitalità e l'approvvigionamento dell'entroterra".

CNA Fita riconosce gli interventi già adottati dal Governo, tra cui crediti d'imposta e riduzione delle accise, ma li considera non sufficienti rispetto all'aggravarsi della situazione energetica e all'aumento complessivo dei costi di esercizio. Da qui il rilancio delle sei richieste contenute nel Patto sociale sui carburanti. Al primo punto viene indicata la necessità di un adeguamento dei corrispettivi al costo effettivo del carburante, attraverso l'applicazione vincolante del cosiddetto fuel surcharge, con un sistema pubblico e trasparente per il calcolo e sanzioni nei confronti di chi pretenda successivamente restituzioni indebite.

La seconda richiesta riguarda una liquidità immediata per tutte le imprese, senza differenze legate alla massa dei veicoli, mentre il terzo punto chiede di rendere più semplici e veloci le procedure per ottenere i crediti d'imposta. CNA Fita sollecita inoltre l'aggiornamento dei valori indicativi di riferimento del trasporto, con una chiara evidenza dell'incidenza del carburante e l'inclusione dei costi dei noli marittimi. Tra le proposte figura anche un piano nazionale per la sicurezza delle aree di sosta e dei parcheggi autostradali, con particolare attenzione al fenomeno dei furti di gasolio.

L'ultimo punto del documento riguarda invece l'azione del Governo in sede europea, con la richiesta di deroghe temporanee sui livelli minimi di tassazione, la sterilizzazione dell'Iva sulle accise e la riduzione della soglia minima prevista per il gasolio commerciale. L'obiettivo complessivo, secondo CNA Imperia, è fare in modo che gli strumenti di sostegno siano realmente utilizzabili dalle imprese nel momento in cui devono affrontare le spese, evitando che gli aumenti finiscano per essere assorbiti integralmente dagli autotrasportatori.

"La priorità è rendere gli aiuti tempestivi e impedire che il maggior costo del gasolio resti interamente a carico del trasportatore – sottolinea Vazzano –, un sostegno che arriva troppo tardi non risolve il problema del rifornimento di oggi. E un adeguamento del corrispettivo che viene poi annullato da richieste di restituzione non protegge l'impresa. Servono regole trasparenti, controlli efficaci e strumenti accessibili anche alle realtà più piccole".

CNA Imperia sollecita quindi l'attenzione delle istituzioni territoriali e dei rappresentanti liguri in Parlamento, affinché le esigenze delle imprese del Ponente possano essere portate al centro del confronto nazionale. La richiesta è quella di garantire continuità al trasporto delle merci, impedire che le difficoltà finanziarie si trasferiscano sulle altre filiere economiche e contrastare eventuali fenomeni speculativi. L'associazione ribadisce che il fermo dei mezzi non rappresenta l'obiettivo della mobilitazione, ma l'ultima conseguenza da evitare attraverso interventi rapidi e strumenti in grado di sostenere concretamente le aziende.

"Il fermo resta l'estrema ratio – conclude Vazzano –, la nostra richiesta è mettere le imprese nelle condizioni di continuare a lavorare. Non possiamo aspettare che i camion si fermino per mancanza di risorse: sostenere chi trasporta significa tutelare il lavoro e i servizi di cui vive anche la provincia di Imperia".

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A SETTEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU