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Eventi | 18 settembre 2026, 12:27

MareCultura 2026: a Sanremo la presentazione di “Lavanda… Essenza di Liguria”

Sabato 19 settembre, a Pian di Nave, Franco Stalla presenta il volume dedicato alla riscoperta e alla valorizzazione della lavanda ligure

Franco Stalla

Franco Stalla

Sabato 19 settembre alle ore 17 Franco Stalla presenta a Pian di Nave il volume dedicato a una pianta che da tradizione dimenticata sta tornando risorsa agricola, artigianale, gastronomica e turistica. CNA Imperia al fianco del progetto Lavanda Riviera dei Fiori fin dalle sue prime fasi. Vazzano: «Abbiamo creduto subito che dietro quel fiore ci fosse molto più di una coltivazione: c’era un pezzo di futuro del nostro entroterra».

C’è un colore che sta tornando a disegnare i terrazzamenti del Ponente ligure. C’è un profumo che dalla memoria delle generazioni passate è entrato nei laboratori artigiani, nella cosmesi, nella gastronomia e nelle nuove esperienze turistiche.

È la lavanda, una pianta antica che negli ultimi anni è diventata protagonista di un percorso di riscoperta e valorizzazione nel quale CNA Imperia ha creduto fin dall’inizio, accompagnando il progetto Lavanda Riviera dei Fiori e favorendo l’incontro tra coltivatori, artigiani, imprese agroalimentari, operatori turistici e territorio.

A questa storia sarà dedicato uno degli appuntamenti di MareCultura 2026, la manifestazione ideata, promossa e organizzata da CNA Imperia, giunta quest’anno alla quinta edizione.

Sabato 19 settembre alle ore 17, a Pian di Nave a Sanremo, Franco Stalla, ibridatore e figura centrale del percorso di valorizzazione varietale della lavanda ligure, presenterà:

“LAVANDA… ESSENZA DI LIGURIA”
Tra mito, storia, scienza e valorizzazione

Un libro che racconta una pianta, certamente. Ma soprattutto un territorio e le persone che hanno deciso di credere nuovamente nella terra.

Il volume è già stato presentato nel corso del 2026 in diversi appuntamenti liguri, da Yacht&Garden a Genova a Vasia e Diano Castello, confermando come intorno alla lavanda si sia ormai costruito un interesse che supera l’ambito strettamente agricolo.

Un profumo che appartiene alla storia della Liguria

Come ricorda nella prefazione del libro l’agronomo Marcello Militello, la lavanda è molto più di una coltura: è un elemento capace di mettere insieme persone, paesaggio, memoria, lavoro e nuove visioni.

È una chiave di lettura particolarmente adatta al Ponente ligure, dove la riscoperta della lavanda ha consentito di tornare a guardare con occhi diversi anche terreni marginali e aree dell’entroterra.

Dalla coltivazione si è passati progressivamente alla trasformazione e alla costruzione di nuove filiere: cosmesi e benessere, prodotti artigianali, profumeria, attività divulgative, gastronomia e turismo esperienziale.

Ed è proprio questa capacità di trasformare una risorsa della terra in una pluralità di opportunità ad aver attirato, già anni fa, l’attenzione di CNA Imperia.

CNA Imperia e Lavanda Riviera dei Fiori: una collaborazione costruita negli anni

Quello tra CNA Imperia e il mondo della lavanda non è infatti un incontro occasionale nato per MareCultura 2026.

Il sito ufficiale di Lavanda Riviera dei Fiori documenta direttamente la collaborazione con CNA Imperia: il progetto gastronomico dedicato alla cultivar “IMPERIA” nasce proprio dall’idea di coinvolgere gli artigiani della filiera alimentare insieme all’Associazione.

Da quella intuizione si è sviluppata una collaborazione sempre più ampia.

Tra i risultati più significativi c’è il progetto dei “Paladini della Lavanda IMPERIA”, che lo stesso Ordine Gastronomico della Lavanda Riviera dei Fiori definisce come nato dalla sinergia con CNA Imperia, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze territoriali e stimolare la creazione di nuovi prodotti alimentari di qualità.

La lavanda ha così cominciato a incontrare panificatori, pastai, pasticceri, gelatieri, cuochi e altre professionalità artigiane.

Esattamente ciò che CNA sa fare: mettere in relazione competenze che, da sole, probabilmente non si sarebbero incontrate.

Dalla coltivazione alla tavola: quando CNA mette in rete le imprese

Negli anni quella collaborazione è diventata concreta attraverso eventi, laboratori e sperimentazioni.

A OliOliva 2023, per esempio, il programma ufficiale della Camera di Commercio registrava due appuntamenti realizzati con CNA Imperia e Lavanda Riviera dei Fiori: la preparazione e degustazione della pasta fresca alla lavanda angustifolia, con taglierini e fonduta di alpeggio, e il laboratorio “Tessere la lavanda: dalle fibre all’intreccio”.

Nel 2024 la collaborazione è proseguita con “La Magia della Lavanda a OliOliva”, laboratorio inserito nel programma ufficiale della manifestazione e curato ancora una volta da CNA Imperia insieme all’Associazione Lavanda Riviera dei Fiori.

E il percorso continua ancora oggi: appena pochi giorni fa, nel progetto “Breakfast in Riviera” promosso da CNA Imperia, l’Ordine Gastronomico Lavanda Riviera dei Fiori era tra le realtà chiamate a rappresentare le produzioni e le eccellenze territoriali davanti al mondo dell’ospitalità. La Lavanda officinalis “Imperia” è stata inserita nel racconto di quella colazione mediterranea che CNA vuole trasformare in esperienza identitaria della Riviera.

Non sono episodi isolati, ma tappe di una stessa strategia.

Vazzano: «Quando ce ne parlarono, vidi immediatamente un progetto di territorio»

«Ricordo bene quando abbiamo cominciato a confrontarci con le persone che stavano lavorando al recupero e alla valorizzazione della lavanda», racconta Luciano Vazzano, Direttore di CNA Imperia.

«La cosa che mi colpì immediatamente fu che non avevamo davanti soltanto una produzione agricola. C’era una materia prima che poteva mettere in movimento tantissimi mestieri diversi.»

«Un coltivatore produce la lavanda, ma poi intorno a quel fiore possono lavorare l’artigiano, il cosmetico, il pasticcere, il gelatiere, il panificatore, il cuoco, chi si occupa di benessere, chi costruisce un’esperienza turistica. E quando una materia prima riesce a mettere insieme tante competenze, per CNA significa che può nascere una filiera.»

Da qui la decisione di accompagnare il progetto.

«CNA Imperia ci ha creduto da subito, non limitandosi a concedere un patrocinio o a mettere un logo su un’iniziativa. Abbiamo cercato di fare quello che deve fare un’Associazione: creare occasioni, aprire porte, mettere in contatto il progetto con i nostri associati e portarlo dentro le manifestazioni nelle quali poteva essere conosciuto e sperimentato.»

Una collaborazione riconosciuta anche dagli stessi materiali del progetto Lavanda Riviera dei Fiori, che documentano iniziative organizzate espressamente in collaborazione con CNA.

Dalla lavanda come prodotto alla lavanda come esperienza

È proprio qui che il percorso incontra uno dei progetti sui quali CNA Imperia sta maggiormente investendo: Arti-Turismo.

«Se una persona viene nel Ponente per vedere una fioritura, entra in un campo, incontra chi coltiva la lavanda, assiste alla distillazione, scopre come viene trasformata, assaggia un prodotto nel quale è stata utilizzata e magari porta a casa un manufatto, non sta semplicemente comprando qualcosa», sottolinea Vazzano.

«Sta vivendo il territorio. E questo per noi è Arti-Turismo.»

La lavanda può quindi diventare anche uno strumento di connessione tra costa ed entroterra, contribuendo a creare motivazioni di visita che non dipendono esclusivamente dalla stagione balneare.

Già alcuni anni fa CNA Imperia aveva inserito Cesare Bollani, coordinatore del progetto Lavanda Riviera dei Fiori, tra i protagonisti del proprio convegno dedicato proprio al tema “Ripensare la destinazione turistica come esperienza”.

Una scelta che, riletta oggi, appare particolarmente coerente.

Lavanda e Liguria Longevity Project: un incontro naturale

A MareCultura 2026 questa esperienza entra inevitabilmente anche nel racconto del Liguria Longevity Project.

Per CNA Imperia la longevità non significa infatti inseguire una formula miracolosa, ma valorizzare un insieme di condizioni che contribuiscono alla qualità della vita: alimentazione mediterranea, movimento, ambiente, socialità, contatto con la natura, cultura e comunità.

La lavanda attraversa molti di questi mondi.

È agricoltura e paesaggio. È profumo e memoria. È lavoro manuale e cura del territorio. Può entrare nell’artigianato, nella cosmesi e, attraverso cultivar e utilizzi appropriati, anche nella ricerca gastronomica che CNA Imperia sta sperimentando insieme alle proprie imprese.

«Nel Liguria Longevity Project non vogliamo inventare un territorio nuovo», precisa Vazzano. «Vogliamo imparare a riconoscere meglio quello che abbiamo già e metterlo in relazione. La lavanda è un esempio perfetto: una tradizione che rischiava di essere dimenticata può diventare nuovamente paesaggio, impresa, esperienza e futuro.»

Un libro che racconta soprattutto le persone

Ed è forse questo il valore più profondo di “Lavanda… Essenza di Liguria”.

Nella prefazione Marcello Militello descrive la lavanda come qualcosa capace, quasi misteriosamente, di avvicinare persone che altrimenti non si sarebbero incontrate, creando amicizie, collaborazioni e progetti e facendo da ponte tra chi conserva il passato e chi immagina il futuro.

È anche la storia che CNA Imperia ha visto svilupparsi concretamente in questi anni.

Coltivatori, ibridatori, ricercatori, artigiani, ristoratori, imprese e associazioni hanno cominciato a riconoscersi intorno a un elemento apparentemente semplice: un fiore viola e il suo profumo.

«Questo libro – conclude Vazzano – racconta molto più della lavanda. Racconta cosa può accadere quando un territorio ricomincia a credere in una propria risorsa.»

«Come CNA siamo orgogliosi di avere accompagnato questo cammino e continueremo a farlo. Perché dietro una pianta recuperata può esserci un terreno che torna a vivere; dietro quel terreno può esserci un’impresa; dietro quell’impresa una famiglia; e intorno a tutto questo può nascere una nuova ragione per conoscere e vivere il nostro entroterra.»

«È il principio che guida MareCultura, Arti-Turismo e il Liguria Longevity Project: non conservare il territorio dentro una teca, ma trasformare le sue radici in opportunità di futuro.»

Redazione

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