Un nostro lettore interviene sulla questione Aurelia Bis, che tanto sta facendo discutere negli ultimi giorni: "Vorrei tornare sul discorso degli svincoli dell’Aurelia Bis in quanto, vedo purtroppo, che le posizioni in campo sono molto diverse, ma direi accomunate solo da una triste considerazione molto diffusa in Italia: tutti d’accordo sull’utilità dell’intervento, ma meglio se viene fatto in casa di altri!!
Allora si scomodano le tutele ambientali, dietro cui però sono ben evidenti gli interessi economici privati, di cui non si parla; si scomodano tecnici “provenienti da sensibilità diverse”, dal difficile equilibrio fra pareri rigidamente solo tecnici e libertà da condizionamenti politici; ed infine comitati che esprimono la propria amarezza per come le cose non vadano nel senso auspicato.
Si evidenzia, quindi, uno splendido percorso verso l’immobilità, ove l’alternativa pare essere quella di spezzettare l’intervento, ricadendo nella logica delle cose sospese e in corso d’opera che per oggi paiono mettere d’accordo tutti e domani... beh, si vedrà.
Il mio precedente intervento era provocatorio, in quanto proponevo la soluzione Zona C2-San Lorenzo e non sbagliavo ipotizzando che avrebbe messo tutti d’accordo, secondo la logica che la devastazione è meglio farla a casa di altri, a maggior ragione se in casa di altri è già presente, per cui si tratta solo di ultimarla con un definitivo colpo di grazia!!
Non ho sentito nessuno esprimere un parere su tale zona, ove parlo personalmente e non a nome di un comitato “Zona C2-San Lorenzo”, che purtroppo non esiste, ma di cui auspicherei la costituzione, in modo da fare veramente pesare le legittime richieste civiche di un quartiere ad oggi gravemente incompleto e fortemente urbanizzato, nato da una logica speculativa edilizia che all’epoca ha attraversato trasversalmente tutte le parti politiche e che oggi non vive solo l’amarezza, ma un diffuso senso di abbandono molto più concreto, quotidiano e tangibile di una sensazione radical chic.
La Zona C2-San Lorenzo mette d’accordo tutti, in quanto è vero che un’uscita alla Foce è necessaria alla città, ma non sento nessuno considerare però l’impatto che avrebbe il notevole traffico che, scendendo da Strada San Lorenzo e proseguendo in Strada Solaro, finirebbe con il riversarsi nel collo di bottiglia del traffico a scendere da Via Solaro e precisamente in Via Legnano ( breve tratto di collegamento tra inizio Via Solaro e C.so Inglesi) già notevolmente intasato tutti i giorni in una rotonda che malamente agevola lo scorrimento, di fluido non ha proprio nulla, e che verrebbe ad ad esser ancora più caotico ed intasato con code di auto che probabilmente arriverebbero al Campo Ippico ove però sarebbe possibile deviare per Strada Solaro Rapallin (altro intervento di cui leggo ben poco sulle ripercussioni nella zona) !
Non leggo nulla di un intervento nella parte finale della confluenza nella rotonda della Foce, non leggo nulla della criticità dell’incrocio nella parte finale di Via Padre Semeria-Tennis, regolata da semafori e non da una rotonda, ma spesso intasata, stante l’intelligenza dei semafori stessi che, allora, non sono proprio così intelligenti.
Pare che, usciti nella Zona C2-San Lorenzo, poi, a cascata, si risolvano tutti i problemi e magicamente ci si ritrovi in Corso Imperatrice in una fluidità del traffico stupefacente!
Il rischio di una sola uscita alla Foce, vitale per la città, ritengo sia quello di spostare solo il centro di gravità di un traffico asfissiante e differire la realizzazione di un’opera che dovrebbe invece partire già dall’inizio da un punto A, dal Borgo, e finire in un punto B, Ospedaletti, con altre uscite dopo la Foce.
E che tutto questo, ribadisco, sia fatto tenendo ben presente la vera priorità, ovvero l’interesse pubblico, mentre pare che questa priorità assoluta sia già piegata a logiche politiche, a interessi privati e a quelli di tecnici, però con sensibilità diverse. Insomma, le riunioni ed i pareri in corso d’opera già si accavallano e l’immobilismo presenta già il conto.
Come concludere il mio commento? Amo il cinema e allora mi affido alla scena finale di Bianco, Rosso e Verdone, film del 1981, quella al seggio elettorale, dove il fervore dell’adempiere al proprio dovere civico si infrange contro un qualcosa che ancora oggi pare invariato, liberandosi in un giudizio finale ancora oggi attuale.
Svincoli Aurelia Bis: ogni parte in causa ha un proprio tecnico, con soluzioni progettuali diverse una dall’altra, evitando però battaglie ideologiche, ma garantendo il confronto e l’ascolto di tutti, nell’apprezzabile tutela dell’ambiente e nell’auspicabile emergere della soluzione migliore, non si sa per chi, con il soddisfacimento di tutte le parti in causa.
Ma poi, alla fine, qualcuno dovrà assumersi la paternità e la responsabilità di una scelta nell’interesse della collettività. Qualcuno, come un vero e buon padre di famiglia, dovrà assumersi la responsabilità di una scelta nell’interesse della sua famiglia e, in questo caso, la famiglia è la collettività. E chi è padre lo sa: non si possono accontentare tutti i figli. Essere padri pesa nella responsabilità e nelle derivanti e conseguenti scelte, a meno che poi non giunga qualcuno a risolvere il tutto, però all’insaputa di tutti, ma con tacito apprezzamento per essere usciti da una palude da cui non si sapeva come uscire!.
Dott. Leonardo Kogliodima".





