Politica - 19 settembre 2026, 07:21

Sanremo: Porto Vecchio, le associazioni dei pescatori alzano la voce "Nessuno ci ha coinvolto, ora vogliamo risposte"

Il Timone, U Luvassu e Il Gabbiano contestano il nuovo layout: posti barca, servizi nautici, carburante, sicurezza e gestione dei quattro anni di lavori. In coda la cronistoria del progetto

Sanremo: Porto Vecchio, le associazioni dei pescatori alzano la voce "Nessuno ci ha coinvolto, ora vogliamo risposte"

Il nuovo progetto del Porto Vecchio di Sanremo entra nella fase che dovrebbe portare alla consegna del definitivo entro i primi giorni di novembre e alla successiva Conferenza dei servizi, ma sul fronte delle associazioni che vivono quotidianamente lo specchio acqueo restano ancora numerose questioni aperte. A poche ore dal confronto tra il Comune e la Porto di Sanremo Srl, durante il quale l'Amministrazione ha parlato di un progetto in fase avanzata e di richieste delle associazioni recepite, arriva infatti una lettura decisamente più critica da parte dei rappresentanti di Il Timone, U Luvassu e Il Gabbiano. Dalle dichiarazioni delle asociazioni dilettantistiche dei pescatori emerge soprattutto un elemento: le associazioni sostengono di non essere state coinvolte nell'ultima fase di revisione del progetto. Una posizione che si accompagna a una serie di osservazioni tecniche già formalizzate.

"A noi non ci ha considerato nessuno, non ci ha chiamato nessuno", è il concetto espresso, ricordando come le associazioni avessero presentato osservazioni dettagliate sul progetto. Il problema, secondo quanto riferito, non riguarderebbe soltanto la collocazione dei singoli posti barca, ma la concezione complessiva del Porto Vecchio come infrastruttura multifunzionale. Tra le questioni indicate ci sono la necessità di servizi per il rifornimento, un piccolo presidio tecnico, gli spazi per alaggio e varo, la gestione delle emergenze e la possibilità di continuare a utilizzare il porto durante il lungo periodo del cantiere. "Noi abbiamo fatto osservazioni belle precise, belle circostanziate sia sulla problematica dell'associazione ma estese anche alla problematica dell'intero porto", viene sottolineato.

Uno dei punti considerati più delicati riguarda proprio il dimensionamento dei posti barca. L'osservazione tecnica presentata dall'ASD Il Timone parte da un principio preciso: la dimensione del natante non può essere automaticamente utilizzata come misura del posto barca. Per le imbarcazioni di circa 6,50 metri per 2,50, l'associazione chiede infatti spazi funzionali nell'ordine di 7,50/8 metri di lunghezza e 2,80/2,90 di larghezza, così da garantire bando delle cime, parabordi, movimenti, oscillazioni e adeguati margini di manovra. Nella relazione viene evidenziato che disegnare posti barca coincidenti con la sagoma delle imbarcazioni rischierebbe di produrre una capacità ricettiva solo teorica. La richiesta è quindi quella di verificare la reale fruibilità nautica degli ormeggi, e non soltanto la loro rappresentazione sulla planimetria.

Le associazioni richiamano inoltre le Raccomandazioni tecniche AIPCN/PIANC, sostenendo che debbano essere applicate all'intera organizzazione del bacino e non soltanto ad alcuni aspetti progettuali. Nella documentazione viene citata una nota della Regione Liguria del 18 gennaio 2021, nella quale si fa riferimento alla necessità di tenere conto delle Raccomandazioni nella definizione tecnica delle opere marittime. Da qui la richiesta di una verifica puntuale su dimensionamento dei posti barca, larghezza dei canali interni, spazi di manovra, interferenze tra le unità, effetti di vento e risacca, collocazione dei pontili e dotazioni tecnico-nautiche. L'associazione chiede quindi che il progetto dimostri concretamente la conformità dei nuovi ormeggi ai criteri tecnici richiamati.

Un altro capitolo riguarda la disposizione dei pontili, che secondo Il Timone continuerebbe a presentare criticità. L'angolazione prevista, secondo le osservazioni, potrebbe ridurre gli spazi di manovra, rendere più difficili ingresso e uscita dagli ormeggi e aumentare le interferenze tra le imbarcazioni. Ma c'è anche una questione legata alla storia stessa del porto: la nuova disposizione dei pontili potrebbe interferire con lo scivolo storico, che l'associazione chiede di rappresentare in maniera completa, compresa la parte sommersa. Non viene richiesta necessariamente una nuova funzione operativa per il manufatto, ma la sua corretta conservazione e valorizzazione sotto il profilo storico-testimoniale, anche in relazione alle indicazioni della Soprintendenza.

Poi c'è il tema del dragaggio dei fondali, ritenuto fondamentale per garantire la sicurezza delle manovre e la piena fruibilità degli ormeggi. L'associazione chiede che il progetto definitivo indichi con chiarezza le aree interessate, le quote previste, le modalità di gestione del materiale e la compatibilità dell'intervento con le condizioni di risacca. Ma soprattutto torna il tema dei servizi. "Un porto non può essere concepito come mera sommatoria di posti barca", si legge nella relazione, che indica come necessari alaggio, varo, assistenza tecnica e interventi in caso di avarie o emergenze. Secondo l'associazione, le strutture del vicino Porto Sole non possono automaticamente sostituire un presidio destinato alle piccole unità presenti nel Porto Vecchio. 

Particolarmente significativo è anche il capitolo dedicato al distributore di carburante. Le osservazioni non chiedono semplicemente di confermare l'attuale collocazione, che viene anzi contestata sotto il profilo della sicurezza e della funzionalità. La richiesta è però di non confondere la criticità della posizione con la necessità del servizio. "Non è che si può eliminare il servizio", è in sostanza il ragionamento espresso dalle associazioni, con l'esempio di chi deve uscire in mare per lavoro nelle prime ore del mattino. Nella relazione si chiede quindi di individuare una diversa soluzione progettuale, se quella ipotizzata non fosse compatibile con sicurezza, accosto e manovre, evitando però che lo stralcio di una determinata posizione comporti la soppressione del rifornimento.

C'è poi una questione che riguarda direttamente i quattro anni previsti per i lavori. Le associazioni vogliono sapere cosa accadrà alle barche oggi presenti nel bacino durante le diverse fasi del cantiere. Il rappresentante del Timone ricorda come in precedenti interlocuzioni fosse stata ipotizzata una gestione per fasi, spostando progressivamente le imbarcazioni da una parte all'altra del porto per consentire l'avanzamento delle opere. "Ti sposto a destra e lavoro a sinistra, ti sposto a sinistra e lavoro a destra", viene ricordato. Secondo quanto riferito oggi, però, sull'attuale progetto non sarebbero ancora arrivate indicazioni operative alle associazioni. La richiesta è quindi di avere garanzie sulla continuità dell'attività durante il periodo transitorio.

Il nodo del confronto è anche istituzionale. Le associazioni ricordano gli incontri avuti nella seconda metà del 2025 con sindaco, presidente del Consiglio comunale e capigruppo, durante i quali erano state illustrate le criticità relative a posti barca, pontili, manovre e sicurezza. Nella relazione del Timone si sostiene che le problematiche sarebbero state successivamente riproposte senza essere adeguatamente risolte nella nuova configurazione. Da qui la richiesta di un vero tavolo tecnico, con Amministrazione, aggiudicatario, progettisti e associazioni, prima dell'ulteriore avanzamento del procedimento. L'obiettivo dichiarato è arrivare a una soluzione condivisa e tecnicamente sostenibile, anche sulla base della conoscenza diretta delle condizioni del bacino.

Il Timone mette infine nero su bianco 14 condizioni sulle quali chiede una verifica prima dell'approvazione definitiva: mantenimento del numero dei posti barca e delle lunghezze di ormeggio, dimensionamento funzionale degli spazi, verifica dei canali di manovra, sicurezza dei pontili, tutela dello scivolo storico, conferma del dragaggio, mantenimento degli spazi a terra, valorizzazione della Cabina Radio CYCNUS, continuità del rapporto concessorio e dell'attività associativa, presenza dei servizi tecnico-nautici e mantenimento del servizio di rifornimento carburante, eventualmente con una diversa collocazione. In conclusione, l'associazione esprime formale riserva sull'attuale proposta progettuale e chiede che le osservazioni siano valutate da Comune, RUP, enti competenti e aggiudicatario.

Sotto (in allegato) sono scaricabili, nel dettaglio, le osservazioni presentate da 'Il Timone'

La cronistoria del progetto

Il progetto del Porto Vecchio affonda le proprie radici nel 2017, quando vengono presentate le prime proposte di project financing. Tra agosto 2017 e dicembre 2018 arrivano al Comune tre proposte: Porto di Sanremo, Portosole Club Nautico Internazionale e Porto San Francesco. L'Amministrazione avvia quindi la valutazione sulla base di diversi criteri, dalla funzionalità all'estetica, dalla fruibilità all'accessibilità, fino agli aspetti economici e alla ripartizione dei rischi. Nel 2019 Palazzo Bellevue individua nella proposta di Porto di Sanremo quella ritenuta di maggior interesse pubblico, soprattutto per la presenza del tunnel veicolare sotto via Nino Bixio, del parcheggio interrato e della riorganizzazione degli spazi pubblici e commerciali.

Nel novembre 2019 il Comune prende atto degli adeguamenti presentati dalla società e dichiara la proposta fattibile e rispondente al pubblico interesse, attribuendo a Porto di Sanremo la qualifica di promotore. A dicembre viene convocata la Conferenza dei servizi preliminare. Nel 2020 il progetto viene inserito nella programmazione triennale dei lavori pubblici, mentre tra il 2020 e il 2021 prosegue l'iter autorizzativo. La Conferenza si conclude nella primavera del 2021 e nel maggio dello stesso anno il Comune stabilisce di chiedere al promotore l'adeguamento dello studio di fattibilità alle richieste emerse. Nel 2022 l'Amministrazione prende atto delle modifiche e ad agosto approva la procedura per l'affidamento in concessione tramite project financing, per una durata prevista di 65 anni.

Il percorso, però, viene accompagnato da una lunga vicenda giudiziaria. Il Tar della Liguria interviene sulla procedura e la controversia prosegue davanti al Consiglio di Stato, con una serie di passaggi che rallentano il percorso. Nel frattempo, nel novembre 2022, la Porto di Sanremo viene ceduta al gruppo Reuben, proprietario di Portosole. Walter Lagorio, allora presidente della società, spiega a SanremoNews che alla base della cessione vi sono anche l'imprevedibilità dei costi e i ricorsi, ribadendo comunque la convinzione che il progetto possa andare avanti.

Il 24 aprile 2024 Porto di Sanremo Srl viene poi indicata come aggiudicataria della concessione per progettazione esecutiva, realizzazione e gestione dell'intervento. Il quadro economico dell'opera viene successivamente ricondotto a circa 110 milioni di euro, con una durata dei lavori stimata in quattro anni. Con l'insediamento dell'Amministrazione Mager, nel 2024, il progetto viene però nuovamente sottoposto a revisione, in particolare per quanto riguarda gli spazi delle associazioni, lo specchio acqueo, i baretti e il tunnel. Nel 2025 il confronto si intensifica e nell'ottobre dello stesso anno il Consiglio comunale dedica una seduta monotematica al Porto Vecchio.

Nel 2026 il progetto torna al centro di una serie di incontri. Ad aprile Comune e Porto di Sanremo si confrontano sulla nuova proposta, mentre a maggio l'Amministrazione valuta le modifiche e conferma la volontà di mantenere il tunnel, chiedendo però una maggiore apertura verso il mare per i baretti e una diversa organizzazione del waterfront. La società trasmette quindi a giugno gli elaborati aggiornati, con una nuova configurazione dello specchio acqueo, dei baretti e del collegamento viario.

Ad agosto arriva anche la pronuncia del Tar della Liguria sul ricorso di un gruppo di esercenti del Porto Vecchio, dichiarato inammissibile. La sentenza ha riguardato gli atti della procedura compresi tra la Conferenza dei servizi preliminare e l'aggiudicazione del 24 aprile 2024, senza entrare nel merito delle contestazioni. Oggi, 18 settembre, il Comune ha quindi indicato i primi giorni di novembre come termine per ricevere il progetto definitivo. Secondo quanto riferito dal sindaco Mager, la Conferenza dei servizi potrebbe partire entro la fine dell'anno. Ma, parallelamente al cronoprogramma amministrativo, resta aperto il confronto con chi il Porto Vecchio lo utilizza ogni giorno: le associazioni chiedono ora di vedere il progetto, conoscere le risposte alle loro osservazioni e verificare sul campo come il nuovo layout funzionerà davvero.

Files:
 Osservazioni Porto Vecchio Asd Il Timone (53 kB)

Carlo Alessi

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