Ventimiglia ricorda Luigino Maccario, indimenticato innovatore, difensore e promotore della cultura e delle tradizioni intemelie, in occasione dell'anniversario della sua scomparsa.
Un omaggio proposto dal Museo Civico Archeologico “Girolamo Rossi” in collaborazione con il comune di Ventimiglia, la Sezione Intemelia dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri e la Cumpagnia d'i Ventemigliusi nello Spazio Alcotra a lui dedicato al Forte dell'Annunziata. "Luigino Maccario credo che sia per tutti noi un amico indimenticabile" - dice la conservatrice del MAR Daniela Gandolfi - "Credo che per tutte le associazioni qui presenti sia stato un sostegno insostituibile. La Sezione Intemelia dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri si sente particolarmente legata alla scrittura di Luigino Maccario per tutti gli insegnamenti, le guide e le discussioni. E' un dovere ricordarlo nella sala Alcotra che abbiamo volutamente dedicato al suo nome. Ringrazio l'Amministrazione comunale di Ventimiglia, l'assessore Faedda, Graziella Baudino, che è qui con noi, le relatrici e le associazioni presenti. Ringrazio, in particolar modo, Marco Scullino con il quale abbiamo pensato a questa giornata. Abbiamo scelto per la locandina una foto che ci è sembrata emblematica: Luigino che insegna, in una posizione elevata tra cielo e mare viene ascoltato da alcune persone in uno di quegli incontri che come istituto organizziamo periodicamente per far conoscere il nostro territorio, camminando e vivendolo. Luigino era una parte importante della nostra proposta di conoscenza".
Dopo l'introduzione della dottoressa Daniela Gandolfi ha preso la parola l'assessore alla Cultura Tiziana Faedda. "Porto i saluti del sindaco e dell'Amministrazione comunale" - dichiara l'assessore Tiziana Faedda - "E' un onore essere qui oggi in questa bellissima sala che porta il nome di Luigino Maccario e che ce l'ho ricorda sempre, tutti i giorni. E' stato colui che ha fatto riscoprire tanto del nostro territorio e della nostra cultura e, quindi, ricordarlo oggi, a tre anni dalla sua scomparsa, vuol dire che ha lasciato veramente tanto sia in vita che dopo la morte. Ringrazio tutti coloro che hanno organizzato questo bellissimo evento".
E' intervenuto, in seguito, il console rappresentante della Cumpagnia d'i Ventemigliusi Marco Scullino. "Sono nato con le cose di Luigino Maccario" - afferma Marco Scullino - "C'è stato un rapporto quotidiano tra lui e la mia famiglia che poi si è trasformata nell'attenzione per quello che ha fatto: interessarsi alle realtà che ha fondato. La parte sugli studi di Luigino ha la sua rilevanza. Ha realizzato degli studi sui dialetti e sul territorio che lui, innanzitutto, osservava. Ha avuto un'attenzione particolare per la toponomastica ma soprattutto un impegno civile importantissimo: sapeva dare delle indicazioni specifiche rispetto a quello che era il nostro territorio. Una memoria storica che conosce realmente quella che è la storia del territorio a livello pratico. Aveva una visione non solo ventimigliese ma anche legata a tutto l'intemelio. Ha realizzato dei libretti, che pressava manualmente con delle pietre, che sono dei piccoli camei".
All'incontro erano presenti anche Graziella Baudino, vedova Maccario, diverse associazioni cittadine e gli amici di Luigino. "Ho conosciuto Luigino che ero minorenne. Con la tessera della Cumpagnia davano un libro su Ventimiglia e così presi la tessera. Vedevo Luigino quasi tutti i giorni, lo accompagnavo a casa e ci facevamo due parole. A quei tempi lavoravo a Camporosso come educatore e il sabato mattina, invece di dormire, andavo alla Cumpagnia per parlare con Luigino che era un'enciclopedia vivente" - racconta Franco Molinari dell'Anpi di Ventimiglia - "In commissione toponomastica vogliamo portare una proposta: intitolare il centro ricreativo di fronte alle scuole elementari a Luigino. Speriamo di riuscirci".
Interessanti e appassionanti gli interventi di Beatrice Palmero, direttrice del Quaderno Annuale di Studi Storici “Intemelion. Cultura e Territorio”, che si è soffermata sul contributo di Luigino Maccario all' “Archivio della Memoria” di Intemelion, e di Marilisa Sismondini, rappresentante della Cumpagnia, che ha ricordato episodi e il ruolo di Luigino nella Cumpagnia d'u Teatru Ventemigliusu. "Il contributo di Luigino per Intemelion è stato significativo" - sottolinea la professoressa Beatrice Palmero - "Ho cercato di coinvolgere Luigino a scrivere qualcosa. Mi aveva presentato un elenco di nomi dialettali con cui si distinguevano le qualità di fichi sul nostro territorio. Ha realizzato un quaderno annuale di studi sulla cultura e il territorio intemelio. Ha creato praticamente un calendario di riti delle festività, dei luoghi di culto e dei giochi di Ventimiglia. Ha riportato in luce le filastrocche. E' un innovatore delle tradizioni. Si è concentrato in particolar modo sui riti di maggio. Ha inventato il Cianta' Mazu, le contessine del Maggio e i balestrieri. Il ballo di maggio è durato una decina di anni. Era un uomo ecclettico e sempre presente, pronto in ogni momento per proporre novità. All'Archivio della memoria ha portato la capacità di rendere vive le tradizioni. Ha scritto sul costume e il canto".
"Sono la figlia di Pierino Sismondini che è stato il direttore della Cumpagnia del teatro ventemigliuosu per circa sessant'anni" - interviene Marilisa Sismondini, rappresentante della Cumpagnia - "Ho conosciuto Luigino da bambina perché quando entrò nella Cumpagnia nel 1964 io avevo nove anni. Era una persona estrosa, poliedrica e, in certi momenti, geniale. I suoi personaggi sono sicuramente caratteristici. Era anche uno scenografo visto che veniva a dipingere a casa dei miei quelli che sarebbero poi diventati gli sfondi delle rappresentazioni teatrali sia interne che esterne".
































