Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una fedele della zona della Foce, a Sanremo, che scrive anche a nome di altre persone che frequentano abitualmente la parrocchia del quartiere.
La segnalazione riguarda la chiusura, da metà agosto, della chiesa dedicata alla Madonna Nera di Częstochowa e Chiesa di Tutti i Santi, situata in corso Matuzia ai civici 1/3. «All'inizio abbiamo pensato che si trattasse di una chiusura temporanea, magari legata al periodo estivo o a qualche intervento necessario», scrive la lettrice. «Sono passate però le settimane e quella porta continua a rimanere chiusa. E noi fedeli ci chiediamo: perché?».
Nella lettera si chiede se sia previsto un momento per la riapertura, se vi siano problemi particolari, lavori in corso o altre motivazioni che abbiano portato alla decisione di tenere chiuso un luogo di culto ritenuto importante per il quartiere. «Per chi non frequenta abitualmente una chiesa può sembrare una questione di poco conto. Per molti di noi, invece, non lo è affatto», prosegue la fedele.
Quella chiesa, si legge, rappresentava un punto di riferimento: un luogo dove entrare anche solo per pochi minuti, accendere una candela, pregare, trovare un momento di silenzio o semplicemente sentirsi meno soli. La messa domenicale delle 12 era un appuntamento fisso, descritto non come una semplice abitudine ma come «un'esigenza spirituale e un momento fondamentale della nostra vita», oltre che il modo in cui, liberamente, i fedeli professano e vivono il proprio credo. Un luogo, sottolinea la lettrice, che ha accompagnato la vita di molte persone della zona della Foce e che per questo non viene percepito soltanto come un edificio, ma come uno spazio della comunità.
«Insieme ad altre fedeli ci siamo trovate più volte davanti a quelle porte chiuse e ci siamo guardate chiedendoci la stessa cosa: quando riaprirà la nostra chiesa e, soprattutto, perché è stata chiusa?», scrive ancora. La richiesta, precisa, non vuole essere una polemica ma una semplice domanda di chiarezza: «Crediamo che chi frequenta un luogo di culto e contribuisce, nel suo piccolo, a mantenerne viva la comunità abbia il diritto di sapere cosa sta accadendo».
La lettera si chiude con l'auspicio che qualcuno possa fornire presto una risposta e che quelle porte possano tornare ad aprirsi, restituendo alla Foce «un luogo che per tanti fedeli rappresentava un piccolo, ma prezioso, punto di conforto».





