È morta questa mattina Renata Olivo, storica ex sindaca di Bordighera. Aveva 93 anni. Una figura che ha attraversato una parte importante della vita amministrativa e civile della città delle palme, ricoprendo la carica di primo cittadino per quasi dieci anni, dalla metà degli anni Ottanta fino al 1994. Olivo era nata a Bordighera il 6 luglio 1933 e, secondo la documentazione della Fondazione San Giuseppe, risultava residente in città. La sua esperienza amministrativa iniziò nel 1984, quando venne eletta sindaca, prima donna nella storia di Bordighera a raggiungere Palazzo Garnier. Un ruolo che avrebbe mantenuto anche nella legislatura successiva, tornando alla guida dell'amministrazione comunale nel 1989.
La prima esperienza alla guida del Comune risale al 24 settembre 1984, quando Olivo venne eletta con una lista civica. Rimase in carica fino al 27 maggio 1989 e tornò poi sindaca l'11 settembre dello stesso anno, questa volta nell'ambito della Democrazia Cristiana, fino al 13 giugno 1994. Una presenza politica significativa negli anni della Prima Repubblica, in una città che soltanto nel maggio di quest'anno è tornata ad avere una donna alla guida dell'amministrazione, con l'elezione di Marzia Baldassarre. Le cronache locali hanno ricordato proprio in quell'occasione come Olivo fosse stata l'ultima sindaca di Bordighera per oltre quarant'anni.
Ma il suo impegno pubblico non si è esaurito con la conclusione dell'esperienza amministrativa. Olivo è rimasta a lungo una presenza attiva nella vita culturale e civile di Bordighera, occupandosi anche della valorizzazione del patrimonio storico e religioso della città. Nel 2013 era presidente del comitato impegnato nel progetto di restauro della chiesa di Sant'Ampelio, simbolo della città. In quell'occasione aveva sottolineato il valore del monumento con una frase rimasta legata a quell'impegno: "ciascuno di noi vive un tempo, ma la chiesa di Sant'Ampelio vivrà nel tempo". Il progetto prevedeva, tra gli altri interventi, il recupero della cripta, il rifacimento dell'altare e la realizzazione di un nuovo sagrato.
Particolarmente forte era anche il legame di Renata Olivo con la memoria della Resistenza, legato alla vicenda familiare e soprattutto alla figura del fratello Giovanni, partigiano, studente di medicina all'Università di Bologna, fucilato dai tedeschi a Pieve di Teco il 2 marzo 1945, a soli 21 anni. In un suo scritto pubblicato nel 2014 sul periodico "Paize Autu", Olivo raccontò il significato personale di quella memoria e il rapporto con il fratello, spiegando di aver affrontato anche il proprio impegno amministrativo guardando alla sua testimonianza. Nel 2018 partecipò inoltre, come ex sindaca, alle celebrazioni del 25 Aprile a Bordighera.
Nel corso degli anni, dunque, Renata Olivo è rimasta legata a Bordighera attraverso la politica, la cultura e la memoria della comunità. La sua lunga esperienza a Palazzo Garnier rappresenta una pagina particolare della storia amministrativa cittadina, anche per essere stata la prima donna a ricoprire l'incarico di sindaco. Un primato rimasto tale per oltre quattro decenni, fino alla recente elezione di Marzia Baldassarre. La notizia della sua scomparsa arriva quindi in un momento in cui Bordighera ha appena riscoperto, attraverso una nuova sindaca, quel precedente storico che proprio Olivo aveva inaugurato negli anni Ottanta.
I funerali si svolgeranno mercoledì 23 settembre alle 15.00, a Bordighera Alta. La cerimonia riunirà familiari, amici e quanti nel corso degli anni hanno condiviso con Renata Olivo un tratto della vita pubblica e civile della città. Con la sua scomparsa Bordighera perde una protagonista di una lunga stagione amministrativa, ma anche una donna che, dopo gli anni trascorsi alla guida del Comune, ha continuato a dedicarsi alla comunità e alla conservazione della sua memoria storica.





