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Cronaca | 15 settembre 2026, 07:14

Ventimiglia: nuova sconfitta per il Comune per l'autovelox di Porra, il Tribunale conferma l'annullamento delle sanzioni

Il Tribunale di Imperia ha rigettato l'appello dell'Amministrazione: decisiva la tardività del deposito del ricorso. L'Avv. Mazzola: "Ora vanno valutate anche le altre contestazioni"

Ventimiglia: nuova sconfitta per il Comune per l'autovelox di Porra, il Tribunale conferma l'annullamento delle sanzioni

Nuova battuta d'arresto giudiziaria per il Comune di Ventimiglia sulla vicenda dell'autovelox di Porra. Con la sentenza n. 502/2026, pubblicata lo scorso 11 settembre, il Tribunale di Imperia ha rigettato l'appello presentato dall'Amministrazione contro una precedente decisione del Giudice di Pace di Sanremo. Al centro del procedimento c'erano alcune sanzioni elevate attraverso il dispositivo installato sulla SS20. Il giudice di primo grado aveva disposto l'annullamento dei verbali, rilevando l'assenza di omologazione dell'autovelox. La decisione è ora divenuta definitiva a seguito della pronuncia del Tribunale. Per il Comune arriva inoltre una nuova condanna alle spese legali. L'Amministrazione dovrà anche versare il doppio del contributo unificato previsto per il giudizio di appello.

A determinare l'esito del procedimento è stata, in particolare, un'eccezione sollevata dall'Avvocato Mazzola, difensore di uno dei ricorrenti. Il Tribunale ha infatti rilevato che il Comune aveva depositato tardivamente il proprio ricorso, con la conseguenza che la sentenza di primo grado non poteva più essere rimessa in discussione. La pronuncia del Giudice di Pace di Sanremo, che aveva annullato le sanzioni per la mancata omologazione del dispositivo, è quindi passata in giudicato. Una vicenda che si aggiunge alle precedenti pronunce riguardanti l'impianto di Porra e che riaccende il confronto sull'utilizzo dell'autovelox lungo la Statale 20. Sullo sfondo resta il tema della differenza tra omologazione e semplice approvazione dei dispositivi per il controllo della velocità. Una questione che negli ultimi anni è stata più volte sottoposta all'attenzione della magistratura.

L'Avvocato Mazzola sottolinea che "il Giudice Civile decide il caso che gli viene sottoposto e, come dovrebbe essere noto, non può ordinare alla Pubblica Amministrazione di fare qualcosa, nella specie di spegnere un autovelox". Secondo il legale, nel caso di Porra i giudici avrebbero confermato, in tre gradi di giudizio, l'annullamento dei verbali impugnati, ribadendo l'inidoneità di un dispositivo non omologato a fornire la prova della velocità. "In tutta evidenza un autovelox non può essere irregolare in tutti i casi in cui i sanzionati propongono ricorso e regolare quando pagano", osserva il professionista ventimigliese. La questione, quindi, non riguarderebbe soltanto i singoli verbali contestati, ma anche le modalità con cui l'Amministrazione ha continuato a utilizzare il dispositivo. Una distinzione che, secondo la difesa, assume particolare rilievo alla luce degli orientamenti della Cassazione. Il tema dell'omologazione degli autovelox resta infatti al centro di un ampio contenzioso nazionale.

Secondo il legale, sarebbe spettato al Comune interrompere l'utilizzo dell'apparecchiatura, applicando il principio più volte affermato dalla Cassazione secondo cui la semplice approvazione non sarebbe sufficiente. "Gli atti secondari che affermano il contrario non possono derogare la disciplina primaria", sostiene Mazzola, che contesta quindi la scelta di proseguire con l'attività sanzionatoria. Nel comunicato si evidenzia anche l'entità degli introiti generati dall'autovelox di Porra. Secondo la ricostruzione fornita dal legale, dall'estate del 2023 a oggi gli utenti della SS20 avrebbero versato circa 9 milioni di euro a seguito dei rilievi effettuati dal dispositivo, con somme ripartite tra Comune e concessionaria. Numeri che rendono particolarmente rilevante il dibattito sulla legittimità e sull'opportunità dell'impianto. Il Comune, viene ricordato, aveva in precedenza valutato l'ipotesi di aumentare il limite di velocità da 50 a 70 km/h, senza però prospettare la rimozione o la sospensione dell'autovelox.

Nel frattempo, la questione potrebbe essere destinata a riaprirsi alla luce delle recenti modifiche normative. Il riferimento è alla norma transitoria contenuta nel recente decreto ministeriale, che potrebbe incidere sulla qualificazione dei dispositivi a partire dai rilievi effettuati dopo il 12 luglio 2026. "Poniamo che, per i rilievi successivi al 12 luglio 2026, quello strumento di misura debba considerarsi omologato in forza della norma transitoria contenuta nel recente decreto ministeriale", osserva Mazzola, pur evidenziando quelli che definisce seri dubbi sulla possibilità di una sanatoria introdotta attraverso una norma secondaria e senza test di laboratorio. Se questa interpretazione dovesse trovare applicazione, secondo il legale resterebbero comunque da esaminare altre contestazioni finora assorbite dai giudici. Tra queste viene citata la questione del limite di velocità applicato nel tratto successivo al centro abitato di Porra. Un tema che, secondo la difesa, meriterebbe un approfondimento specifico.

L'Avvocato Mazzola pone quindi una serie di interrogativi sulla segnaletica e sui limiti vigenti lungo la Statale 20: "È normale che gli utenti della SS20 incontrino prima il cartello dei 50 km/h e poi il segnale della fine del centro abitato, ma vengano comunque sanzionati per il superamento di quel limite nel rettilineo successivo?", chiede il legale. Un altro punto riguarda l'eventuale esistenza di un provvedimento scritto e motivato che riduca a 50 km/h il limite sulla tratta esterna al centro abitato di Porra. Viene inoltre richiamata la disciplina relativa alle strade extraurbane e alla necessità di rimuovere gli autovelox nei casi in cui la velocità imposta sia ridotta di oltre 20 km/h rispetto a quella stabilita dal Codice della Strada. "Ho appreso che anche i Sindaci di Airole e Olivetta hanno recentemente sollevato dei dubbi al riguardo", aggiunge Mazzola. Questioni che potrebbero quindi allargare il confronto anche ai Comuni dell'entroterra attraversati dalla SS20.

Un ulteriore elemento riguarda poi l'andamento dei proventi delle sanzioni. Secondo il legale, la loro diminuzione sarebbe legata al comportamento degli automobilisti che percorrono la strada in direzione Trucco. "La maggior parte dei conducenti che procedono in direzione Trucco frena al Km 145+027 e accelera subito dopo – poiché su quel rettilineo e in quella direzione non esistono pericoli –, mentre nella direzione opposta, cioè verso il centro abitato di Porra, esistono pericoli, ma non vengono fatti rilievi", sostiene Mazzola. Una situazione che, nella sua lettura, finirebbe per incidere sull'efficacia stessa dell'attività di controllo. A ciò si aggiungerebbe il quadro economico e normativo che potrebbe modificare, in prospettiva, la convenienza dell'attuale sistema. Il riferimento è anche alla possibilità di destinare in futuro minori proventi delle multe alla spesa corrente del bilancio comunale. Un insieme di fattori che potrebbe portare l'Amministrazione a rivedere le proprie scelte sulla Statale 20.

Il legale intravede quindi la possibilità di un ripensamento dell'attività sanzionatoria sulla SS20, fino ad arrivare alla rimozione dell'attuale autovelox di Porra. In prospettiva, l'ipotesi potrebbe essere quella di installare un nuovo dispositivo nel centro abitato di Trucco, questa volta "auspicabilmente omologato". "Si sono quindi create condizioni favorevoli al ripensamento dell'attività sanzionatoria sulla Statale 20, il che potrebbe anche portare alla rimozione dell'autovelox di Porra e alla posa di un nuovo autovelox – auspicabilmente omologato – nel centro abitato di Trucco", conclude Mazzola. Una prospettiva che, secondo il professionista, rappresenterebbe una notizia positiva, ma arriverebbe "decisamente tardiva". La sentenza del Tribunale di Imperia riporta dunque ancora una volta al centro dell'attenzione il dispositivo di Porra e le modalità con cui vengono effettuati i controlli sulla SS20.

Carlo Alessi

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